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Reviews - Amnesia
:: Amnesia - Amnesia - (Autoprodotto)
Arrivano dalla fervidissima Toscana, dopo un\'ampia gavetta maturata nell\'underground della loro regione. Questi quattromusicisti propongono un ottito mix che ha come base l\'energia l\'heavy metal e la potenza del thrash più classico senza mettere da parte un pizzico di originalità e personalità.
La demo è composta da quattro tracce più una cover dei Motley Crue, Girls Girls Girls.
Entriamo nel dettaglio, ad aprire il lavoro c\'è Speedfire, un ottimo thrash misto ad alcune soluzioni stilistiche classiche dell\'heavy metal americano, interessante la voce del cantante, anche se sulle parti con tonalità più alta non è poi questo gran chè, gradevoli in coretti in vero stile anni \'80.
Segue They hold the key (red zone), spiazzando ogni aspettativa con un intro jazz composto con gran gusto per poi esplodere direttamente, senza mezze misure, in ritmiche corpose, massicce, accompagnate, se non sbaglio, da un basso distorto, che rende tutto più corposo, una marcetta quasi militare ne fa da padrona nel bel mezzo del brano che comincerà a rendere partecipi tutti i componenti della band.
E\' il momento di Stay, forse il brano più heavy / rock, si apre con un solo di voce molto melodico, quasi stile Thiumph. Tappeti di tastiere e doppia cassa, la melodia della voce e della tastiere mi ha ricordato qualcosa dei Phlebotomized, riff tipicamente hard rock, una giusta esecuzione di basso, finalmente una buona esecuzione vocale, che non è malperò nei brani precedenti non mi ha molto convinto, un assolo di chitarra che fa molto Van Halen, ben levato con le tastiera, per poi passare ad un taglio netto tendente ad uno pseuda jazz e seguente motivo di voce e pianoforte, forse il brano migliore di tutto il promo, vario, personalissi e originale, un buon misto tra hard rock, heavy metal e prog rock.
Eclipse dimension è l\'ultimo brano, ci riporta al thrash anni \'80 di qualità, ottimo arrangiamento iniziale che tende, per pochissimi secondi, a trasformarsi in un giro prog metal. Anche questo brano è di ottima fattura, musicalmente i musicisti sono capaci e si nota un\'ottimo affiatamento e una grande esperienza, peccato ancora per la voce, sulle metriche alte tende a diventare sgradevole, peccato. Eccezionale l\'assolo presente nel brano, breve ma intenso.
Come dicevo in apertura, il demo si chiude con una cover dei Motley Crue che suona completamente diversa dai brani preceddenti (cosa già comunicata dalla band nella lettera di presentazione del proprio materiale, dicono che questo sarà il loro nuovo sound, in effetti è migliore del vecchio). Il bran e ben suonato, ho apprezzato i piccolissimi cambiamenti rispetto alla versione originale, peccato che manchino i fischi che caratterizzano molto il brano, comunque è ok.
Spero di avere il piacere di poter ascoltare e recensire il prossimo lavoro di questa capacissima band, alla prossima.

Contact
Giovanni Bellini
via Cavalcanti, 11 c
50058 Signa (FI) - Italy
bellini@amnesiazone.it
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:: Amnesia - Digression of mind - (Autoprodotto)
Il 2005 comincia all’insegna di questa recensione per il sottoscritto: partiamo bene! La band thrash fiorentina suona davvero discretamente e propone cinque pezzi del già detto genere, con venature progressive interessanti. La partenza con l’intro “Digression” fa capire che il lavoro è ben prodotto, sfoggiando immediatamente la splendida “To nevermore”; splendida perché unisce l’energia degli accordi iniziali al riff portante, serrato e veloce. Le seguenti “Amnesia (part 1)” e “Floating…”,estendono il concetto che questi ragazzi hanno intenzione di creare: unire al thrash delle situazioni progressive, inserendo negli spazi giusti atmosfere tipiche dell’heavy moderno quali partiture pesanti accostate a melodie contrastanti o vocalizzi leggeri su note spedite. Nei pezzi “Amnesia (part 1)” e “Souls in a River”, la vena prog risulta più accentata con il cantante rivolto verso scelte vocali “pulite”, anziché un timbro più pesante e roco. Questo disco è interessante come l’artwork di presentazione dello stesso, una buona idea che rispecchia la personalità della band, sempre in cerca di nuove sonorità.

Ignis fatuus

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