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Reviews - Ad Noctem Funeriis
:: Ad Noctem Funeriis - Satan’s March Black Metal - (Vacula Productions/Symbol of Damnation Productions - 2015)
Per poter descrivere questo disco è secondo me necessario introdurre un semplice concetto della storia delle lingue e della loro evoluzione: il criterio delle aree seriori, che partirebbe dalla osservazione delle differenze grammaticali presenti, in un dato momento, fra le lingue geograficamente più vicine alla fonte di diffusione (ad esempio, l’italiano rispetto al latino) e quelle più lontane, arrivate lì in tempi posteriori, rimaste magari isolate o circondate da altre parlate che l’hanno influenzato (come ad esempio il rumeno, linguisticamente più affine a certi dialetti italiani, anch’essi infatti di derivazione autonoma dal latino rispetto l’italiano “letterario”).
Quindi abbiamo, nella zona di Bari, un gruppo che fa del Black Metal come non se ne fa ormai più neanche nella penisola scandinava. Di quello con i loghi incomprensibili che ti fanno girare il cd per leggere bene come si chiama il gruppo, di quello in cui si viaggia per il 90% del tempo a velocità estreme di metronomo, di quello con le parole sataniche nelle liriche, di quello col facepainting e le croci rovesciate; di quello cioè che si ama o si odia senza vie di mezzo, che ha come unico scopo quello di alimentare la nera fiamma, e che si fotta tutto il resto...
Dal punto di vista tecnico, c’è tutta la bravura necessaria a costruire parti funzionali a provocare le sensazioni tipiche del Black Metal: rabbia, misantropia, depressione, odio, esaltazione.... e ancora rabbia, perché un disco che si chiama Marcia di Satana semplicemente non funzionerebbe senza un tale propulsore tematico. I pezzi scorrono molto fluidamente, al punto che diventa impossibile (o inutile) tentare di definire e individuare le fonti stilistiche dei singoli riffs e delle singole parti, dato che non si capisce bene dove finiscano (ad esempio) i Darkthrone e inizino i Marduk, dove spuntino i Mayhem o si affaccino i Carpatian Forest o i Dissection, segno infatti di una ottima competenza, comprensione e quindi padronanza di questo tipo di musica da parte dei membri della band, che riescono quindi nella non facile impresa di non scadere nel classico copiaeincolla di roba altrui. Fra i caratteri principali del sound di questi Ad Noctem Funeriis abbiamo infatti delle intricate, aggressive e suggestive linee di chitarra e una voce distorta ma comprensibile nel suo incedere tonale e metrico letteralmente fedele alla linea tracciata dai cantanti più maledetti del Black Metal, mentre la sezione ritmica fornisce l’opportuno caos di sottofondo, con blastbeats glaciali e nefasti giri di basso di ascendenza Immortal. Tutti i pezzi sono ben calibrati ma abbastanza eterogenei per struttura, durata e ispirazione, al punto che non c’è una traccia che convinca meno delle altre, e la qualità finale del lavoro di registrazione, mixaggio e produzione fatto in studio si attesta su buoni livelli sonori. Menzione a parte merita l’intro del disco, cioè una trionfale marcia in stile medievale, che riesce a ricreare un’atmosfera da tregenda in grado di provocare nell’ascoltatore la visione di legioni di demoni schierati per la battaglia, annunciati da un araldo infernale che declama la parte finale della Litania a Satana di C. Baudelaire (peraltro ripresa nel pezzo omonimo).
In definitiva, un ottimo disco di una band senza alcun compromesso, che rifiuta l’originalità fine a sé stessa mentre procede imperterrita sulla strada tracciata dagli acts storici e fondamentali del genere, sia nella musica che nelle tematiche. Più che un disco, quindi, una spietata dichiarazione di intenti.
Voto: 8/10
WOLVIE

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