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Reviews - Anvil
:: Anvil - Anvil Is Anvil - (SPV - 2016)
A quanti capita d’avere una seconda occasione nella vita? A tanti, siamo sinceri, checché se ne dica. A quanti però viene offerta una possibilità di riscatto che potenzialmente potrebbe garantirti una fama maggiore? A pochi. Certi treni passano, bisogna saperli prendere e sfruttarli. La storia degli Anvil e del documentario Anvil! The Story of Anvil la conosciamo tutti. Però da quel 2008 di acqua sotto i ponti ne è passata, la gloria quasi postuma di cui il terzetto di Lips ha goduto, pian piano sta svanendo. Il perché è semplice, gli album che la band sta rilasciando ultimamente sembrano più il passo del gambero che quello dell’oca. Se pubblicazioni come This Is Thirteen e Juggernaut Of Justice, pur non risultando dei capolavori, erano etichettabili come decenti, Hope in Hell e questo Anvil Is Anvil attestano inesorabilmente che anche la seconda giovinezza si è conclusa. Molti accusano gli Anvil di essere sempre uguali a se stessi, e probabilmente alla band questo non dispiace, visto il titolo scelto per l’album, ma essere gli Anvil significa suonare potente, sfidare i limiti della velocità. In questo capitolo il giochetto dura solo un paio di brani (“Die For A Lie” e “Runaway Train”), per il resto è tutto in vivacchiare su mid tempos che annoiano quasi subito. Così diventa una lunga e lenta processione (con un’incudine legata al collo) sino alla conclusiva “Never Going to Stop” (titolo che sembra quasi una presa per il culo, considerando i sentimenti provati durante l’ascolto). Un lavoro per die hard fan – come quelli che hanno prestato la propria voce per i cori in “Daggers And Rum”. Gli Anvil nella copertina si specchiano, chissà se anche loro, come noi, intravedono un mucchio di crepe sulla vecchia incudine.
Voto: 5/10
g.f.cassatella

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:: Anvil - Back to Basics - (Massacre rec. - 2004)
Fortunatamente “Lips” e soci ci riscaldano l’ennesima solita minestra, anzi ce la servono anche meglio del recente non brillantissimo passato. Il titolo dell’album ci può stare tutto, poiché si ha la netta sensazione di come il combo canadese vada indietro nel tempo in maniera costante ed ovviamente controcorrente. Non è che l’originalità sia una dote innata per gli Anvil e non è nemmeno l’originalità che si vuole pretendere da loro, tuttavia “Back to Basics” si mostra efficace nei suoi intenti di rappresentare in maniera dignitosa lo stile Anvil a differenza dei due precedenti episodi.
Niente di particolarmente nuovo se non la stessa attitudine di sempre, ossia il macinare riff su riff oltre lo sfinimento, le esplicite lyrics ora serie e dopo qualche minuto dissacranti, il solito Robb Reiner che pesta come solo lui sa fare e le vocals stralunate tutto questo nel nome dell’heavy metal più puro. Tutto sommato, un disco variegato dove ce ne un po’ per tutti i gusti a cominciare dall’opener “Fuel For The Fire”, un mid-time pesante e tellurico, oppure le hard rock oriented “Keep It True” e “You Get What You Pay For”, il tocco epico e freddo di “The Chainsaw”, il rock’n’roll di “Can’t Catch Me” e addirittura la quasi ballad(?!) “Cruel World”.
“Back To Basics” è un album che va ascoltato con spensierata voglia di ascoltare del sano e robusto heavy metal senza magari prendersi troppo sul serio.
Per i più esigenti c’è anche la versione con bonus DVD registrato al Wacken ’98.

