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Reviews - Amplifier
:: Amplifier - The Octopus - (Ampcorp-Edel - 2011)
Un doppio cd per un’immersione lunga centoventi minuti in un mare di sonorità rock, una moltitudine di generi e approcci stilistici, un ritorno in grande stile per gli Amplifier, trio di Manchester che ritorna in studio, dopo quattro anni, con un nuovo e multi tentacolare album dal titolo “The Octopus”. L’aspetto minimalista della copertina, rigorosamente in bianco-nero depista un po’ da ciò che gli Amplifier comunicano con la loro musica. Con le prime note di “The Runner” siamo infatti sott’acqua e confusi, suoni nuovi e artificiali simulano un’affannosa corsa alla sopravvivenza, un vero trionfo di synth e sperimentazione. Prestigiosa premessa per le tracce che seguono, più definite e lineari come “Minion’s Song”. Nonostante ciò non si ha ancora un’idea ben precisa di questa band, una collocazione, con “Intergalacial Spell” infatti per i primi secondi regna il caos, ma non per molto, il classico riff hard-rock arriva a mettere ordine in quello che sembra un pezzo ispirato ai primi Porcupine tree e al progetto di mischiare il classico col soprannaturale. La title track (“The octopus” appunto), che comincia con l’elegantissima batteria cadenzata di Matt Brobin, richiama quelli che sono stati gli inizi di questo assurdo disco nero. Space-rock e psichedelica ma anche prog, suoni sintetici a creare atmosfere lontane dal tempo e fraseggi hard-rock ben inseriti, firma e marchio di fabbrica. Passando al secondo cd, quello bianco, cisi imbatte in altre otto tracce, carismatiche e cariche di imprinting.Si passa dalla quasi orientaleggiante “The sick rose”, alla orecchiabile e diretta “Interstellar”, genialmente concepita, che a mio avviso più rappresenta l’intero concept con bellissimi fraseggi prog rock alla maniera classica che non si riparmia e si fonde perfettamente con la calda e affascinante voce del frontman Sel Balamir. Ad un primo ascolto ciò che colpisce di questo ambizioso album è l’unicità di ciò che stiamo ascoltando, l’isolito… Gli Amplifier richiedono infatti un asolto più attento e predisposto, The Octopus è sperimentale quindi innovativo, un disco che non si risparmia, rischia e si spinge oltre regalando così alle orecchie più esigenti e a chi di musica non è mai sazio due ore di puro estro creativo.
Voto 8/10
sara centaro

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www.amplifiertheband.com
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