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Reviews - Avantasia
:: Avantasia - Ghostlights - (Nuclear Blast - 2016)
Siamo arrivati al 7° capitolo per il teatrino di Tobias Sammet targato Avantasia. Negli anni, Avantasia si è dimostrato un progetto di grande successo vendendo qualche milione di copie e soprattutto facendo pienone in tutti i palazzetti e festival vari. Devo essere sincero, anni or sono quando uscì Avantasia me ne innamorai perdutamente: secondo me, i primi due capitoli restano i migliori composti fino ad ora. Con questo non voglio tuttavia sminuire gli album seguenti, sempre lavori di alto livello, creati con saggezza e soprattutto fatti per divenire prodotti di successo. Immancabili i nuovi ospiti, di volta in volta, avendo Sammet confermato alcune star già presenti nei precedenti album come Michael Kiske, Jorn Lande, Ronnie Atkins, Bob Catley, ecc… Questa volta il buon Tobias ha superato ogni aspettativa, invitando il mitico Dee Snider e soprattutto sua maestà Geoff Tate, ospite in un’atipica “Seduction Of Decay”, traccia dai sapori, appunto, prog e Queensryche oriented. A mio avviso, sarebbe riduttivo soffermarsi all’ospite più ambito che mai ci sia stato in Avantasia, poiché ottime melodie sono disseminate qua e là in tutto il disco, chiaramente lasciando sempre il segno: basti ascoltare la meravigliosa “Let The Storm Descend Upon You” e la straordinaria title track “Ghostlights”. Chiaramente, chi ama questo lavoro e il sound creato negli anni sarà soddisfatto e contento, senza rimanere deluso. Facciamo i complimenti a Sammet per la sua eterna genialità, sperando che sia prolifica negli anni!
Voto: 8/10
Antonio Abate