R
:: Anvil - Past & Present - (Metal Mind - 2009)
Past & Present ossia la band speed metal per eccellenza immortalata all’apice del proprio splendore. I canadesi Anvil arrivarono alla pubblicazione di questo terremotante live, all’indomani dell’uscita di Pound For Pound, che può essere considerata la summa della produzione migliore del gruppo, quella che va dall’esordio Hard’n’Heavy sino all’album citato prima. Nati nel 1987 per volontà del chitarrista Lips (la band inizialmente si chiamava nello stesso modo, poi a seguito di un’omonimia con un gruppo dance, il nome fu cambiato in Anvil), negli anni ottanta hanno rappresentato un modello per tutti coloro i quali volevano suonare metal in modo veloce, aggressivo e belligerante, ponendosi come ideale ponte tra HM classico e thrash. I tre dischi incisi, per l’Attic prima e i due per la Metal Blade dopo, regalarono alla band una notorietà mai più raggiunta in seguito. Oggi gli Anvil sono un gruppo di culto e questo live è un prodotto ottimale per riscoprirne le gesta. Pubblicato inizialmente nel 1989, oggi è riproposto in versione digipack (solo 200 copie) dalla Metal Mind. Contiene tutti classici del gruppo che vanno da “Concrete Jungle” a “Toe Jam”, da “Motormount” a “Metal On Metal”, sino alle conclusive “666” e “Mothra”. Soprattutto questi brani vengono ripresentati nella versione forse migliore, cioè quella live. I canadesi erano dei veri animali da palco, soprattutto Lips, famoso per la sua particolare tecnica che prevedeva l’utilizzo di un vibratore al posto del plettro… Past & Presente è uno dei live più importanti della storia dell’Heavy Metal, un vero monumento al genere. Questa ristampa rappresenta un’occasione ghiotta per i più giovani per scoprire una delle band più grandi di sempre e per noi vecchietti l’opportunità di sostituire la vecchia (e consumata) musicassetta con il cd.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/anvilmetal
www.anvilmetal.com
www.metalmind.com.pl
:: Anvil - Pound For Pound [Reissue] - (SPV/Steamhammer - 2011)
Recensire una ristampa è sempre un buon modo per riscoprire vecchi album dimenticati, sottovalutati o semplicemente poco considerati dai fan del genere. “Pound For Pound” dei canadesi Anvil è proprio un esempio del piacere che si può provare nel riscoprire un disco, in questo caso a più di vent’anni dalla prima uscita. L’album uscì nel 1988 dopo il mezzo fiasco commerciale “Strenght Of Steel”, nel tentativo di riacquistare credibilità e riconquistare i fan della band delusi dal precedente lavoro. Dal punto di vista sonoro, “Pound For Pound” è potente e veloce in tipico stile heavy metal di quegli anni. Le due chitarre dei fondatori storici della band, Steve “Lips” Kudlow, che è anche la voce del gruppo, e Dave Allison impostano tutte le tracce su riff velocissimi e dal forte impatto. Da ricordare tuttavia che Allison l’anno successivo avrebbe abbandonato la band a causa di screzi con gli altri membri. Chiusa la parentesi storica ritorniamo all’analisi. “Blood On The Ice” primo brano dell’album è un vero e proprio “pugno nello stomaco”. Confermato anche da Robb Reiner, batterista e altro componente storico del gruppo, questo pezzo venne scritto e registrato in seguito alla visione di scontri “pugilistici” durante alcune partite di hockey del campionato canadese.
Anche i pezzi successivi, “Corporate Preacher”, “Toe Jam” e “Safe Sex” continuano sulla falsa riga del primo: riff di chitarra veloci e potenti, batteria precisa e pulita e il basso accompagna ottimamente gli altri strumenti. Purtroppo da metà album il livello si abbassa notevolmente. In tutto le tracce sono dieci per un totale di 36 minuti circa, troppo poche per riscattare completamente gli Anvil dallo scarso livello dei lavori precedenti, nonostante l’apprezzabile tentativo.
La ristampa dell’album è sempre curata dalla SPV/Steamhammer in un digipack con note esclusive dei membri del gruppo all’interno del booklet e in un bellissimo vinile colorato con copertina gatefold adatto ai collezionisti.
Voto: 6,5/10
Peppe Doronzo

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www.anvilmetal.com
:: Anvil - Strength Of Steel [Reissue] - (SPV/Steamhammer - 2011)
Prima ristampa della storica band canadese Anvil da parte della SPV/Steamhammer. L’album originale del 1987, ai tempi fu considerato un vero e proprio fiasco dovuto alla replica di suoni vicini ai primi lavori del gruppo, unita ad una svolta commerciale. Il risultato sono undici pezzi nel complesso piatti, degni di band da quart’ordine. I pezzi sembrano riproposizioni o omaggi a band storiche come Kiss, Dokken o Def Leppard, anche se l’intento del progetto non lo prevedeva. E’ invece una cover voluta la traccia nove, “Wild Eyes” dei The Stampeders, trio rock canadese attivo tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima degli anni settanta. Forse questo è l’unico brano con un po’ di grinta, che con un assolo centrale risveglia un po’ l’ascoltatore dal torpore causato dagli altri brani. In 42 (soporiferi) minuti circa, gli Anvil non esprimono il loro meglio. Una nota positiva potrebbe essere riscontrata nella presenza all’interno della ristampa (in edizione digipack e vinile colorato) di materiali esclusivi come foto promozionali e un making of del lavoro descritto all\\\'interno del booklet commentato dai due membri del gruppi rimasti da allora: Steven “Lips” Kudlow e Robb Reiner.
Consigliato per i nostalgici, i fan più fedeli della band e i collezionisti!!!!
Peppe Doronzo
Voto
5,5/10

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:: Anvil - Worth The Weight [Reissue] - (SPV/Steamhammer - 2011)
Terzo ed ultimo album degli Anvil ristampato dalla SPV/Steamhammer (insieme a “Pound For Found” e “Strength Of Steel” le cui recensioni si possono trovare su questa pagina). “Worth The Weight”, sesto lavoro in studio, storicamente viene ricordato per essere il primo album senza lo storico chitarrista Dave “Squirrely” Allison che venne sostituito da Sebastian Marino, e l\'ultimo con il bassista Ian “Dix” Dickson, che vede quindi la rottura di un sodalizio nato sin dagli inizi degli anni \'80. Questo lavoro risultò essere di notevole spessore, considerati i cambiamenti dei vari componenti, ma anche il fattore “grunge” che dominava la scena musicale di quegli anni. Il sodalizio tra il nuovo chitarrista e Lips, voce e chitarra storica della band, portò ad un ottimo risultato, dando sfoggio di duelli a suon di riff e ricordando suoni simili a band storiche come Judas Priest o Overkill (ai quali lo stesso Marino si unirà nel 1996). Robb Reiner era sempre il solito martellatore dietro le pelli, preciso, potente e veloce.
Dickenson invece si limitava a sbrigare il suo “compitino”, lasciando intendere che la sua avventura con gli altri membri stava ormai giungendo al termine. Complessivamente i 48 minuti circa, suddivisi in otto tracce tra cui spuntano “Bushpig”, “Sins Of The Flash” o ”Sadness/Love Me When I\'m Died”, rappresentano una vera e propria svolta “speed/thrash” da parte della band, che però non fu abbastanza per conseguire i risultati sperati, posto anche in questo caso il mezzo fiasco commerciale.
Sicuramente i fan del gruppo e i collezionisti non si faranno sfuggire questa ristampa, che come le altre si presenta in digipack e vinile colorato. Sempre presenti all\'interno del booklet il making of descritto da “Lips” e Rodd Reiner oltre a materiale speciale presente nel cd.
Voto: 6/10
Peppe Doronzo

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