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Reviews - Amantyde
:: Amantyde - Mädchen - (Red Pony Records - 2011)
“Mädchen”: un impietoso spaccato della società attuale, ritratta attraverso una controversa narratrice, punto di vista esterno e al contempo connaturata allo scenario di cui è insieme protagonista e voce fuori campo. Questa l’essenza del nuovo lavoro del quartetto veneto Amantyde, autori di un dinamico modern metal che affonda le proprie radici nei capisaldi dell’alternative groove, secondo coordinate musicali tracciate negli anni da realtà differenti come Pantera, Guano Apes e Rammstein. “Mädchen” giunge dopo una serie di dischi autoprodotti, e come sequel di “Bleeding Miles”, pubblicato nel 2009. Caratteristica comune alle 9 tracce incluse nell’album, oltre alla comune linea testuale, è la ricerca di melodie catchy: un intento in cui la band riesce in molti casi, forte anche di una sezione ritmica varia e sostenuta da un ottimo guitar work che pesca sapientemente dalla tradizione americana e nordeuropea.
Il potenziale radio-friendly degli Amantyde emerge nelle prime tre tracce, ed è ben contaminato dalla scarna linea di chitarra di “Creepy Crowlies”, dagli inserti growl di “Join me in the desert” e dalle precise ritmiche di “Dust Childhood”. C’è spazio per un soffio delle fredde atmosfere care ai The Gathering di “How to measure a planet?”, sia in “Summer breeze” che in “My cold room”, sostenuta dalla linea vocale di matrice nordeuropea di Nicky e dall’eccellente lavoro di Dario alla chitarra.
Il groove fa la parte del leone in “My Enemy”, in cui affiora l’influenza del combo di Sandra Nasic, per poi evolversi nel cantato sincopato di “Nothing but the rain”, con gli efficaci stacchi iniziali che lasciano spazio all’apertura finale, e con Nicky che indulge in timbriche più graffianti sottolineate da fills di chitarra in stile Megadeth. E menzione particolare merita anche il sogno proibito di ogni metaller, quello di rivestire di piombo fuso la hit dei Cranberries “Zombie”. Se si considera che tempo fa ho assistito a una versione di “Smells like teen spirit” introdotta da un gorgheggio power metal, si può perdonare questo ed altro agli Amantyde: per quanto l’operazione appaia un po’ artificiosa, la track non sfigura nell’economia generale del disco, con una discreta scelta di alternanza tra le due voci nel ritornello. E soprattutto, non intacca minimamente il valore di un lavoro ben fatto e trasudante energia da ogni poro.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.myspace.com/amantyde
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