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Reviews - Armageddon
:: Armageddon - Captive & Devourment - (Listenable - 2014)
Correva l’anno 1997 quando Chris Amott, non satollo del proprio esordio discografico a nome Arch Enemy, mise su gli Armageddon, non molto diversi musicalmente dalla band principale, ma con un concept fantascientifico alle spalle che ne caratterizzava quanto meno il lato filosofico. Quell’avventura ebbe un paio di seguiti (Embrace the Mystery – 2000 e Three - 2002) prima di finire nel dimenticatoio. Nei gironi di revivalismo musicale che stiamo vivendo un ritorno degli autori di Crossing the Rubicon (1997) ci sta, non fosse altro per soddisfare gli appetiti non ancora sazi di chi ha già consumato il più che decente War Eternal di quella che per anni è stata la band principale del più piccolo degli Amott. Come da tradizione gli Armageddon si presentano con una formazione stravolta, a far compagnia al chitarrista-cantante troviamo: Matt Hallquist (lead vocals), Joey Concepcion (chitarra), la quota rosa Sara Claudius (basso) e Márton Veress (batteria), tutti insieme hanno eseguito una decina di pezzi dal buon tiro, in bilico tra death tradizionale e scorci futuristici, quest’ultimi più a livello concettuale che musicale. Non manca di certo quello che si ci si aspetta da Christopher, quelle aperture melodiche che ne caratterizzino lo stile malmsteeniano da sempre. Quindi non vi sorprenderà incappare in alcuni frangenti nei suoi ormai ex Arch Enemy, così come non vi sembrerà strano che alcune volte il sound risulti più heavy che death. E’ un album di mestiere, in cui tutto funziona bene, che però mantiene un certo livello di passione. In fin dei conti la band è più un passatempo che altro per il leader, e Captive & Devourment è gioco ben riuscito. Non sono in grado, però, di stabilire se gli Armageddon possano trasformarsi in un lavoro a tempo pieno in grado di garantire un futuro sereno al chitarrista ex Arch Enemy.
Voto: 7/10
g.f..cassatella

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www.facebook.com/armageddonbandofficial
www.listenable.net/
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