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Reviews - AA.VV.
:: AA.VV. - 25 Years Of Wacken: Snapshots, Scraps, Thoughts & Sounds - (UDR - 2014)
Mastodontica operazione della UDR per la cosiddetta “ricorrenza d’argento” di uno dei festival più noti e amati dal pubblico metal europeo e internazionale, il Wacken Open Air! Luogo mitico e quasi taumaturgico di celebrazione dell’HM in tutte le sue forme, la cittadina dello Schleswig-Holstein è da tempo il simbolo stesso del metal europeo, oltre che sede di quello che nel tempo ha raggiunto lo status di principale festival open air del Vecchio Continente. La tentazione di scrivere “del mondo” è tanta, ma considerando la mia umile ignoranza in materia di festival open-air attivi negli States, meglio ripiegare su un prudente riconoscimento europeo. Il che non è poco, anzi… sembra proprio che gli americani continuino a considerare l’Europa alla stregua di un vero e proprio Eldorado, almeno per le forme più classiche di metal. Come potete immaginare, dinanzi a ben tre DVD (corredati, pare, da un libretto esplicativo che completa il quadro e se non altro giustifica il titolo della release…) è impossibile scendere nei particolari, per cui è ovvio che mi soffermerò sugli act che più hanno attirato la mia attenzione, sia per intrinseco valore, sia soprattutto (per motivi di spazio) per conoscenza pregressa, a volte molto ma molto approfondita! Al di là di quanto possa io essere esauriente, il risultato finale lo fa sempre e comunque lui: il pubblico, vero protagonista, con le migliaia e migliaia di metalheads che – anno dopo anno, edizione dopo edizione – hanno reso grande il Wacken. Avvertenza: a dispetto di quanto si possa pensare, la release non è una retrospettiva storica sul festival in sé, ma una fotografia per quanto possibile esauriente dell’ultima, suntuosa edizione; inoltre, ognuno dei dischi presenti copre buona parte delle band che si sono esibite sui vari palchi, con uno/due pezzi a testa: sul primo DVD troviamo il Black e il True Metal Stage, sul secondo il Party e il Wackinger Stage (insieme ai vincitori del contest organizzato dal festival), sul terzo infine l’Headbanger’s e il Wet Stage. Scendendo nei particolari, sono arciconvinto che l’attenzione dei più sarà catturata dalla scaletta del primo DVD, aperto dal carrozzone fatato di Tobias Sammet: piacciano o no i suoi Avantasia, è pur vero che i concetti di “teatralità” e “supergruppo” si sono consolidati in campo metal proprio con la loro apparizione sulle scene. Spazio agli Accept, con le loro immancabili mosse alla Status Quo… uno dei gruppi da vedere live assolutamente, allo stato attuale. Tocca poi agli inossidabili Saxon: tutto il bene possibile per loro, anche se su “The Eagle Has Landed” ho visto comparire una tastiera… tastiere nei Saxon? Sui Motorhead mi sono già espresso, contestualmente e storicamente: certo è che la scelta di “Lost Woman Blues” dimostra in modo efficace come la band abbia ancora tanto da dire; chi diverte per davvero sono gli Apocalyptica, con il loro curiosissimo contrasto tra la seriosità orchestrale e l’approccio scherzoso, evidente su “Hall Of The Mountain King”! Se è vero che il Wacken è un po’ il tempio dell’HM, i suoi riti si celebrano anche senza prendersi troppo sul serio, nella classica estremizzazione dei cliché questa volta portata avanti dai divertenti Steel Panther: qui il citato balletto in stile Status Quo ha piuttosto funzione di emulazione straniante e metateatrale… ma non scadiamo nell’accademicità e accontentiamoci piuttosto di rilevare come le scale dei bridge siano un chiaro omaggio al classico “Seek & Destroy”. Per il resto, mi sono seriamente preoccupato nel vedere il pubblico munito di martelli giocattolo sugli Hammerfall, rassicurato nel vedere come Alexi Laiho e i suoi Children Of Bodom mantengano il loro consueto aplomb, e superato alla grande la strana sensazione provata nel vedere gli Emperor conciati come i Mastodon, con tanto di occhiali da nerd a suggellarne la maturità iconografica. Cos’altro? Mille Petrozza ci ha messo vari album (e l’apporto inestimabile di Sami Yli alla chitarra solista) per trasformare i Kreator negli Iron Maiden, ma non disdegna di giocare col fuoco proprio come facevano gli zietti Venom ai bei tempi, e fa sempre un certo effetto vedere act del calibro dei Prong calcare un palco così blasonato: siamo già al secondo DVD, dispiace solo per l’esclusione di estratti dall’ottimo e ultimo “Ruining Lives”. Tra i vincitori della Metal Battle c’è ovviamente chi cattura la mia attenzione: si tratta del folk estremo e molto suggestivo degli Huldre, pregno di suggestioni popolari danesi, e dell’ipnotico death metal con venature care ai Voivod degli iberici In Mute. Riflessione a margine: tra le nuove proposte, siano esse death, folk o moderniste, spiccano i suoni oscuri… un segno dei tempi o una costante dell’underground? A voi il compito di rispondere… Pagato il giusto tributo agli eroi nostrani Fleshgod Apocalypse e alla loro “Minotaur” (presente sul terzo DVD), e con la chiusura affidata all’Onkel Tom di casa, sulle note di “Auf nach Wacken” possiamo promuovere l’operazione. E con essa, i chilometri, il sudore, le speranze e il duro lavoro di chi, da una parte o dall’altra, ha reso grande il Wacken Open Air, portandolo a venticinque anni di gloriosa Storia!
Voto: 9/10
Francesco Faniello

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www.udr-music.com
www.kizmaiaz.it
:: AA.VV. - Akompilation 001 - (Akom)
Per chi non l’avesse ancora capito, questa compilation Akom Productions, mette in vetrina una serie di band che, ultimamente, riscontrano critiche positive dal pubblico dell’underground. Lista:
“Un-Kind”, “Nowhere (no)”, “Maialine”, “Sir Psycho”, “Redefine!”, “Eikasia”, “Fe…Dup”, “Media Solution”, “Timothy”, “Muculords”, “Entity” “Last Rites”, “Nowhere (mi)”, “Junglas Regia”, “Sin Driven Tide”, “Germinale”, “Crunch Mod”, “Griv”, “Action Man”, “Panic Roots”.
La produzione è buona e la scelta dei brani è stata fatta in maniera ottima.

