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Reviews - Anosognosic Industry Of The I
:: Anosognosic Industry Of The I - Weeping Birth - (Conatus Records – 2008)
Ci sono musicisti che preferiscono fare tutto da soli, per avere il completo ed assoluto controllo sulla propria creatura musicale , per esprimere senza interferenze e condizionamenti esterni le proprie idee artistiche. Il compianto Quothorn, mastermind degli indimenticati Bathory, è l’archetipo delle one man band in ambito metal. Dalla bio allegata a questo cd scopriamo che dietro al monicker Weeping Birth si nasconde un unico personaggio, lo svizzero Vladimir Cochet, un vero misantropo, tanto da essere l’unico membro anche della formazione di black sinfonico dei MirrorThrone. Questo “Anosognosic Industry of the I” è il terzo lavoro del progetto Weeping Birth, dopo un demo del 1999 ed il precedente “A Painting Of Raven and Rape” del 2003. Già sin dal titolo, fin troppo erudito (l’anosognosia è la negazione di una patologia, fenomeno tipico di pazienti colpiti da lesioni a lobo parietale, che negano la propria emiparesi), ci rendiamo conto come questo album voglia essere la celebrazione delle capacità compositive, tra l’altro abbastanza notevoli, dell’egocentrico artista elvetico. La musica dei Weeping Birth è un amalgama ben riuscito di sfuriate black alla Dimmu Borgir di chirurgica precisione, condite da qualche orchestrazione sinfonica, che non fa mai male, e da un pizzico di industrial metal in stile Kovenant, nonché da temi lirici splatter/gore che tentano di far impallidire i più biechi Cannibal Corpse (si leggano a tal esempio i testi di “Vaginal Secretions” o “Orgasmic Fetid Breath”). Il disco nel suo complesso è organico, vario e apprezzabilissimo per struttura compositiva. Ciò che invece non ci piace, e purtroppo incide pesantemente sulla valutazione del lavoro, sono il ricorso alla drum machine ed i suoni eccessivamente triggerati e gelidi. Forse è un effetto voluto, per trasmettere all’ascoltatore un soverchiante senso di alienazione, ma tutto questo abuso di tecnologie in fase di missaggio e produzione fa perdere al lavoro una qualche genuinità e calore infernale che avrebbe sicuramente giovato al prodotto. Vladimir Cochet è un’artista di alta caratura, ma forse per realizzare i prossimi album farebbe bene a giovarsi dell’aiuto di altri musicisti. Non sempre chi fa da sé fa per tre.
Voto: 7/10
Marco Cramarossa

Contact
www.myspace.com/weepingbirth.com
www.conatusrecords.com
www.weepingbirth.com
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