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Reviews - Angra
:: Angra - Aqua - (SPV – 2010)
Ecco ritornare sul mercato mondiale gli Angra, gli amati Angra, super band brasilera, vanto della loro nazione tanto quanto i fuoriclasse del calcio,perché loro sono dei fuoriclasse della musica!

Che dire di questa band ormai blasonata, amata, discussa… sono immensi, inarrivabili, inimitabili! Musicalmente non hanno mai fatto una piega, anche dopo lo split con il loro storico cantante Andrè Matos e con mezza band. Il primo album dopo lo la separazione fu “Rebirth”, bellissimo capolavoro che non ebbe nulla da invidiare agli storici capolavori dell’ era Matos, quali “Angels Cry” (da me consumato e quasi distrutto per quante volte l\'ho ascoltato) e “Holy Land” , a mio avviso uno dei più grandi capolavori dell’heavy metal mondiale.

Certo dopo “Rebirth” i signori del prog-power non si sono mai più ripetuti. I due-tre lavori successivi risultarono spenti e privi di idee…va be\'…succede a tutti!

Oggi si ripresentano sul mercato con questo “Aqua” , album che echeggia molto i sapori di “Holy Land” ; ritornelli che entrano subito in testa e cambi che farebbero invidia alle migliori prog-band del pianeta!

Egregia la prova di Edu Falaschi, il quale da sempre ha garantito una prestazione spettacolare...mica era facile sostituire Matos…! Ottimo intuito, quello di non farlo nuovamente cantare troppo alla Matos, perché la sua personale prestazione nel suo primo lavoro con gli Angra,“Rebirth”, fu molto gradita, da me in primis, mentre nei successivi dischi è come se Loureiro e soci avessero forzato il vocalist a copiare Matos…

Inutile dire che la sezione chitarristica è veramente da paura… Kiko Loureiro per me è il miglior chitarrista del mondo, perfetto, soli fatti con gusto, tecnici, veloci mai a sproposito e grande anche il suo compagno di sempre, Rafael Bittencourt, che non è certo da meno nelle staffette di chitarra.