Ignis fatuus

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www.akomprod.com
akom_prod@libero.it
:: AA.VV. - Akompilation Vol. 4 - (Akom Productions – 2008)
Mettere in mostra band meritevoli dell’ambiente underground è un’azione lodevole e arrivare alla quarta edizione di una compilation deve essere soddisfacente. Può esserne fiero lo staff dell’Akom Production, piccola indie ed agenzia promozionale della provincia di Rovigo, che tenta di essere una valida alternativa ai più conosciuti canali radiofonici e televisivi. Un buon metodo per spalancare le porte a tante sub-realtà italiane.
Il lavoro si presenta bene esteticamente ed il libretto è molto esaustivo, presenta tutte le band in modo completo, riportando logo, foto, contatti e provenienza del brano.
La compilation si apre con i Nowhere, crossover band di cui ho già recensito la demo dal quale è estratto il brano selezionato. Seguono con il loro hardcore melodico i Kid on Moon, e nonostante abbia spesso denigrato questo genere riconosco nella band vicentina delle belle idee. A seguire i From Depths da Salerno e il loro black metal sinfonico accattivante ma un po’ scontato. Un ritorno del crossover con i Lights Off: il loro brano è ben studiato, con un appeal moderno che lascerà il segno. La compilation prosegue con la naturalezza degli Storm of Damnation che nonostante il monicker presentano un alternative metal con richiami grunge. I toni si fanno momentaneamente più calmi con il rock dei veterani delle akompition, i Juglans Regia, per poi riprendere con l’heavy più cavernoso dei Century of Luxor.
Ci si addentra in atmosfere lugubri e melodie martellanti con il thrash degli Youthanasia e il death degli Antagonism per poi passare al metal melodico degli InnerTheatre e degli Shivers Addiction.
Apertura rock alternative con i marchigiani Specially Mild e i veneti Aegon per poi sfociare nel punk in puro stile americano dei Made Special For. Coinvolgente e selvaggio è il brano dei Lori’s Hole, mentre rozzi e senza compromessi sono i Burning Snakes Armpits; entrambe band hardcore.
Proseguono gli insani e strafottenti White Widow e concludono in bellezza i Forty Drunks dalla Sardegna con il loro death metal rabbioso.
Un’evoluzione continua tra le varie sfumature e sottogeneri del rock, tra voci maschili e femminili in inglese e in italiano, questa compilation si lascia apprezzare per la sua eterogeneità.
Jetraxim

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www.akomprod.com
:: AA.VV. - Akompilation Vol.2 - (Akom)
22 tracce di puro metal con le seguenti band: Last Rites, Muculords, Karmassacre, Fear Flames, Serpent, Dominion, Sliter, Beyond The Rage, Agabus, Fe..Dup, G-Zero, Nowhere, Runt, Eat Me Clown, Juglans Regia, Tilt, Effigy, Lockdown, The Special Guest[s], Skoda, Unit, Storm Of Damnation. Queste band che solcano la scena del panorama underground hanno assunto dei buoni livelli compositivi come mostra questa compilation. Le recensioni sono state quasi sempre indice di buone critiche e costituiscono un passo importante per l’underground internazionale. Le tracce inserite sono valide, probabilmente i cavalli di battaglia delle rispettive band, che rendono idea delle loro buone performance.

Stefano De Vito
:: AA.VV. - Compendium Of Metal Vol. 8 - (Metal On Metal Records - 2015)
Ve la dirò tutta, e senza giri di parole: teoricamente una parte sostanziosa delle produzioni della Metal On Metal Records rispecchierebbe alla perfezione il mio modo di intendere la musica, con l’ampio spazio concesso a sonorità sulfuree spesso sconfinanti nel doom, le cui influenze sono tratte in egual misura dalla scuola europea e da quella nordamericana, insieme ad un tocco di epicità con un pizzico di prog entrambi asserviti al risultato generale e mai leziosi o zuccherosi. E soprattutto, il tutto a livello prettamente underground, che non fa mai male e che soprattutto fa il paio con l’altra metà del cielo dei miei ascolti, l’hardcore/punk. Eccoci dunque a recensire l’ottavo volume del sampler “Compendium Of Metal”, vera e propria vetrina delle produzioni dell’etichetta – anche qui, realizzato in maniera prettamente “classica”, sotto forma di dischetto ottico e non solo con un ammasso di files accatastato su una pagina iPool o Haulix. Momento passatista/nostalgico? Forse… ma sfido voi a non indossare i panni del “c’era una volta” dinanzi ad un disco che comprende nomi come Dark Quarterer, Stonegriff e Doomshine! Non suonano familiari? Affatto direi, Dark Quarterer a parte! È dunque giunto il momento di studiare e di scoprire, proprio come cerco di fare quotidianamente. Bene, veniamo al disco: nonostante una copertina che ricorda più quei tamarrissimi calendari/réclame di anfibi e roba paramilitare con tanto di tipa in mimetica e cartucciera – ma anche questo è un retaggio dei mitici mailorder tutti borchie e toppe – troviamo qui delle vere e proprie gemme disseminate tra le quattordici tracce presenti. Ci sono i succitati svedesi Stonegriff, doomsters visionari in puro stile americano, con il singer che ripercorre le orme sia di Eric Wagner dei Trouble che di Robert Lowe dei Solitude Aeturnus, ci sono i britannici Risen Prophecy, con la loro carica a metà tra lo US metal di Helstar e soci e il crossover thrash, e con quell’alternanza tra i tipici acuti pacchiani e i cori alla Anthrax/Overkill, il tutto coronato dall’immancabile arpeggio centrale, e ci sono anche i cupi e plumbei Doomshine (un errore nella tracklist del booklet stava per farmeli bocciare senza remissioni, e invece…) che a dispetto delle origini germaniche non hanno nulla della tradizione power nazionale, essendo anche loro dediti al più puro verbo del doom, sia scandinavo che d’oltreoceano. Il resto del disco allarga le maglie dei sottogeneri abbracciati, passando dal discreto thrash “concettuale” dei Meliah Rage, qui presenti con due tracce (di cui la seconda po’ fuori tema, con il suo hard rock nello stile delle produzioni Neat), alle influenze datate degli Arkham Witch (NWOBHM con decise puntatine nel punk, anche loro presenti con due tracce), allo speed/power di Metal Law e Hi-gh – i primi caratterizzati da un forte cipiglio maideniano, i secondi quadrati e diretti ancor più di quanto non fossero Agent Steel e Vicious Rumors negli anni d’oro – allo stoner doom degli svedesi Mortalicum, sorta di versione aggiornata e “trendy” delle band poste in apertura (Spiritual Beggars tra le influenze professate). In effetti, rispetto alla coerenza stilistica mostrata nella scelta delle band collocate in apertura, scopriamo con lo scorrere delle tracce sin troppa apertura ai vari generi per i miei gusti, sebbene si resti più o meno conformi a quello spirito underground citato all’inizio, che poi è il vero fil rouge che corre nell’intero “Compendium Of Metal”: così, non mancano episodi più estremi, con i rozzissimi e trascurabili Blood Atonement e soprattutto con gli Outrage e i malefici Albert Bell’s Sacro Sanctus, seguaci del verbo di Sua Maestà Tom G. Warrior e dei suoi accoliti Coroner (specie i primi, complice il sagace uso del basso). E i Dark Quarterer, direte voi? È presto detto: collocare in apertura “Mind Torture”, tratta dall’ultimo disco “Ithaca”, è il miglior biglietto da visita che l’etichetta poteva mostrare. Non è campanilismo, è pura obiettività: il sound unico dei toscani può essere eguagliato in maestria esecutiva (e ce ne vuole!) ma resta difficile da replicare sul piano dell’originalità. Come sempre, nelle compilation ci sono band che piacciono, band che piacciono meno (o che non piacciono affatto…) ma la vera fortuna è costituita dalla presenza di chi va oltre l’esecuzione – seppur minuziosa e realizzata a puntino – del compitino autoassegnatosi. Ecco, questi sono i Dark Quarterer, tra i motivi per cui mi sento di assegnare un voto consistente alla compilation, in attesa delle prossime mosse della band e dell’attivissima etichetta di riferimento!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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www.metal-on-metal.com
www.facebook.com/MetalOnMetalRecords
:: AA.VV. - Core sampler - (Roadrunner)
Come molti già sapranno, la roadrunner record, da un anno a questa parte, si sta occupando di promuovere in europa e negli States quel fenomeno undergound che ormai divampa e trova accoliti ormai in tutto il mondo.
Sto parlando di tutto ciò che riguarda il metal core, fenomeno che fonde alla perfezione le nuove sonorità estreme a quelle più classicheggianti.
Con core sampler la roadrunner raccoglie i migliori singoli del genere in questione assemblando 18 tracce di pura distruzione ed armonia.
La compilation a mio parere lascia assaporare tecnica e melodia sia a livello vocale che a livello strumentale evolvendosi naturalmente tra devastanti riff di chitarra, fequenti stop and go ed entusiasmanti aperture melodiche vocali.
Tra i ranghi annoveriamo nomi del calibro dei Bleeding through con la splendida \"Love lost is an hail of gunfire\" ed ancora Trivium con \"like light to flies\", Blood has been shed con \"she speaks to me\" pezzo dai tratti brutal grind, Caliban con \"The beloved and the hatred\" dove l\'alternarsi di pesanti riff cadenzati va ad intrecciarsi ad aperture melodiche vocali che ricordano il punk e sonorità deftoneggianti, ancora Hopesfall che ci propongono, con il pezzo \"Icarus\", un iperbolico sound tendente allo psichedelico, gli Illdisposed con la detteggiante \"Dark\" pezzo dalla forte personalità, assolutamente fantastico, per finire con i 3 inch of blood che chiudono il disco con \"deadly sinners\" pezzo dalla forte matrice power vuoi per i fraseggi di chitarra, vuoi per la voce o vuoi per le galoppanti parti di batteria.
Nel complesso una compilation degna di nota che ci lascia affacciare alla scena metal mondiale del momento insieme alla conferma che il metal è energia... si trasforma ma non si disperde...
Buon ascolto.

