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Reviews - After The Burial
:: After The Burial - Dig Deep - (Sumerian Records - 2016)
Sono molteplici le reazioni che le persone possono avere in seguito ad una tragedia, soprattutto se si tratta della scomparsa di un caro amico, nonché membro fondatore della propria band. Gli After the Burial hanno scelto di continuare, magari rendendo anche onore al povero Justin Lowe che si è tolto la vita lo scorso 21 Luglio, dopo aver cercato di combattere negli ultimi anni la bestia nera della depressione.
Seguo questa band statunitense da diversi anni, alcuni dei loro riff hanno anche influenzato il mio modo di suonare e comporre, ci sono molto affezionato e proprio per questo sono sempre molto critico nei loro confronti. Sono sempre stati una band altalenante, i loro dischi sempre pieni di roba che a mio parere andrebbe buttata, ma che, al tempo stesso, nascondevano all’interno quei tre o quattro pezzi che davano finalmente senso a tutto il lavoro. Quando è uscito Dig Deep mi aspettavo, come per lo scorso Wolves Within, di trovare quei due pezzi che mi sarei spaccato fino alla morte e di gettare tutto il resto del disco… mi sono subito ricreduto. Finalmente hanno raggiunto una maturità sonora e compositiva che rende giustizia alle loro idee e alle loro abilità tecniche. Il disco è adrenalinico dall’inizio alla fine, riff super cadenzati conditi dal solito tono basso delle loro otto corde, drum setting impeccabile, sapore mathcore che tanto riporta ad un certo gruppetto chiamato Meshuggah. Credo che la morte di Justin abbia dato una grossa spinta emotiva al disco che risulta molto più cattivo rispetto ai precedenti. L’album è uscito lo scorso 19 Febbraio per la Sumerian Records, astro nascente del modo discografico americano che può vantare tra le sue file mostri del progressive metal moderno come Periphery, The Faceless, Veil of Maya ed Animals as Leaders, tra i tanti.
Credo che questo sia il lavoro migliore che gli After the Burial abbiano mai pubblicato dal 2004 (anno di fondazione) ad oggi, essendo sempre coerente al suo interno e non scadendo mai alle orecchie dell’ascoltatore con fronzolismo gratuito.
Non posso che sperare che riescano a seguire questi binari.
R.I.P. Justin
Voto: 8.5/10
Antonio Paolillo

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