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Reviews - Amassado
:: Amassado - Coracao Enterrado - (Felony 1 Records – 2010)
Gli Amassado sono figli dell’azzeramento delle distanze. Quanti cuori italici sono rimasti stregati dalla lezione dei Sepultura tra fine ’80 e inizio ’90, e hanno messo su una band con intento primario quello di omaggiare i loro beniamini, attirati sia dalla violenza sonora che dall’esotica atmosfera carioca, accentuata con il passare del tempo negli album dei quattro di Belo Horizonte? Un’infinità, risponderanno i più attenti. Tuttavia, nonostante l’ascolto di “Chaos AD” possa dare tutt’ora l’impressione di trovarsi dinanzi ad una concezione “nuova” di intendere thrash, death, ed estremismo in generale, di acqua ne è passata sotto i ponti. Eccoci dunque al 2010, alla nuova frontiera: una band italo-brasiliana, con la lingua portoghese a fungere da collante tra il Bel Paese e la Foresta Amazzonica.
La passione per la cultura latino-americana ha spinto dunque questa volta a valicare le frontiere e gli oceani: un po’ come se gli Alligator avessero all’epoca deciso di attingere direttamente alla fonte, e si fossero specializzati in estremismo direttamente in Brasile piuttosto che attendere la loro ispirazione comodamente seduti a sorseggiare birra nei bar di Vigevano. Il risultato, nel caso degli Amassado, non è niente male, sebbene a volte risenta di alcuni cliché che rendono il disco una lezione studiata a puntino più che un semplice prodotto di intrattenimento. Samples presumibilmente tratti da B-movies in Brazilian Portuguese, e un rifferama che pesca a piene mani dalla gloriosa tradizione meta sudamericana – più Headhunter DC che Sepultura, a volte – nonché da alcune suggestioni “core” disegnate da Abuso Sonoro e Ratos De Porao. E non potrebbe essere altrimenti, dato che gli italiani del combo sono membri dei Modern Age Slavery, formazione che a sua volta è figlia dello scioglimento dei Browbeat, una vecchia conoscenza del roster Vacation House.
Si parte alla grande con la devastante “Fala Agora”, per giungere a “Garganta Cortada”, in cui sembra di intravedere la sapiente mano di uno di quei maniscalchi della chitarra ritmica del calibro di Cavalera o Cazares. Con “Amassado” la band sposta praticamente la lancetta in direzione crust, ed è solo il break di doppia cassa a ricordarci di essere all’ascolto di un disco metal. Testi apocalittici e inserti tribali che trovano buoni spunti in “Amazonia” ci trascinano alla vera chicca del cd, la cover di “Phobia” dei Kreator, che spogliata di teutonica freddezza e tradotta in portoghese diventa “Fobia”, perfettamente in linea con la filosofia della band. Ben suonata, devo dire. Siamo dinanzi ad un nuovo fenomeno di traduzione sullo stile del beat italiano degli anni ’60? Ai posteri l’ardua sentenza.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.myspace.com/amassado
:: Amassado - Escravidao Subliminal - (To React Records - 2012)
Secondo lavoro in studio per gli italo-brasiliani Amassado che ritornato a due anni di distanza dal primo ed esplosivo album, “Coracao Enterrado”. Dal sound duro e potente, questa band è una delle migliori realtà emergenti nel panorama musicale internazionale. Il paragone però con i più famosi Sepultura è d\'obbligo dato che il richiamo ai fratelli Cavalera & co. è netto. A rafforzare questo paragone, la presenza della cover Biotech Is Godzilla in “Escraviadao Subliminal”.
Il sound espresso da questi cinque “cattivi” ragazzi è la perfetta commistione tra thrash metal, death metal e hardcore, cioè un crossover di generi dal risultato estremamente devastante per le orecchie dell\'ascoltatore. Il cantato in portoghese del leader e cantante X-COC (già attivo nei Modern Age Slavery) gioca fortemente a favore della band, mostrandola ancora più violenta.
In tutto le tracce di questo EP sono sei, compresa la sopracitata cover, per una durata complessiva di 18 minuti circa. Alla fine questi brani sono solo un antipasto di ciò che sarà il loro prossimo album...se queste sono le prerogative, posso dire di avere già l\'acquolina in bocca!
Voto: 7/10
Peppe Doronzo

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:: Amassado - Infancia Armada - (To React Records - 2013)
Gli Amassado sono quelli che si usa chiamare una vecchia conoscenza di Raw & Wild. Dopo aver personalmente recensito il loro primo album “Coracao Enterrado” e aver successivamente ceduto la mano per il secondo “Escravidao Subliminal”, la palla torna a me per questo ultimo “Infancia Armada”. Balletti di redazione a parte, devo dire che l’impressione è proprio quella di una crescente maturazione da parte degli italo/brasiliani, che dispiegano qui una buona dose di groove metal di matrice a stelle e strisce mescolandolo con la ben rodata formula di thrash/death in stile sudamericano. D’altronde, citare Brujeria, Asesino, Nailbomb, Napalm Death, Sepultura e Ratos de Porao rende l’idea meglio di quanto possano fare le mie parole, e se i vostri cuori si sono oltremodo infiammati negli anni ‘90 con i Sepultura e con tutto quanto era brasiliano (anche calcisticamente parlando, con le annesse gioie e dolori), sapete di cosa parlo. Dicevamo di un leggero cambio di passo, e così è: il groove di scuola southern affiora discreto in “Mala de osso”, per dilagare in più punti di “Infancia Armada”, grazie anche all’inserimento di controtempi a profusione. Poi è vero che tracks come “Turismo da violencia” beneficiano di quel piglio hardcore che anche i fratelli Cavalera sapevano ben dosare nei loro dischi con la gloriosa band madre, eppure su “A biblia do desgrasado” le chitarre della band affinano il tiro, esplorando soluzioni ritmiche che le portano su lidi a metà tra Testament e Pantera. Beh, l’ultima “Revolta dos mortos” riprende un po’ quel pattern alla “Manifest” (anche qui sapete di cosa parlo, vero?) in cui non si può far a meno di cedere all’headbanging in memoria dei tempi andati, sospesi tra ritmiche ostinate e samplers ossessivi ed evocativi. Ok, mi fermo qui. I riferimenti sono inevitabili, ma è certo che, padri putativi a parte, gli Amassado ne hanno compiuta di strada, eccome. Sound più maturo, disco più scorrevole e molto, molto gradevole. Un juke box un po’ retrò nel panorama estremo attuale, ma piacevole e delizioso…
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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