Grawl Malcom & Co
:: AA.VV. - Escape From The Ghetto Vol.1 - (Kick promotion agency)
La Kick Promotion Agency distribuisce a radio, web magazine e label questa compilation, inserendo i seguenti gruppi: “Cardia, Valere Larbaud, Nahui, Void Generator, Madlena, Raffaello Simeoni, Nonzeta, Skyriders, Embrice, Otx-2, Ciaff, Crawler, Be at Pains, Kismet, Deforme, Eviscerate, Killing Creed, Sudden Death, Undertakers”. Senza fare un attenta analisi si comprende subito la molteplice scelta di generi; distribuita per poter conoscere le band emergenti, viene a svilupparsi in due parti e precisamente, nelle prime sette canzoni stili calmi e pacati, nelle restanti dodici, crossover, industrial, grind e death. Naturalmente sono state inserite le canzoni migliori, ed è un ottima compilation per un approccio diretto con l’underground che ci circonda. In Italia quest’ultimo esiste ed è fiorente, contornato da gruppi poco valorizzati; “Escape From The Ghetto Vol.1” è una prova di cosa stà accadendo effettivamente.

Ignis Fatuus

Contact:
Cnoize:
via Campo Ligure 19
00168 Roma
cnoize@libero.it

Kick Promotion Agency
c/o Hellnation record shop
via Nomentana 113
00161 Roma
madfucker@libero.it
:: AA.VV. - Extreme metal inside - (SG Promotion - 2007)
Compilation ideata e creata dalla “SG” (“SG promotion” e “SGmetal”) formata da 10 canzoni di band italiane appartenenti al movimento del metal estremo underground italiano.
Le bands che sono presenti in questa (con 2 brani per ogni band) compilation sono: Agabus, Antagonism, Clinicamente Morti, Necrofili e Resurrecturis.
C’è da fare i complimenti alla “Sg promotion” per aver promosso questa iniziativa davvero molto utile per le band dell’underground estremo italiano(che purtroppo molte di esse non hanno il successo che meritano!).
Consiglio l’acquisto di questo cd a tutti, è un ottima opportunità per conoscere queste band che meritano molto!

La tracklist:

1) Agabus - Golpe
2) Agabus - Atman Collapse
3) Antagonism - Akustik Rebellion
4) Antagonism – Politicizzed
5) Clinicamente Morti - C.O.M.A.
6) Clinicamente Morti - L\'Inferno Avanza
7) Necrofili - Fleshweak
8) Necrofili - Full Thoughts Overflow
9) Resurrecturis - Fuck Face
10)Resurrecturis - The Origin

Pax (Antonluigi Pecchia)
:: AA.VV. - Headbangers Ball - (Roadrunner records)
Compilation al fulmicotone per tutti noi, amanti del far roteare le nostre teste capellute in senso di approvazione. 40 artisti per 40 canzoni più o meno tutte rientranti nell’ambito metal. Inflames, Black Label Society, Cradle of Filth, Children of Bodom, Fear Factory, Machine Head, Satyricon e altre realtà dell’ambiente metal e non. Ritmi pesanti e sferzanti o melodie sognanti ed evocative la fanno da padrona, senza contare altre eccentricità sonore che rendono la compilation viva e dinamica anche per l’ascoltatore menop abituato. Black, No(Nu)metal, Death svedese, crossover e sonorità più doomeggianti(ascoltare “My tortoured soul”, dei Probot, ennesimo folle progetto dell’ex drummer dei Nirvana Dave Grohl)convivono nello stesso cd senza cozzare l’uno con l’altro.
Veramente una bella compilation da ascolto pieno e corposo.
BANG YOUR HEAD!!!

