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Reviews - All Shall Perish
:: All Shall Perish - Awaken The Dreamers - (Nuclear Blast – 2008)
Gli All Shall Perish sono qualcosa di più (o di meno, a seconda dei gusti personali) di una semplice band metalcore. La capacità di fondere abilmente death e grind con soluzioni melodiche potrebbe portare alla mente dell’ascoltatore le sonorità che tanto vanno forte negli Stati Uniti e che ormai hanno attecchito anche qui nel Vecchio Continente. Però gli ASP nelle parti più estreme sono “più estremi” di quanto non lo siano normalmente le band metalcore, ma ciò che fa la differenza è sicuramente l’uso che viene fatto della melodia. Niente coretti scialbi o zuccherosi refrain. Se dovessi fare un “paragone storico”, tornerei a certe soluzioni di scuola thrash, soprattutto Testament era Skolnic, in cui la melodia era un abbellimento per la violenza e non la materia prima camuffata da ferocia. E questo rende appetibili gli ASP sia per chi cerca sonorità più brutali sia per chi non disdegna soluzioni più “abbordabili”. Il merito di questo va soprattutto alla chitarra di Chris Strorey, che si inserisce in quella tradizione statunitense che vede tra i suoi protagonisti il già citato Alex Skolnic, James Murphy e il “reinventato” Ralph Santolla. Awaken The Dreamers è questo, un giusto mix tra soluzioni passate e attuali. Qualcosa di più (o di meno) di un semplice disco metalcore. Appunto.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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www.allshallperish.com
www.myspace.com/allshallperish
www.nuclearblast.de
:: All Shall Perish - Hate.Malice.Revenge - (Metal Mind – 2014)
Stranamente tutto iniziò in occasione del mio undicesimo compleanno ovvero il 19 Aprile 2003. Quel giorno per la giapponese Amputated Vein Records uscì il disco di debutto degli All Shall Perish: Hate.Malice.Revenge. Dopo altri undici anni ci ha pensato la polacca Metal Mind a ristampare in edizione limitata Golden Disc questo full-length che era già stato ripubblicato dalla Nuclear Blast nel 2005. HMR si differenzia moltissimo dagli altri lavori della band di Oakland, la produzione non è hai massimi livelli al punto da sembrare confusionaria ma il tutto è compensato da brutalità e cattiveria ai massimi storici, che non verranno mai più ripresa nei dischi futuri a tali livelli. Chi non conosce la band è ascolterà per la prima volta questa release, sicuramente riuscirà a trovare ben poche somiglianze già con il successivo The Price Of Existence (abissale la differenza tra i due vocalist Craig Betit e Eddie Hermida), qui difatti si parla di brutal death metal non ancora stereotipato perfettamente ai canoni deathcore. Tra alti e bassi solo il bassista Mike Tiner è sopravvissuto agli innumerevoli cambi di line-up, rimanendo ad oggi l’unico membro fondatore rimasto. Entro l’anno corrente sarà rilasciata la quinta fatica degli ASP sempre a detta della Nuclear Blast: i sognatori si sono finalmente risvegliati.
Voto: 6,5/10
Fedele Straniere

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www.metalmind.pl/
:: All Shall Perish - The Price Of Existence - (Metal Mind – 2014)
Premetto subito, anche se in molti ne saranno già a conoscenza, che in questa recensione non si parlerà del nuovo album degli All Shall Perish ma della ristampa di The Price Of Existence curata dalla polacca Metal Mind Productions. The Price Of Existence, uscito originariamente nel 2006 per la Nuclear Blast (con la quale la band è ancora sotto contratto), aveva subito invaso il mercato toccando la cifra record di circa 10000 copie vendute. La ristampa qui presente difatti indica la forte richiesta tuttora di questa perla del genere, nonostante siano ormai passati quasi nove anni. Per molti questo potrebbe sembrare il disco d’esordio del quintetto di Oakland, poiché le differenze con il primo lavoro Hate. Malice. Revenge sono a dir poco abissali. Come una fenice, gli americani rinascono più forti dalle proprie ceneri grazie ad un sound modernissimo, un’imponente componente tecnica e cattivissimi breakdown che faranno da imperativi assoluti per tutto il full-length. Credo basti il pezzo There Is No Business To Be Done On A Dead Planet per coprire il prezzo del “biglietto”, se poi aggiungiamo: Prisoner Of War, Eradication e Better Living Through Catastrophe esce fuori una bella grigliata mista. Il nuovo formato digipack limitato a 2000 copie e numerato incornicia questo capolavoro con la sua edizione definitiva.
Voto: 7,5/10
Fedele Straniere

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