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Reviews - Ava Inferi
:: Ava Inferi - Blood Of Bacchus - (Season Of Mist – 2009)
Arrivi da poco meno di cinque anni e provenienti dal Portogallo, gli Ava Inferi giungono con questo nuovo album “Blood Of Bacchus”, edito per l’etichetta Season Of Mist, alla pubblicazione del terzo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a due anni di distanza dal precedente “The Silhouette”. La formazione attuale degli Ava Inferi è composta da Carmen Simões alla voce, Rune \"Blasphemer\" Eriksen alla chitarra, Jaime S. Ferreira al basso e João Samora alla batteria. Musicalmente questa band portoghese, suona un pregevole quanto elegante gothic metal dalle forti venature doom, con un forte gusto per la melodia rafforzato da una cura molto minuziosa degli arrangiamenti. Stilisticamente, nella musica degli Ava Inferi ci sono i Moonspell, come i Candlemass, i primi Gathering ed i Pradise Lost dei tempi loro, ma ciò non toglie che questa band è dotata da un discreta dose di personalità. Nel suo genere e nel proprio complesso, “Blood Of Bacchus” è un buon disco, ben prodotto ed egregiamente suonato, anche se in alcuni casi i pezzi risultano poco fluidi, difettando per un’assimilazione non immediata. Si parte con “Truce”, song dai ritmi essenzialmente armonici, corredata da eleganti melodie a partiture delicate, con un tocco di passionalità ed eleganza, “Last Sign Of Summer” a seguire, denota una naturale durezza ed un maggiore tocco di ruvidità, senza snaturare quello che è il classico marchio di fabbrica della band, rimarcando le forti doti vocali della cantante, “Colours Of The Dark” invece, ricorda in più d’un frangente i primi The Gathering, fondendo chitarre ruvide e partiture dai connotati intensi. “Black Wings” è un’autentica poesia avvolta da musica raffinata, celata da una venda oscura quanto malinconica, “Appeler Les Loups” è in assoluto il brano più complesso dell’album, dove gli Ava Inferi pongono in luce la totalità delle proprie peculiarità, mentre “Be Damned” recupera uno stile pressoché tradizionale con forti riferimenti ai migliori Candlemass. Con “Tempestade” emerge la dimensione acustica della band, differentemente la title-track, spiazza per il proprio sound versatile e variegato, la conclusiva “Memoirs” infine, racchiude l’essenza della musica firmata dagli Ava Inferi, riassumendo grossomodo le migliori caratteristiche di un disco che potrebbe consacrare definitivamente questa band portoghese.
Maurizio Mazzarella
7/10

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www.season-of-mist.com
www.ava-inferi.com
:: Ava Inferi - The Silhouette - (Season Of Mist - 2007)
Gli Ava Inferi sono il groppo di Rune Eriksen (aka Blasphemer dei Mayem) e fanno doom. Di balck metal qui non c’è traccia. Sarebbe, altresì, facile pensare a questo Silhouette come un disco di gothic metal solo per la presenza di una voce femminile, quella della portoghese, sennonché bravissima, Carmen Susana Simoes, ma sarebbe una valutazione errata e forviante. Questo è un grande lavoro: non restavo colpito così da un disco con queste coordinate stiliste dai tempi dell’esordio dei Theatre Of Tragedy (grande gruppo, che purtroppo ha virato, ad un certo punto della carriera, verso uno scialbo gothic…). Le sonorità sono oscure e pregne di disperazione, certo non mancano le melodie che esaltano la voce tenorile di Carmen, ma questo non significa che venga meno quella sensazione di tristezza e malinconia propria del genere. I riff di chitarra sono pesanti nella migliore tradizione e mai noiosi, anzi il disco è vario e di piacevole ascolto, nonostante l’elevato minutaggio delle singole canzoni. Probabilmente, questo album potrebbe interessare anche i meno avvezzi a queste sonorità, ma sicuramente non deve mancare nella collezione degli amanti dei My Dying Bride o primi Anathema.

Voto: 8/10

g.f.cassatella

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