MURNAU
:: AA.VV. - Headbangers Ball - The Revenge - (Roadrunner records - 2006)
Giunge al terzo capitolo la compilation dedicata al mitico programma di MTV (in onda su Brand:New ogni lunedì dalle 21 alle 22) all’epoca condotto dalla mitica Vanessa Warwick, oggi da Jamey ‘muso duro’ Jasta, frontman da sempre degli Hatebreed.
Un doppio CD per 19 tracce cadauno, contengono il meglio del metal contemporaneo.
Il Metalcore la fa da padrone con band come Tribium, As I Lay Dying, Killswitch Engagé, Hatebreed e Walls Of Jericho, metallo nu/core con Slipknot e Soulfly, qualcosa si fa per dire di più classico con Behemoth, In Flames e Arch Enemy e hit contemporanee con Mastodon e High On Fire.
Per arricchire e rendere più interessante il tutto sono state aggiunti dei brani inediti e delle chicche come il progetto Kingdom Of Sorrow con Jasta e membri di Crowbar.

Il meglio dell\'heavy metal odierno in doppio CD a prezzo speciale!

Tracklist:

CD1
1. Slipknot - Before I Forget
2. Korn - Liar
3. Soulfly - Carved Inside
4. Hatebreed - To The Threshold
5. Mudvayne - Forget To Remember
6. Avenged Sevenfold - Burn It Down
7. HIM - Vampire Heart
8. Trivium - A Gunshot To The Head Of Trepidation
9. Lamb Of God - Now You\'ve Got Something To Die For (live)
10. 10 Years - Wasteland
11. Disturbed - Guarded
12. As I Lay Dying - Through Struggle
13. Lacuna Coil - Our Truth
14.Underoath - It\'s Dangerous Business Walking Out Your Front Door
15. Mastodon - Blood & Thunder
16. Killswitch Engage - A Bid Farewell (live)
17. Black Label Society - In This River
18. Bleeding Through - Kill To Believe
19. In Flames - Take This Life

CD2
1. Chimaira - Nothing Remains
2. Bullet For My Valentine - Suffocating Under Words Of Sorrow (What Can I Do)
3. Arch Enemy - Nemesis
4. It Dies Today - Severed Ties Yield Severed Heads
5. Opeth - The Grand Conjuration
6. Norma Jean - Liarsenic
7. DevilDriver - Hold Back The Day
8. Still Remains - The Worst Is Yet To Come
9. God Forbid - The End Of The World
10. Throwdown - Burn
11. From First To Last - The Latest Plague
12. 36 Crazyfists - I\'ll Go Until My Heart Stops
13. Behemoth - Slaves Shall Serve
14. A Life Once Lost - Vulture
15. High On Fire - Devilution
16. Bloodsimple - Sell Me Out
17. Haste The Day - When Everything Falls
18. Walls Of Jericho - A Trigger Full Of Promises
19. Kingdom Of Sorrow - Buried In Black
(Jamey Jasta con membri di Crowbar, Down e Seemless)

www.roadrunnerrecords.it
www.roadrunnerrecords.co.uk

BF
:: AA.VV. - Heavy Metal Eruption - The Italian Way Of Heavy Metal (Ristampa) - (Jolly Roger Records - 2016)
La Jolly Roger Records è una etichetta molto coraggiosa, ma altrettanto lodevole! E di fatto oggi ci ripropone una compilation che originariamente è stata prodotta nel 1983 dalla Metal Eve di Claudio Sorge, con la partecipazione di Rockerilla e Beppe Riva (storico giornalista); infatti, “Heavy Metal Eruption” è la prima compilation dedicata alla nascente scena hard & heavy italiana – vantando le prime registrazioni di band note anche oggi, come Strana Officina e Death SS su tutti. All’epoca, uscì solo in vinile e in sole 1000 copie, diventando perciò un disco molto ricercato dai collezionisti): oggi invece grazie alla label succitata esce in CD (formato digipack) in tiratura limitata di 500 copie, completamente rimasterizzato e con la “licenza” di Claudio Sorge. Varrà la pena, per una volta, di scorrere nel dettaglio la tracklist della compilation:
1. Vikings (Halloween): è il brano iniziale della compilation! Un brano che si fa apprezzare con una bella cavalcata (molto tirata) di metallo dal sapore epico – i suoni e i cori sono cari a quel periodo – da non confondere con l\'omonima band americana e soprattutto con le più famose zucche amburghesi Helloween;
2. Thundergods (Crying Steel): qui si affilano le asce, il sound è più NWOBHM – un altro brano interessante, che non avrebbe sfigurato nella discografia di una qualsiasi band del Regno Unito;
3. Black & Violet (Death SS): i suoni si fanno più cupi e doomy! Il pezzo è tratto dal primo sette pollici della band, “Evil Metal”, ritirato dal mercato perché presentava problemi di registrazione e subito divenuto oggetto di culto. E tra l\'altro vede alla voce Sanctis Ghoram, che sostituì Steve Sylvester nei primi anni \'80 e che ritroveremo insieme a Paul Chain più avanti. Bene ragazzi, da qui in poi, la storia di questa band (anche quella di Paul Chain e Steve Sylvester) è nota a tutti. Vero?
4. Non Sei Normale (Strana Officina): ennesimo brano interessante! E anche qui il sound si tinge di NWOBHM (le chitarre sono molto Saxon), ma c\'è in più il cantato in italiano, una doppia sfida per l’epoca;
5. Wild Town (Rollerball): questo era il brano che chiudeva la prima facciata del disco… e qui c’era anche tanta voglia di sperimentazione, peccato per la qualità della registrazione – comunque sia, anche qui fa capolino la NWOBHM, che si mescola ad ‘momenti’ più oscuri, paragonabili ai (mai troppo lodati) Raven;
6. Prisoners In The Box (Steel Crown): il classico metallo dalle tinte epiche ritorna alla grande con quest’altro brano interessante;
7. The Lord Of The Rings (Elektradrive): quando il metal incontrava l’elettronica! Un brano molto bello e sempre ‘attuale’, dove heavy, epic ed elettronica si fondono intelligentemente. Ragazzi, questa è una band da riscoprire (tra le migliori della compilation);
8. Angels In Leather (Revenge): ancora un altro brano di metallo classico, ma con un occhio al sound stelle e strisce;
9. Freakish Footsteps (Shining Blade): c’è spazio anche per una ballad? La band pugliese, non nasconde l’amore per la NWOBHM e si sente nella seconda parte del brano – che effettivamente inizia come ballad per poi fondersi con la furia dell’heavy metal – peccato per la qualità della registrazione;
10. Death’line (Ransackers): brano conclusivo e corrosivo, che ricorda anche i primi Maiden e i primi dischi della scena …
Insomma, tra alti e bassi – questi ultimi dovuti più alle singole registrazioni e/o in alcuni casi all’inglese maccheronico (e questo lo perdoniamo!) – il disco scorre con molto piacere e con tanta nostalgia, sia per i suoni e sia per il rammarico di aver avuto una scena tricolore storica ampiamente sottovalutata, che è stata al contempo fucina di gruppi talentuosi (vedi la cult band Death SS). Quindi, se lo avete perso all’epoca, oggi non avete più scuse… è una compilation che fa parte della storia dell’heavy metal; ma è anche (soprattutto) la storia del metal tricolore!
Giovanni Clemente
Voto: 8/10

