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Reviews - Ace Of Hearts
:: Ace Of Hearts - Monster - (Ace Of Hearts - 2011)
Prima di scrivere quest’ultima recensione del 2011, ho aspettato un po’ di tempo perché volevo valutare e capire maggiormente le qualità di questo nuovo progetto artistico.
Ace Of Hearts è il prodotto musicale ideato da un gruppo di musicisti molto attivi sul mercato metal/rock italiano e presenta tutte le potenzialità per essere apprezzato appunto dagli amanti del metal/rock e non solo.
“Monster” (titolo del primo disco degli Ace of Hearts) nasce infatti dalla creatività di professionisti i quali sono: Antonio Agate (tastiere) ex Secret Sphere; Andrea Buratto (basso) Secret Sphere e Hell In The Club; Federico Pennazzato (batteria) Secret Sphere e Hell In The Club; Gianmaria Saddi (chitarra) nuovo talento italiano delle sei corde e, in conclusione, la ciliegina sulla torta, ovvero Johnny Icon (voce) che gli amanti della sonorità dark rock ricordano sicuramente per il suo magnifico gruppo Icon And The Black Rose (la band portoghese che qualche anno fa ci ha regalato uno dei cd più belli presenti sul mercato gothic!).
Se siete amanti del gothic, se vi piace Him, se avete goduto ascoltando gli ultimi lavori dei Senteced e se avete già ascoltato Icon con la sua band, allora le melodie di questo cd vi faranno trovare tutto quello che un buon cultore del genere ama: melodia, dark e tanta passione.
I brani musicali sono semplici e piacevoli da ascoltare grazie alla genialità artistica di ogni singolo membro del gruppo, come ad esempio Agate che è un apprezzabile maestro dell’arrangiamento sinfonico.
Il risultato è perfetto e raggiunge quella sonorità cristallina paragonabile a quella delle produzioni scandinave da me amate perché sono sempre pulite e danno al gothic quella freddezza che caratterizza questo genere oscuro.
Appena metterete il cd nel lettore, forse ci sarà qualcuno che storcerà il naso per la somiglianza al vate del genere: Him! A tale proposito ci tengo a sottolineare che la band finlandese è sempre fonte di ispirazione per i suoi ammiratori, ma vi suggerisco di non trarre conclusioni affrettate e di ascoltare più volte “Monster” per apprezzarne le sfaccettature e le sue particolarità meticolosamente curate da Agate e dal lavoro chitarristico di Saddi il quale riesce a dare un tocco di qualità all’arrangiamento senza essere mai invasivo. Grandi nella sezione ritmica Buratto e Pennazzato che considero vere macchine da guerra e che danno una stabilità ritmica come sanno fare i veri veterani del metallo. Come dico sempre, il cantante fa il 60 per cento della band... quindi, diamo il tocco finale della riuscita di questo capolavoro alla presenza di una delle più emozionanti tecniche vocali baritonali del mercato mondiale del gothic metal: Johnny Icon. Ricordo ancora l\'entusiasmo con cui, un anno fa, Andrea Buratto mi parlava del progetto musicale e di renderne partecipe Icon per dare un tocco veramente fantastico a questo disco! Il vocalist portoghese, grazie a una sua duttilità vocale inimitabile e grazie alle sue ammalianti tonalità calde e morbide e nello stesso tempo aggressive, rende brani semplici di impatto vere proprie hit! Quello che voglio sottolineare è anche la facilità con cui si ascoltano i 9 brani e questo grazie alla scelta compositiva ma soprattutto al lavoro superlativo del cantante.
Non voglio soffermarmi troppo sui brani perché, come ho già detto prima, nel cd troviamo nove brani uno più bello dell’altro; voglio però menzionarne uno che è il mio preferito e che, ormai dal qualche settimana, è la mia colonna sonora giornaliera: “Blood Stained Love”, un bellissimo brano che ci fa rivivere magicamente i momenti migliori degli Him di “Love Metal” (caratterizzati da una prestazione aggressiva ) e che, grazie ad una sezione chitarristica più metal, ci ricorda i fantastici Senteced di “Frozen”.
Concludo facendo i complimenti a questi ragazzi perché hanno composto un disco di alta qualità e di grande impatto che merita di diventare un must del genere. Davanti alla loro professionalità e bravura, non riesco a spiegarmi il disinteressamento delle etichette e non riesco a spiegarmi come mai il gothic metal stia rischiando di diventare un genere banale e scontato quando invece ci sono grandi musicisti (come appunto i membri degli Ace of Hearts) che sono in grado di farci sentire un album di questa qualità compositiva.
Voto: 9/10
Antonio Abate

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www.aceofheartslegion.com/
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