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www.tobiassammet.com
:: Avantasia - The Mystery Of Time - (Nuclear Blast - 2013)
Questa volta l’arduo compito di recensire Avantasia è toccato a me! Devo essere sincero, quando uscì il primo capitolo di questa creatura di Sammet ero eccitatissimo e mi fu regalato il cd… che in pratica ascoltavo dalla mattina alla sera, senza mai stancarmi per la bellezza compositiva che aveva tirato fuori il bravo Tobias, grazie all’apporto dei cantanti di cui si era circondato e di cui ha continuato a circondarsi duranti i dischi successivi.
Ora ecco un nuovo album: devo essere sincero, dopo i primi capitoli sono rimasto molto deluso tranne che per qualche brano; l’unico che ricordo come veramente valido per i miei gusti è “Dying for an Angel”, brano presente negli ultimi due capitoli di Avantasia e dove Sammet duettava con sua maestà Klaus Meine.
Che dire… se la NB sono anni che produce il progetto, vuol dire che vende: si parla di 3 milioni di copie vendute e di altrettanti palazzetti pieni, grazie al teatro composto con grande maestria. Ora arriviamo a parlare di questo nuovo cd “The Mystery Of Time”… di sicuro Tobias Sammet ha ormai un suo sound e background compositivo, ispirato sì a vari suoi miti, questo è vero (ma lo sappiamo tutti che il piccolo grande Toby è cresciuto con i Keepers nelle orecchie, e ha fatto bene), e tuttavia col tempo è riuscito a fare suo un modo di comporre, riuscendo anche col tempo a farlo in due modi diversi cioè un stile Avantasia e uno stile Edguy. I due stili di certo sono molto simili, per carità, il primo più melodico e happy e a sprazzi symphonic, il secondo da tempo più heavy teutonico ma sempre con la vena happy nello stile di Kai Hansen. E proprio sugli sprazzi sinfonici vorrei soffermarmi, dato che oggi fanno ancora più sentire la loro presenza grazie ad una vera e propria orchestra presente nelle registrazioni; se devo essere sincero preferivo gli arrangiamenti di tastiera dei primi album (solo i nostri Rhapsody sono riusciti a coniugare perfettamente un’orchestra in sede di produzione), questo perché l’orchestrazione rende spento il suono e penalizza molto l’impatto dei brani, decisamente molto più belli e freschi di quelli degli ultimi capitoli.
Questa volta Toby si è limitato a sfornare solamente 10 tracce, di cui due suite; come al solito nel cast (la cosa più di successo di Avantasia secondo me) troviamo attori-cantanti di livello super, l’ormai indiscusso Kiske presente in tutti i capitoli, l’immortale Joe Lynn Turner, il sommo Byff Byford (secondo me quella che ha sul capo è una parrucca), l’ormai veterano come Kiske, e ancora Bob Catley, l’ugola d’oro di Eric Martin, una semi sconosciuta dalla voce splendida che si chiama Cloudy Young, e niente di meno che (questa volta ha superato ogni immaginazione) Ronnie Atkins!
Musicalmente parlando abbiamo davanti un ottimo prodotto di power metal che si alterna tra un metal di classe con tanti cori e un heavy metal di altri tempi, contornato da arrangiamenti sinfonici.
Certo sarebbe secondo me di cattivo gusto parlare dei singoli brani perché chiaramente abbiamo davanti un concept che fila liscio come l’olio grazie appunto all’alternarsi dei magnifici vocalist e delle tessiture melodiche create da Sammet, oggi più adulte che mai, e ai riff di stampo teutonico che caratterizzano un sound tipico tedesco.
Però dovrò peccare e visto il mio debole per Ronnie Atkins che è il cantante dei Pretty Maids (per i pivelli che non lo sapessero), mi soffermo a parlare appunto del brano dove troviamo la prima apparizione del duttile vocalist danese: “Invoke The Machine”, dove Sammet dà largo spazio alla bellezza vocale di quello che è sicuramente uno dei suoi miti, duettando splendidamente e facendo alternare la voce pulita e graffiata di Atkins, grazie a un brano in puro power metal moderno con tanto di riffone tedesco. Forse il brano meglio riuscito, dove quel brutto arrangiamento sinfonico non osa rovinare la bellezza e la schiettezza di questa canzone.
Dopo questo appunto chiudo ammettendo la bellezza la validità del nuovo Avantasia ma se devo fare una critica come avete capito punto il dito contro una produzione povera, resa spenta e poco potente proprio dalla presenza di questa orchestra; infine, è chiaramente scontato parlare dell’esecuzione ad alti livelli da parte di grandi e affermati musicisti.
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact:
www.tobiassammet.com
:: Avantasia - The Wicked Symphony/Angel Of Babylon - (Nuclear Blast – 2010)
Torna sulle scene, più oscuro che mai, Tobias Sammet con ben due nuovi capitoli della saga di Avantasia concludendo così il discorso iniziato con il precedente “The Scarecrown”. In questi due album (proposti in un unico pacchetto) gli ospiti sono tantissimi e il loro livello è alto. “The Wicked Symphony” inizia nel migliore dei modi con la giusta carica che solo il vecchio classic metal riesce a infondere e prosegue altrettanto bene. Ancora una volta Tobias Sammet ci mostra come si fa a mettere ogni ospite nel suo habitat naturale (e questo vale anche per il secondo cd dell’opera) scrivendo i brani perfetti che loro avrebbero potuto scrivere nel loro periodo d’oro (e ciò vale principalmente per il cd in questione!). Di gran valore nella sua ottima riuscita è stata la numerazione dei brani che riescono a rendere l’opera varia e che potrebbe permettere anche più ascolti di seguito. Con nessuna pecca, il cd prosegue fino all’ultimo secondo del brano conclusivo “The Edge”.
Voto: 8/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

E ora passiamo invece a “Angel Of Babylon”, seconda parte del prodotto. Già dalla presentazione con “Stargazers” si nota come il livello del prodotto scende, fino a scadere immediatamente nel prolisso, a causa soprattutto di brani fin troppo “diluiti”. Non mancano affatto episodi che fanno risalire l’interesse come ad esempio l’oscura “Death Is Just A Feeling” con John Oliva e quindi in stile Savatage, oppure la titletrack. Mentre brani come la ballad “Blowing Out The Flame” rendono l’ascolto una lotta continua contro gli sbadigli. Insomma, non sarà di certo un capolavoro ma non è neanche interamente da scartare, quindi almeno la sufficienza se la merita. Ma forse se si evitasse la full-immersion nell’ascolto di entrambi i cd, il risultato anche di quest’ultimo potrebbe anche essere più che godibile. Per concludere volevo precisare che questa recensione del prodotto è stata stillata dopo avergli dato solo un ascolto in occasione di una listening session.
The Wicked Symphony: Voto: 8/10
Voto: 6.5/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

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www.avantasia.com
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