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www.jollyrogerstore.com
:: AA.VV. - Heavy Metal Killers - (Earache – 2009)
L’Earache, con il lancio di band quali Morbid Angel, Napalm Death e Carcass nei primi anni 90, ha contribuito non poco all’estinzione dell’Heavy metal più classico. Rantoli, ritmiche iper serrate, satanismo e splatter, hanno preso il posto delle ugole da sirena e delle melodie accattivanti. Come da migliore tradizione, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto e quindi ecco che l’etichetta inglese lancia una compilation contente un manciata di band dedite, udite udite, al metal classico. Quello di Iron, Judas, Saxon e compagnia borchiata. Corsi, ricorsi e ricicli storici. La mia impressione è che l’Earache voglia compiere la stessa operazione di rilancio di sonorità retrò che ha avuto buoni risultati in ambito trash. Il successo riscosso da Municipal Wast, Gama Bomb e Bonded By Blood, deve aver spinto l’etichetta a intraprendere la ricerca dei nuovi Maiden. Al di là dei dubbi sull’operazione, non credo che le band coinvolte nella compilation possono essere tacciate di disonestà. Se fai Heavy Metal classico quando nessuno se lo fila, significa che lo suoni per passione. Se dovesse prendere piede la moda e dovessero sorgere come funghi nuove band inneggianti alla NWOBHM, allora ci sarebbe da storcere il naso sulla genuinità di queste nuove compagini. Dal punto di vista musicale nulla di nuovo, e così deve essere. Le canzoni contenute in Heavy Metal Killers si rifanno apertamente a quelle composte dai Maiden (quelli di Paul Di Anno), Judas, Saxon, Samoson ecc ecc. Tra le compagini spiccano gli Enforcer, RAM e H.O.D.. Mentre non mi hanno convinto per nulla i Cauldron. Roba di quisquiglie, comunque. Non ci resta che aspettare e vedere se la prossima novità in ambito metal sarà o meno il “passato”.

Trackinglist

Powervice - Behold The Hand Of Glory
RAM - Sudden Impact
Cauldron - Chained Up In Chains
Enforcer - Mistress Of Hell
H.O.D. - Kicked To The Kurb
Portrait - A Thousand Nightmares
Crowning Glory - Sea Of Dead Dreams
Celtic Legacy - Live By The Sword
Voltax - Steel Maker
In Solitude - Witches Sabbath

Voto:SV
g.f.cassatella

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www.myspace.com/heavymetalkillers
www.myspace.com/earacherecords
:: AA.VV. - Heavy Naples 2007 - (PMP Production – 2007)
Il 22 aprile 2007 si è tenuto a Napoli il festival “Duel Beat Naples” dove hanno partecipato alcune delle migliori realtà del metal più “leggere”(con questo aggettivo intendo descrivere i generi metal più “orecchiabili” come l’heavy, il power, il prog e il thrash) di questa città, questo è il bootleg registrato a questo festival.
Allora iniziamo un po’ a descrivere questo “Heavy Naples 2007” in cui ad “aprirlo” troviamo cinque brani dei Marshall (che pian piano questa band si è riuscita a creare un ottimo nome nell’underground), poi troviamo tre brani tratti dall’esibizione dei Savior From Anger (il nuovo progetto di Marco Ruggiero, ex chitarrista dei Nameless Crime), poi troviamo un estratto dell’esibizione dei Gorgeous e infine troviamo un estratto di quella degli Spleen (di quest’ultime band sono presenti due brani a testa).
Tra le band la prova che ho apprezzato maggiormente è quella dei Savior From Anger (anche se quelle delle altre band non sono affatto non valide, solo che rispetto alle altre quest’ultima mi ha impressionato!), band che rende più dal vivo che in studio (però ho apprezzato anche il loro EP “No Way Out”).
Purtroppo la qualità audio di questo prodotto in alcuni brani (come accade, per esempio, nel brano “Mission Empire” dove il volume del microfono della voce è troppo alto!) è alquanto scadente, proprio un peccato perché non riesce a far valorizzare l’ottima musica proposta da queste band.
Nel complesso comunque “Heavy Naples 2007” risulta essere un prodotto sufficiente (che se non fosse stato per la scarsa qualità audio credo che minimo un bel 7 se lo sarebbe meritato!).

Voto: 6/10

Pax (Antonluigi Pecchia)

Contact
Marshall: www.marshallatlantis.it
Savior From Anger: www.marcoruggiero.com
Gorgeus: www.gorgeous-web.com
Spleen: www.spleenprog.com
:: AA.VV. - Heavy Rendez Vous Vol. III - (New LM Rec.\\Crotalo - 2008)
Radiografia della situazione del metal in Italia, ecco come appare questa compilation. Le quindici band che compaiono su questo disco propongono i più svariati generi. Si parte con i Burnin Gaze (www.burningaze.it) che propongono il brano “What In God Names”, che inizia con una chitarra acustica per esplodere poi in prog metal di pregevole fattura. Davide Dal Bo’ (www.myspace.com/davidedalbo) propone un brano strumentale che mette in evidenza le proprie doti di chitarrista. Con i Dandgerlies (www.dangerlies.it) vengono esplorati i terreni dell’hard rock. I Denied (www.myspace.com/denieditaly) invece rappresentano l’anima power della compilation, chitarre taglienti e coretti epici. I Geminy (www.myspace.com/gemyniproject) propongono una ballad al pianoforte che mi ha ricordato quelle dei grandi Savatage. Si torna su sonorità più tirate con i Kerosene (www.kerosenetheband.com), mentre Filippo Martin (www.filippomartin.it) propone il secondo brano strumentale del disco. Le sonorità si fanno più oscure con i paradiselostiani Motus Tenebre (www.motustenebre.com) e i Nefesh (www.nefesh.eu): di questi ultimi la canzone più lunga del lotto, con i suoi dieci minuti di tenebre. Gli Overtures (www.overtures.it) anch’essi con un power energico e dal piglio epico. I P.C. Translate (www.paolocatena.it) sono il nuovo progetto che vede coinvolto Paul Cat (ovvero Paulo Catena, alias Paul Chain), per la serie la morte perde il vizio ma non la classe: il miglior brano del platter è ad opera dell’artista pesarese. Nessuno è oscuro come lui in Italia e all’estero. Incazzatissimi sono gli S.RL. (www.s-r-l.it ) con il loro death\\thrash cantato in italiano. I Synthesis (www.synthesis-band.it) propongono un dark rock di sicuro effetto, mentre i Tarchon Fist (www.tarchonfist.com) sono epici sino al midollo con il loro power. Chiudono la compilation i What Eye See (www.whateyesee.com), sicuramente la band più originale con le proprie sonorità a la System Of A Down. Un lavoro sicuramente valido questa compilation, soprattutto la dimostrazione che la scena italiana è viva e varia!