La sezione ritmica sempre precisa e tecnica; l’ottimo Felipe Andrioli al basso e… ma…il ritorno niente popodimeno di Riccardo Confessori al posto del magistrale Al Priest dietro la batteria! Confessori aveva abbandonato gli Angra insieme a Matos e Mariutti per formare un\'altra band, gli Shaman. Ma non è che c\'è puzza di reunion? Tanto ormai va di moda... Dal punto di vista melodico non è cambiato nulla, gli Angra son sempre loro, col loro power-prog influenzato sempre da suoni tribali del Brasile, sinfonici quanto basta e con le tipiche atmosfere in crescendo che li hanno caratterizzati nel tempo, come nella traccia \"Spirit On The Air\" e nei loro brani speed alla \"Carry On\" come il primo singolo estratto da questo Aqua, \"Arising Thunder\". Stupenda la ballad \"Lease Of Life\" in cui Falaschi dà sfoggio di una duttilità vocale ormai appartenente a poche voci, grazie all\'utilizzo di toni più bassi e meno acuti, quasi a farci ricordare il signore e padrone della duttilità vocale, Geoff Tate.
Che dire in fine, è inutile dilungarsi sarebbe inutile, fan degli Angra questo “Aqua” è tutto ciò che un fan vorrebbe ascoltare da loro!
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact
www.angra.net
:: Angra - Secret Garden - (Ear Music/Edel - 2014)
Se non mi sono perso qualche episodio dovremmo essere arrivati all’ottavo disco targato Angra! Beh, tra alti e bassi la band carioca è sempre lì a fare scuola nel mondo del Power Metal: negli anni ‘90 hanno fatto scuola e incantato tutti grazie a dischi eccezionali come “Angels Cry” e “Holy Land”, e oggi la band capitanata da Kiko Loureiro pur vivendo momenti bui, dovuti al susseguirsi di gente in line-up, riemerge ogni volta cercando di creare musica di alto livello e di grande qualità.
Ora, ritornando alle “puntate”, eravamo rimasti allo scialbo “Aqua”, ultimo disco con Edu Falaschi alla voce, vocalist una volta dotato di un’ugola fantastica che aveva a suo tempo sostituito alla grande un Andrè Matos su “Rebirth”, disco che aveva fatto ben sperare nel susseguirsi di album magistrali della band brasiliana; purtroppo, un inaspettato calo vocale ha reso deficitario il susseguirsi degli album, dischi sì di buon livello e con qualche genialata qua e là ma niente di più, soprattutto per colpa di un Falaschi sottotono. Ora due estati fa si è aperto un nuovo capitolo: celebrando l’uscita di “Angels Cry” con un superbo dvd, la band si è affidata al nostro Fabio Lione nazionale!
Ebbene sì, se noi italiani calciofili sbaviamo a vedere giocare i campioni brasileiri, e i brasileiri sbavano dietro al nostro fuoriclasse per eccellenza del nostro metal! Cosa che ci fa grande onore!
Il mitico Lione, ha dato vigore e nuova linfa alla band, regalando una magistrale prova nei vari live che hanno accompagnato la promozione del dvd e di conseguenza è arrivata la prova da studio, quindi, dopo una lunga intro, parliamo direttamente di questo “Secret Garden”, nuovo capitolo degli Angra, il primo con Fabio Lione in voce.
Voglio essere molto sincero e diretto: chi mi conosce lo sa e l’ho scritto e detto più volte, conosce la mia ammirazione verso Fabio Lione, quindi sarò sincero… per me discograficamente gli Angra sono finiti! Saranno pur musicisti eccezionali, probabilmente Loureiro non ha eguali come chitarrista, di sicuro il nuovo Bruno Valverde alla batteria non fa rimpiangere i suoi predecessori, di sicuro Fabio è stato grande come al solito nell’interpretare alla grande i brani grazie alla sua magnifica e fantastica voce, ma ahimè, il disco non gira, ho cercato più volte di ascoltarlo con calma senza avere fretta di giudicare ma non ho mai ottenuto il risultato voluto.
“Secret Garden” ha un grosso difetto: non gira liscio come avrei sperato, come avrei sognato, di sicuro ci sono ottimi momenti grazie comunque a delle belle melodie come la prima traccia “Newborn Me” con un bel mid tempo cadenzato, ma ecco già da subito si inizia a storcere il naso per colpa di parti strumentali che a volte stonano, come nella seconda traccia “Black Hearted Soul”, magnifico speed che all’inizio fa ben sperare… ma subito dopo aver sbrodolato per un Lione in grande spolvero si passa la palla alle parti strumentali stonate che rovinano il tutto, come se in un piatto di spaghetti al ragù fumanti ci andassimo a mettere una mela cotta! Boh?
Niente male “Storm Of Emotions”, power ballad alla Angra e forse la canzone più riuscita perché bella nella sua semplicità e con il giusto spazio alla bella parte cantata, ma anche qui c’è qualcosa che non quadra: la presenza della voce di Bittercourt… di sicuro grande chitarrista e bravo anche corista da live, ma come solista vocale è meglio che smetta, perché ha una voce bruttissima!
Ecco, credo che qui potrei chiudere, in quanto inspiegabilmente non comprendo il non aver affidato al cento per cento le parti a Fabio Lione: addirittura la title track affidata alla Simons e un brano intero a Rafael Bittercourt, o forse due…
In un’intervista, Kiko Loureiro parlava del fatto che avere Lione gli avrebbe permesso di avere libertà compositiva, ma questa volta eccedendo nelle sua fantasie ha secondo me rovinato un disco che poteva tranquillamente brillare.
Ecco… tirando le somme il disco è ben prodotto, con una produzione di altissimo livello e come di solito suonato alla grande come ben pochi lo sanno fare, ma vorrei poter dare due voti separati: Fabio Lione 8, Angra 5! Media finale 6,5!
Voto: 6,5/10
Antonio Abate

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www.angra.net
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