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Reviews - Adramelch
:: Adramelch - Lights from Oblivion - (Pure Prog Records - 2012)
Com’è strana la vita! Già, mi ritrovo ad ascoltare (e recensire) “Lights from Oblivion” dei milanesi Adramelch… quindi? Beh, considerando che per anni (e tuttora) ho cercando il loro ‘capolavoro’ degli anni ‘80 (Irae Melanox, 1988), è un ‘onore’ per il sottoscritto recensire una vera band culto del metal italiano. Certo, sicuramente gli Adramelch non sono una band molto prolifica, considerando che questo è il loro terzo disco (il secondo era “Broken History” del 2005); ma comunque sia ci troviamo di fronte ad un album davvero ‘maturo’ e che riesce ad amalgamare con maestria e classe il prog rock/metal all’epic metal che li ha sempre contraddistinti (anche se è il prog a prevalere). Il disco esce per la Pure Prog Records, divisione della Pure Steel Promotion (etichetta tedesca), e già il nome della neonata etichetta ci preavvisa sul genere proposto dalla band milanese. Permettetemi un piccolo paragone con un’altra band culto del metal italiano: parlo dei Dark Quarterer, altra band che apprezzo molto, che è partita sui lidi dell’epic metal, modificando nel tempo il sound su sentieri sempre più prog, proprio come sta accadendo alla band milanese… naturalmente (per il sottoscritto) è un bellissimo paragone! Il pathos che sprigiona l’album è incredibile, forse necessiterà di più ascolti, ma già dai primi ascolti sarete rapiti dalle atmosfere e dalle melodie… e vi anticipo che non citerò nessuna traccia, perché vi voglio invitare ad ascoltare tutto il disco, per apprezzarlo e amarlo. Ripeto, un passo in avanti per gli Adramelch, ma anche un passo avanti per la scena italiana! Tante visioni, tanta buona musica, tante emozioni… gli unici che potrebbero storcere il naso saranno i defender di vecchia data, il resto godrà (ripeto) di buona musica! Cito l’ospite in “Tides of My Soul”: Alex Mereu (Holy Martyr) che impreziosisce il brano… ma come dicevo prima, non voglio parlare delle tracce, dovete ascoltarle tutte, intermezzi musicali compresi. Non è un disco ‘usa e getta’, ma concedete un po’ di tempo e sarete rapiti dall’intrigante qualità dei brani di “Lights from Oblivion”. Intrigante è la voce di Vittorio Ballerio; affascinanti sono le chitarre di Gianluca A. Corona e Fabio Troiani; avvolgenti sono i tempi del bassista Maurizio Lietti e dal batterista Sigfrido Percich. Nel promo, l’etichetta esordisce (più o meno) così: “Adramelch, una band che ha entusiasmato per decenni! Ma questo è solo l’inizio… in quanto la band italiana è pronta ad aprire un nuovo capitolo della sua storia leggendaria!”. Beh, allora aspettiamo il seguito? A presto… nel frattempo, cerco (sempre) una copia di “Irae Melanox”. Non indugiate, questo disco deve essere nella vostra collezione, su su… correte!
Voto: 8,5/10
Giovanni Clemente

Contact
www.adramelch.com
www.myspace.com/adramelch
:: Adramelch - Opus - (Pure Prog Records – 2015)
Ero contentissimo, perché gli Adramelch sono tornati… sì, sono ritornati con un nuovo album (il quarto della loro carriera)! Avevo già lodato l’ottimo “Lights From Oblivion” recensito nel 2014, avevo persino sottolineato la mia instancabile ricerca del loro disco d’esordio “Irae Melanox” (che ahimè, non ho ancora trovato), ed ecco che la band milanese si ripresenta con “Opus”, sempre per l’etichetta Pure Prog Records. L’album è stato registrato presso “Lo Studio” di Milano, è stato masterizzato ai New Sin Studio di Luigi Stefanini e conta anche la partecipazione di due special guest alla voce: Simona Aileen Pala (Thought Machine, Holy Shire) e Guido Block (The Event, Lauroja, Noize Machine, Neon Karma…). Purtroppo in questa vicenda c’è anche un lato triste, poiché pare che “Opus” potrebbe essere l’album che chiude definitivamente una storica carriera iniziata negli anni ’80, una carriera costellata di ottimi dischi (anche se pochi). Forse nella recensione di “Lights From…” sono stato cattivo a non fare il track by track, e tuttavia per “Opus” non voglio cambiare strategia, anzi vi ricopio una bellissima frase estrapolata dalla presentazione di questo disco e sintetizzata per voi: “Per farla breve, ‘Opus’ è un capolavoro di una delle più talentuose band (italiana e non solo). Fatevi un favore, ascoltate ogni canzone di questo album, non ve ne pentirete”. E come dargli torto? Davvero, è molto difficile scegliere una o più canzoni da giudicare e commentare, gli album degli Adramelch sono delle vere opere di per sé, che si devono apprezzare per intero, tra melodie arcane ed epiche e tanto, intenso progressive. Aggiungo che le tastiere sono presenti, ma mai invadenti, e che le chitarre sono rocciose ed epiche come di consueto; solo la voce può confondere all’inizio del disco, ma poi diventa parte integrante del disco e la si apprezza; nitida e pulita è la produzione. L’ultimo passo per la band, ma anche l’ultimo suo capolavoro? Chissà, magari ci ripensano (non per una reunion a tavolino)! Cosa aggiungere, non mi resta che continuare a cercare “Irae Melanox” e sperare nel loro ritorno discografico, questa è una cult band che va tutelata e supportata… consiglio l’acquisto del disco a tutti i fans della band e a tutti gli amanti dei suoni progressive. Mi mancherete!
Voto: 9/10
Giovanni Clemente

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www.adramelch.com
www.facebook.com/pages/Adramelch-official/270226516358870
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