Voto: 7/10

g.f.cassatella

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www.crotalo.com
:: AA.VV. - Hellblasting Revenge 1 - (Ashen Productions - 2006)
Compilation formata da venti brani di quattro band appartenenti al “metal underground italiano” e ora vi andrò ad analizzare un po’ il sound di queste band:

Hell In A Cell: band death metal milanese. In questa compilation troviamo quattro brani di questa band!

Hatework: band che si distacca un po’ dal metal, genere che tutte le altre band presenti in questa compilation propongono, gli Hatework ci presentano un hardcore che comunque nel complesso non stona affatto. Ben sette (comunque ogni loro brano ha una durata esigua!) brani sono presenti in questa compilation di questa band

Vexed: band di Varese che ci propone con i cinque brani a sua disposizione un thrash estremo influenzato dal black metal!

Alea Jacta: e infine per concludere questa compilation troviamo quattro brani di questa band che ci propone un death melodico che se non diamo ascolto al growl della voce sembra essere una heavy metal band a tutti gli effetti!

“Hellblasting Revenge 1” è l’ennesima prova che il metal in Italia è vivo e che meriterebbe molto più spazio di quello che ha!
Consiglio questa compilation a tutti gli amanti del metal ma in particolare agli amanti del death.

Hell In A Cell: www.hellinacell.net, monarch@hellinacell.net
Hatework: www.hatework.it , lo@hatework.it
Vexed: www.vexed–web.tk , vexed@angermusic.it
Alea Jacta: info@angermusic.it

Pax (Antonluigi Pecchia)
:: AA.VV. - Horrific Liquescent Aftermath - (Life Fluid Distro & Prod)
Una vera e propria mazzata questa compilation di gruppi ultra brutal grind che ci arriva direttamente dalla Australia sotto la produzione della Life Fluid, essa contiene ben trentadue gruppi, ve ne cito una quindicina: Aborted, Goreopsy, Necrophagist, Bastard Saints, Scrambled Defuncts, Nefas, Omnium Gatherum, Bile, Atavism, Brodequin, Noism, Excruciate, Slough, Inumate, Cenotaph ecc. Le band provengono da più patri del mondo, tutte seguono la scena grind brutal dell’underground e sono davvero dei massacranti compositori del genere! Per quanto riguarda la compilation in sé, devo dire che è molto professionale, registrata bene tipica delle buone compilation che poco si vedono in giro! Consiglio agli ascoltatori del genere di procurarsi questa grande mescolanza di cultura e di supportare tutto ciò che come questa compilation sia underground!!! REVIEW by Necrotorture (Manco Alessandro) e-mail: necrotorture@virgilio.it

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Life Fluid Distro & PROD.
PO BOX 3061
Delivery Centre, 57 Canning St. Launceston. Tas.
7250 AUSTRALIA
:: AA.VV. - Hype! - (DVD - Lions Gate Entertainment - 1996)
Hype! è un documentario del 1996 diretto da Doug Pray sulla popolarità della scena di Seattle, a partire dalla fine degli anni Ottanta. Inutile dire quanto il termine “grunge” possa essere inappropriato e assurdo, se si considera che della stessa scena fanno parte gruppi diversissimi tra loro, dai Melvins ai Fartz, dai Ten Minute Warning per arrivare a TAD, Cattbutt, Supersuckers o Seven Year Bitch.
Lo spirito genuino degli inizi, con carrellate di interviste in lingua originale e spezzoni live (tra le quali, una primissima versione live di “Touch me I’m sick” dei Mudhoney e la prima di “Smells like teen spirit dei Nirvana) lascia lo spazio, nella seconda parte, al riscontro enorme che alcune band ebbero, una volta firmato con le multinazionali, dopo la dipartita dalla Sub pop.
Oggi alcune trovate, come il mazzo di carte stampato da una piccola etichetta (con una carta riportante le informazioni per ciascun gruppo) può sapere di assurdo ai ragazzini, che non si rendono conto quanto il computer e la tecnologia abbiano cambiato il modo di far circolare la musica (vedi my space vari). La volontà di suonare rigettando tutte le mosse da posers ricorda molto il DIY dei tempi del punk, una sorta di “Decline of western civilization” che si sposta in questo caso da Los Angeles a Seattle.
La Sub Pop realizzò il soundtrack del film su cd e anche una limited box set version su vinile 7\" colorato per la AMG entry.
Sara Palladino

