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Reviews - Anthenora
:: Anthenora - Soulgrinder - (My Graveyard Production - 2006)
Il 2006 ha segnato il ritorno degli Anthenora. Scrollatosi di dosso, con il precedente The Last Command, l’etichetta di tribute degli Iron Maiden, il gruppo dimostra con questo secondo album di aver un gran talento in fase compositiva. Soulgrinder è di certo un passo avanti rispetto al disco che lo ha preceduto: i brani sono meglio strutturati e c’è un miglior bilanciamento tra parti melodiche e parti più tirate. Rispetto a The Last Command, il disco appare molto meno tedesco (anche se i Grave Digger qui e là fanno capolino) e molto più americano. I Savatage sono la band che mi è venuta più volte in mente durante l’ascolto di questo disco. Il suono è infatti oscuro e teatrale come quello della band di John Oliva (mi riferisco ai primi Savatage, quelli sino a Streets). “Orders Of Hate”, \"A New Rebellion”, “Fatherland” sono i miei brani preferiti del lotto, ma il cd mantiene sempre uno standard elevato soprattutto nelle parti più epiche (il disco ha chiari contenuti “guerreschi”). La produzione ancora una volta è stata affidata a Tony Mad dei Withe Skull, che ha saputo garantire un suono pulito e potetene. Se siete dei defender non potete non dare una possibilità a questo disco.

Voto: 7/10

g.f.cassatella

Contact
www.anthenora.com
www.myspace.com/anthenora
:: Anthenora - The Last Command - (Locomotive records - 2004)
Strana la storia degli Anthenora. La band, sorta nel 1990, pubblica tre demo: Bring me to Hell (1991), Heretical Symphonies (1994) e Demon\'s (1998). Fin qui nulla di strano, sembra la storia di una qualsiasi band. Le cose per i nostri cambiano nel 1998 quando si trasformano in tribute band degli Iron Maiden. La popolarità della band cresce tant’è che Nicko McBrain la sceglie per farsi accompagnare durante il \"Total McBrain Damage Tour”. Collaborazione che continua sino al 2004. Nonostante gli impegni con il batterista dei Maiden, il gruppo ha trovato il tempo per un Ep The General\'s Awakening nel 2002. Solo dal 2004 la band è tornata ad essere un gruppo a tutti gli effetti e ha prodotto l’album che mi appresto a recensire. La breve storia della band potrebbe lasciar pensare che il suono di The Last Command sia debitore alla band di Steve Harris, ma questa sarebbe un’idea sbagliata. Gli Anthenora si muovono su cordinate più vicine a quelle del power tedesco. Non a caso il produttore dell’album è Tony Mad dei White Skull, band da sempre dedita a un sano e robusto heavy metal di stampo teutonico. Non mancano riferimenti a quella che è la tradizione speed americana: Metal Church e Armore Saints su tutti. L’album è di piacevole ascolto, soprattutto perché la band riesce a creare un alone di epicità senza ricorrere alle soluzioni pacchiane del power più recente. Ascolto consigliato.

Voto: 6,5/10

g.f.cassatella

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