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Reviews - Assemble Head In Sunburst Sound
:: Assemble Head In Sunburst Sound - Manzanita - (Tee Pee Records - 2012)
È incredibile come sonorità che già negli anni ’70 venivano considerate relegate ad un passato che aveva avuto il suo apice con la Summer of Love vengano riproposte con tale fedeltà e accuratezza nel 2012. Sonorità gradevoli e piacevolmente retrò, ma non per questo polverose e tronfie, sono quelle che caratterizzano “Manzanita”, il nuovo album degli Assemble Head In Sunburst Sound. Certo, il nome è tutto un programma e richiama fantasie psichedeliche evocate secondo vie più o meno legali, in piena aderenza alla filosofia dell’epoca. Va detto che, rispetto ai compagni di scuderia Aqua Nebula Oscillator, gli Assemble Head In Sunburst Sound si muovono su coordinate più appetibili al grande pubblico, preferendo le tipiche aperture melodiche della nativa Frisco alle influenze darkeggianti di stampo europeo che caratterizzano il contemporaneo album dei francesi. La opener “L.A. Sacrifice” si dipana su un duetto di chitarra e tastiera, con un riff che ci riporta a tempi andati e che lascia naturalmente spazio alle ritmiche veloci e southern della successiva “(Gone) ‘Round The Corner”, sorta di outtake allucinata (o zeppelinata…) a dovere dei Creedence Clearwater Revival. Se non mancano episodi di classico rock sixties come “Slithery Thing”, caleidoscopio sognante prodotto dall’incontro tra il vocalismo dei T-Rex con i Vanilla Fudge meno elaborati, “Green Meadow Slowdown” e “The Flume” uniscono il beat dei Pink Floyd di Barrett con le visioni oniriche dei Blue Oyster Cult, fino al proto grunge della conclusiva “Low Island Blues”, che unisce la passione per i cori ad una struttura ritmica in overdrive calibrata e mai invasiva. La risposta a stelle e strisce al collettivo dei Black Mountain, penseranno i più attenti tra voi. Vero, ma non del tutto: è proprio qui che va citata la vera chicca del platter, il soul di atmosfera quasi tarantiniana di “Blue wire”, notevole con il suo organo soffuso e le sonorità misurate, ben sottolineate da un cantato che richiama i fasti di Morrison. Decisamente il picco del disco, e senz’altro uno dei brani che costituiranno la mia personale colonna sonora dell’estate 2012. Scusate se è poco…
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact:
www.myspace.com/theassembleheadinsunburst
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