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Reviews - Aries Field
:: Aries Field - The Halo Behind The Sun - (Broken Bones Promotion - 2019)
Aries Field è un progetto che vede un unico musicista che si occupa di tutto, tale Fabio Stroppa, chitarrista in primis, ma a conti fatti musicista a tutto tondo e con buoni risultati. “The Halo Behind the Sun” è la seconda fatica discografica del nostro, ma leggendo la biografia dobbiamo sottolineare che questo è il primo album affrontato come one man band. A seguito di alcuni problemi interni alla formazione, è rimasto come progetto personale del solo Fabio.
Il disco è un bel manifesto di hard rock e metal moderno, con vari richiami alla frangia progressive metal. Anche la lunghezza totale dell’album, nonché il fatto che siamo al cospetto di un concept lirico, portano a pensare che non siamo di fronte ad un prodotto di facile fruizione; al contrario, questi ben quindici episodi, di cui alcuni molto articolati che rasentano i dieci minuti di durata, sono qui a dimostrarci che l’album va ascoltato con calma e dedizione. Serve solo un po’ di pazienza, perché siamo sui cinquantacinque minuti di durata totale, ma non avremmo immaginato altre soluzioni per questo “The Halo Behind The Sun”, perché gli elementi che formano l’ossatura del disco sono davvero molti.
Per questi motivi non serve fare una recensione che descriva ogni singolo brano, anche perché ce ne sono davvero molti e finiremmo per scrivere un trattato, ma a mio avviso occorre evidenziare alcuni momenti salienti del disco, come “Sword Of Time”, un pezzo che mi ha colpito da subito con il suo incedere cupo; “Sentence”, che apre il disco, è semplicemente perfetta, melodica, tecnica e oserei dire quasi epica, coi suoi refrain che da subito colgono nel segno. Sul versante più “ragionato”, abbiamo una “Wall Of Titans” che non è niente male, anche se sembra più un intermezzo che prepara poi alla quasi allegra e solare “Where the Sun Won’t Fall”, altro pezzo da annotare sicuramente.
Verso il finale abbiamo altre piccole perle come la potente “The Man Against The God”, la più cadenzata “Words Before Dawn” e la progressiva e conclusiva “Battle of Nevermore”, per finire in bellezza il disco, raggruppando un po’ tutto quello di cui il musicista è capace. Insomma, un buon album, che forse si presenta fin troppo ambizioso a livello di durata complessiva e che anche a livello lirico vuole offrire qualcosa di particolare e non stereotipato. Tutti questi sforzi fanno di questo album un qualcosa di unico e affascinante, questo è sicuro. Questo potrebbe essere un pregio ma anche un’arma a doppio taglio, perché in futuro Aries Field potrebbe correre il rischio di non potersi ripetere a questi livelli di ispirazione, anche se in base a quanto si può sentire su questo album, gli elementi per fare bene e anche meglio in futuro ci sono tutti... Quindi, le aspettative sono alte per questo progetto; vediamo se verranno soddisfatte, ma siamo fiduciosi.
Voto: 7/10
Joker

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www.facebook.com/ariesfieldrock
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