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www.lionsgate.com/
:: AA.VV. - Immortal Randy Rhoads - The Ultimate Tribute - (UDR - 2015)
Certo, a volte è proprio destino: prima riparte la fissa per Ozzy solista (quella per i Black Sabbath in tutte le incarnazioni non se n’è mai andata, per inciso…) poi parte la ricerca di bootleg su bootleg, poi iniziano i progetti di espansione della propria collezione di vinili, e infine arriva sulla scrivania questo “Immortal Randy Rhoads”. Tempismo perfetto, e giusto tributo a colui che con la sua sei corde ha offerto reale spessore ai primi vagiti della carriera solista del Madman, consentendogli di crederci per davvero visti gli ottimi risultati raggiunti. Per i pochi che non sappiano di cosa stiamo parlando, si tratta dei due seminali dischi di esordio di Ozzy Osbourne nei primi anni ‘80 – “Blizzard Of Ozz” e “Diary Of A Madman” – che vedevano per l’appunto Randy Rhoads alla chitarra, prima della sua prematura scomparsa in un incidente aereo. La formula vincente era costituita dalla voce ipnotica di Osbourne, dalla verve compositiva di Daisley e Rhoads, e dallo stile unico di quest’ultimo, un tassello importante per lo sviluppo del virtuosismo neoclassico nella chitarra elettrica. Ecco dunque che la UDR mette su un progetto di tributo all’axeman statunitense consistente in nove pezzi tratti dai due capolavori succitati, insieme a due estratti dai primi album dei Quiet Riot, altra band che Randy aveva contribuito a fondare e che avrebbe poi sperimentato grande successo nel corso della decade. Un disco, questo, che vede avvicendarsi vari chitarristi esponenti di vecchia e nuova scuola, con Doug Aldrich, George Lynch, Bruce Kulick e Brad Gillis (suo immediato successore alla corte di Osbourne) a rappresentare degnamente la prima, e Tom Morello, Alexi Laiho e Gus G. a tenere alta la bandiera delle “nuove” leve e a dimostrare l’importanza rappresentata dal Nostro per l’evoluzione di più di uno stile chitarristico. Immancabile poi la presenza dei compari dell’epoca dei Quiet Riot (Rudy Sarzo e Frankie Banali) che insieme ad una carrellata di stelle del firmamento hard rock/heavy metal rendono particolarmente prezioso questo lavoro. Inevitabilmente, un tributo al funambolico chitarrista non può che riguardare, per quanto di striscio, il carismatico singer che l’ha portato agli onori della cronaca. Ecco dunque che a interpretare Ozzy e Kevin DuBrow nella maggior parte degli estratti è il prezzemolino Ripper Owens, con un po’ di spazio concesso al fratello di Randy, Kelle Rhoads (tastierista e cantante, nonché iniziatore della Musonia School Of Music, fortemente voluta dalla mamma del povero Randy per portare avanti la sua eredità stilistica), al caleidoscopico Serj Tankian e a Chuck Billy, che piega al suo volere “Mr. Crowley” nella maniera più coatta che possiate immaginare (cambio di tonalità dopo l’intro di tastiera, cori che neanche su “3 Days In Darkness” e amenità simili…). Tornando a Ripper, si conferma performer di grande professionalità; magari non originalissimo (nomen omen… e la sua storia ancor di più), ma il piacere di sentire Ozzy che canta Ripper Owens non credo lo avremo mai! Rientrando nei ranghi, va detto come l’idea del disco di tributo al singolo musicista non è di certo nuova (in questo caso l’aveva avuta lo stesso Ozzy più di venticinque anni orsono) ma l’intento è apprezzabile, anche perché si colloca in un punto di incontro tra la release per shredders/addetti ai lavori duri e puri e la rimpatriata di vecchie e nuove glorie hard’n’heavy: in due parole, io l’ho ascoltato con piacere come ho fatto per tanti tributi, ma non per tutti, specie per quelli che (come questo) vedono all’opera formazioni create ad hoc piuttosto che band già strutturate. E poi ci sono quelle chicche che danno un valore aggiunto all’operazione, come la coppia Tankian/Morello a cui va la palma della freschezza nell’esecuzione di “Crazy Train” (posta non a caso in apertura) o l’apprezzabile scelta di un pezzo come “S.A.T.O.”, estratto solo apparentemente “di nicchia” di quel capolavoro che era e resta “Diary Of A Madman”. Unico dubbio: passi per la buona riuscita dell’operazione, ma… fate un disco su Randy Rhoads e lo chiamate “The Ultimate Tribute”, quasi a mutuare il titolo del disco di Ozzy in cui invece suonava Jake E. Lee? Non mi torna…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.udr-music.com
:: AA.VV. - Live At Wacken 2015: 26 Years Louder Than Hell - (UDR - 2016)
Del Wacken e di quanto sia entrato a far parte dell’immaginario del metallo europeo e internazionale abbiamo detto a profusione in occasione del venticinquennale del festival (con relativa release), perciò questa volta possiamo “limitarci” alla musica, che è un campo di per sé vastissimo in questo caso. Sicuramente, nell’edizione numero ventisei di quello che è il festival dei sogni sono state le vecchie glorie a fare la parte del leone – come avviene di consueto all’incirca dalla mezzanotte del trentuno dicembre del 1999 – con uno spazio risicato concesso alle nuove leve vincitrici del Metal Battle e qui incluse alla fine del secondo disco, a mo’ di mix finale. Il formato? Ottimo packaging come di consueto, stavolta declinato in quattro dischetti: due Blu-ray e due cd, questi ultimi rivelatisi uno strumento preziosissimo per scrivere questa recensione, dato che un purista come me non solo predilige l’ascolto alla visione (tranne pochi e importanti casi) ma non ha neanche uno straccio di lettore Blu-ray in casa. Celie a parte, parto subito col dire che è più che apprezzabile la scelta di missare le tracce per dare l’idea di un live unico, visto che il possibile acquirente di un prodotto simile è alternativamente chi è stato al festival (e può così riviverne i momenti) o chi ha un’indomita curiosità sullo “stato dell’arte” del metal “che conta” ai giorni nostri, e quindi non può che divorare appieno buona parte di questo doppio live (come lo avremmo definito una volta). Per quanto concerne la divisione in due dischi, direi che il primo appare quello più tradizionale: apertura affidata agli inossidabili Judas Priest con “Painkiller” (più classico di così ci sono solo gli anni ’70/’80, no?) subito seguiti dai convincenti In Flames; ecco, devo dire che ho smesso di seguire la band dopo “Clayman” (e ho fatto bene, a giudicare da quello che ho ascoltato di striscio) ma anche un pezzo recente come “Paralyzed” dal vivo assume un senso grazie a quell’animale da palco che è Andres Frieden, bravo oggi come ai tempi d’oro. Dopo gli immensi Amorphis, quasi liturgici su “My Kantele”, i Running Wild che sciorinano la loro “Under Jolly Roger” in maniera rassicurante come un fusto di birra ad un festival estivo, è la volta delle grandi sorprese: iniziamo con la geniale formula degli Armored Saint che sembra migliorare col tempo, dato che gli americani beneficiano di una delle voci più belle in circolazione, quella di John Bush, perfettamente a suo agio su “Left Hook From Right Field” (ah, che guaio non aver colto l’occasione di vederlo con gli Anthrax all’epoca); poi... tutti mi dicevano che i Death Angel sono la live band migliore in circolazione in ambito thrash. Ecco, non mi sono mai piaciuti troppo, ma... è proprio vero! Molto precisi, al limite del chirurgico! Chi invece non sembra andare troppo per il sottile in fatto di precisione sono gli Architects Of Chaoz, e ne ho anche per le “vecchie glorie” Exumer, il cui mito non mi impressiona, neanche al limite della lacrimuccia nostalgica. Grandi come sempre Uli Jon Roth e Europe (alle prese con una seconda giovinezza su “War Of Kings”), tutt’altro che grandi questi The Poodles (ma chi sono? Fatemi il piacere...). Una volta avremmo descritto il secondo cd come il più “contaminato”, anche se la definizione si adatta e no: i Biohazard collocati in apertura sono emblematici, anche se la band newyorkese appare spompata in questa sede... un segno dei tempi? Doppiamo i non entusiasmanti Kataklism e giungiamo ad “Evisceration Plague” dei maestri Cannibal Corpse, che sanno essere distruttivi anche quando sono “lenti”. Nel bene e nel male vanno menzionati anche i Cradle Of Filth e la loro “Born In A Burial Gown”, testimonianza di come i britannici abbiano un riconoscibilissimo e innegabile marchio di fabbrica, che li si ami o li si odi. Restando ad Albione, qualcosa di davvero devastante sono gli Anaal Nathrak (che conto di recuperare al più presto), mentre con gli Skindred siamo all’inutilità più totale. Torniamo sul continente con gli In Extremo, che sinceramente ricordavo meno peggio; c’è da dire che la zona “vernacolare” appare coatta e arruffona, neanche fossimo dinanzi ai redivivi Die Toten Hosen (recuperate voi stessi i nomi se siete attratti dai nipoti illegittimi del kraut rock!). La chiusura della kermesse dei “big” è affidata ai veterani del retro rock The Answer e al loro mood settantiano (più americano che britannico, come era nello spirito originario di questo genere “di recupero”); poi, il raggio di sole si tramuta in raggio di luna (magari filtrato dalla nebbia) con il mastodontico ingresso dei My Dying Bride sulla loro ciclopica “Turn Loose The Swans”... roba da restare in silenziosa devozione, ed è quello che ho fatto. In conclusione, vale comunque la pena di citare i vincitori della Metal Battle: i classicisti danesi Savage Machine, gli energici libanesi Blaakyum, i tecnicissimi britannici Metaprism, gli incazzatissimi israeliani Walkways (leggermente reminiscenti dei System Of A Down) e i brutali canadesi Vesperia; sentiremo ancora parlare di loro? Ai posteri l’ardua sentenza...
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.wacken.com
:: AA.VV. - Live Video Contest 2009 - ( DVD - Comune di Imola - 2009)
Per far comprendere meglio la valenza dell’importante iniziativa promossa dal Comune di Imola ho preferito accludere il testo del comunicato stampa diffuso dal medesimo ente:

