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Reviews - Assaulter
:: Assaulter - Crushed by raging mosh - (Autoprodotto - 2011)
Ingredienti per un buon disco thrash? Spiacente, non conosco la ricetta. Come diceva il buon Vince, noto saggio dei calanchi, “a mmé m scorr u thrash andò l ven”. Non sono del tutto sicuro che il filologico Vince abbia avuto cura di includere tutte le acca al loro posto nel suo pur preciso postulato, ma è così che stanno le cose. O il suono della Bay Area (più New York, più la ex RFT) scorre nelle vene, o nulla da fare. Altrimenti i Dream Theater suonerebbero thrash, e così non è, perché Petrucci sarà anche in grado di eseguire “Damage Inc.” meglio dell’Hammett più sobrio che riuscite ad immaginare, ma ha un’anima troppo sofisticata per poter carpire a fondo la “filosofia” di certuni passaggi. Per fortuna le redini del genere, negli anni di questo gradito revival, sono in mano a personaggi che tengono bene a mente il principio per cui la sofisticatezza è stata una delle cause del declino di interesse da parte del variegato popolo metal nei confronti dell’illustre diramazione, e che sanno che è inutile tentare di adeguarsi a trend passeggeri e “catchy” solo per allargare la base dei propri sostenitori. Tanto, mai come in questi tempi vale il principio della coperta corta: tiri e copri da una parte, scopri dall’altra. Questo per dire che gli Assaulter si rivolgono a quella folta schiera di aficionados del thrash metal senza compromessi che trova la sua perfetta sintesi nelle parole di un altro ben noto profeta di anni andati: “birra e assoli”. Ok, la smetto con le citazioni incolte e passo al lavoro del combo tarantino. “Crushed by raging mosh” contiene sei tracce di viscerale thrash che non disdegna di prendere in parti uguali dai barocchismi californiani (Exodus e Dark Angel in particolare) e dall’approccio punk dei DRI di metà anni ‘80. Un connubio che affiora sin dalle scelte compositive operate per la title-track, con le sue accelerazioni ossessive e il cantato a squarciagola che lasciano spazio al mosh (appunto…), all’uso dei cori in stile Overkill, e soprattutto alle chitarre soliste di Paolo e Luca, a cui si unisce spesso il basso motorheadiano di Enzo, vera chicca dell’album in questione. Non mancano spunti molto interessanti nelle restanti tracks, come il mid tempo di “Hand Maniac” (dal testo tanto divertente quanto un po’ sgrammaticato…), la disperata “Flag of destruction” e l’oscura “The flame of pain”, guidate dall’incisivo drumming di Rodolfo. A conclusione di “Crushed by raging mosh” troviamo l’anthem tankardiano “Beer!!!”, che forse avrebbe meritato maggiore incisività nella scelta dei riff. Tuttavia, se siete in cerca di innovazioni o aperture melodiche, girate i tacchi; per tutti gli altri, valga l’adagio coniato dal gruppo: “ù thrash è mbortand e pur ù piccion!”
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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Con un certo piacere che mi ritrovo a poter recensire questo EP dalla band di Taranto (da me vista più di una volta in sede live) nonostante sia stato pubblicato circa 2 anni fa, in quanto apprendo dalla loro biografia che sono attualmente al lavoro su un full length.
Dalla loro bio apprendo che gli Assaulter si formano a Taranto nel 2007 da Enzo (voce e basso) e Paolo (chitarra), con la volontà di comporre canzoni dure e veloci in puro stile old school, dal Thrash americano Bay Area a quello tedesco, fino al Thrash-Core, mentre con il subentro di Rodolfo (batteria) la proposta si estremizza e lo stile diventa più veloce, tecnico e aggressivo. E in effetti ci riescono molto bene, in quanto le sei tracce di Crushed By Raging Mosh sono un vero e proprio ritorno alle sonorità ottantiane, quelle che hanno visto la transizione dal proto-speed metal, quello debitore nei confronti del punk hardcore, al thrash brutale e chirurgico, tanto tecnico nei suoni quanto spietato nella attitudine.
Le linee dei riff sono molto omogenee tra loro, decisamente compatte e articolate nei punti giusti, e le vocals, sia voce singola che cori, sono molto ben distribuite e posizionate nei punti strategici dei pezzi, mentre gli stacchi contribuiscono a spezzare il ritmo globale dei pezzi in modi inconsueti e nevrotici, proprio per evitare di rilassare troppo chi ascolta prolungando ulteriormente persino i giri più assassini e minacciosi. Fra le tracce migliori del lavoro, a mio avviso la title track che, preceduta da una breve intro strumentale, è introdotta dal grido di Enzo Thrasher, e stabilisce subito le regole del disco, cioè la dedizione totale a un genere musicale preciso, quello in cui si viene schiacciati in un mosh rabbioso;
la prepotente scarica di mazzate di Play Of Destruction, un pezzo veramente da rissa, in cui non si smette sporadicamente di picchiare tanto per prendere fiato, ma piuttosto per insultare il nemico, ormai massacrato a terra, prima di dargli il colpo di grazia; Thrash Assault, una vera e propria operazione da commando in territorio nemico, in cui dopo una breve introduzione furtiva di pochi riffs, viene fatta esplodere e deflagrare tutta la potenza distruttiva della unità assaltatrice, il cui compito non comprende certamente fare prigionieri.
In conclusione, diciamo che se vi capita un amico ancora ignaro, che vorrebbe sapere che cosa è il Thrash Metal, voi gli fate sentire questo disco. E andate sul sicuro.
Voto:7,5/10
Wolvie

Contact:
www.assaulter.it
www.myspace.com/thrashassaulter
assaulteritalia.bigcartel.com
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