“Live Video Contest e\' una iniziativa del Progetto Giovani del Comune di Imola e dei suoi 3 centri giovanili: Centro per la comunicazione e l\'audiovisivo La Palazzina, Centro musicale Ca\' Vaina, Infogiovani. Il suo obiettivo e\' quello di promuovere la creativita\' giovanile in alcune delle principali forme di espressione artistica. In una prima fase e\' stato realizzato un concorso musicale a cui hanno partecipato diversi gruppi del Circondario imolese, mentre in un secondo momento sono stati prodotti due videoclip dei gruppi vincitori del concorso. Alla realizzazione hanno collaborato diversi giovani artisti occupandosi sia delle grafica sia dell\'ideazione e produzione dei videoclip.
Cio\' ha permesso ai ragazzi di apprendere dal fare sviluppando e migliorando le proprie abilita\' tecnico/artistiche.”

Se altri enti locali seguissero l’esempio del Comune di Imola la situazione dell’underground italiano sarebbe certamente migliore.
Emanuele Gentile

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http://infogiovani.comune.imola.bo.it/livevideocontest.html
http://www.myspace.com/willoftheforasaken
http://www.myspace.com/waxanatomicalmodels
:: AA.VV. - LVceria in fire compilation vol.I - (Lvceria Records – 2007)
La Lvceria Records è una piccola e giovane label foggiana il cui intento è quello di promuovere e sostenere band emergenti provenienti dal fitto e prolifico panorama underground italiano, e si presenta al pubblico proponendoci questa interessante compilation, scaricabile gratuitamente dalla pagina myspace dell’etichetta (http://www.myspace.com/lvceriarecords). Le tredici giovani band presenti su questo dischetto provengono da tutta la penisola e suonano metal estremo, pertanto su questa compilation non aspettatevi di trovare l’ennesima power band clone dei Rhapsody, bensì 75 minuti di genuina violenza sonora. Il livello qualitativo di tutti i brani, eccezion fatta “Sick by the society” degli alessandrini Svart Vold, purtroppo penalizzati da una registrazione oscena, si mantiene costantemente alto, dimostrando quanto la scena metal italiana sia valida e competitiva. Non potendo in sede di recensione analizzare una ad una tutte le canzoni presenti, mi soffermerò sui gruppi a mio parere più originali ed interessanti, che ritengo siano pronti per uscire dal ristretto panorama underground e conquistare un maggior riconoscimento all’interno della scena metal italiana e, perché no, anche continentale. Il primo gruppo da segnalare sono i trevigiani Brain Of Maggot, la cui “Praise Less” è una vera e propria mazzata di death metal tecnico e brutale, memore della lezione di grandi gruppi quali Vital Remains, Cannibal Corpse e Monstrosity. Le capacità tecniche di questi tre ragazzi sono notevoli, e la loro composizione risulta potente e ben strutturata.
Da Foggia provengono invece i Doomenicus, one man project dedito, come si può facilmente intuire dal monicker, ad un doom metal oscuro, cupo, ma anche impregnato di gradevoli richiami alla psichedelia anni ’70. Una curiosità relativa a questa band è il fatto di affrontare nei testi dei brani tematiche cristiane.
Il gruppo che forse spicca di più in quanto ad originalità tra tutti quelli presenti su questa compilation sono i veronesi Shining Fear, autori di un gothic metal con cantato femminile molto innovativo, caratterizzato da accelerazioni al limite del thrash e da partiture sinfoniche di tastiera e chitarra al limite del barocco. Gli Shinig Fear hanno il grande pregio di distinguersi da tutte quelle band che cercano di cavalcare l’attuale trend del metal al femminile limitandosi a scopiazzare Lacuna Coil ed Evanescence, e grazie alla loro proposta unica, mi auguro potranno presto ottenere il successo che si meritano.
L’ultima band da segnalare sono gli Heretical Soul, che suonano un black metal vecchio stampo, sullo stile di Darkthrone e Immortal, che non risulta all’ascolto affatto stantio, bensì fresco, vitale. Se a ciò s’aggiunge una produzione eccellente, con dei suoni gelidi e puliti, ebbene, possiamo affermare che gli Heretical Soul siano pronti per un vero debutto discografico.
Adesso tocca a voi, lettori di Raw&Wild, scaricatevi questa compilation, che ne vale davvero la pena.

Track list:
01 Final Thrash - This little thing
02 Svart Vold - Sick by the society
03 Brain Of Maggot - Praise less
04 Doomenicus - She haunts you
05 Embrace My Ruin - In a deep silence
06 Forbidden Grace - Darkness escape
07 Forty Drunks - The thin purple line
08 Grumo - Modena city grinders
09 Heretical Soul - Magnificent creatures of glory
10 Narcosynthesis - Flash of blood
11 Shining Fear - Crime of desire
12 Traitor - Decadence
13 Die Silently - Sacred Lady Of Sacrifice

Marco Cramarossa
:: AA.VV. - Lvceria in fire Vol.2 - (Lvceria records)
E’ finalmente disponibile per il download gratuito il secondo capitolo della compilation Lvceria In Fire, il cui lodevole scopo è dare visibilità a giovani band metal nazionali tuttora prive di un contratto discografico. Poiché, per ovvi motivi di spazio, non è possibile recensire ogni singolo brano di questa compilation, indicherò qui di seguito quali sono a mio parere i pezzi più interessanti. Si parte subito alla grande con i milanesi Necroshine, la cui “No Mercy Betrayer” è un ottimo esempio di black\\\\thrash alla Cradle Of Filth o Dimmu Borgir, con ritmiche incisive e ritornelli accattivanti, e soprattutto suoni veramente professionali. Una bellissima sorpresa si rivelano essere i mantovani Korigans, che, con “The Seven Seal” ci propongono una pregevole traccia di power sinfonico con cantato femminile alla Nightwish, il tutto costruito su una martellante e coinvolgente base di synth. I brindisini Headless invece si dedicano corpo ed anima ad un death metal tecnico e brutale, alla Monstrosity o Vital Remains, tanto per intendersi, e la loro “Blinded by Faith” una vera e propria mazzata sui denti. Ottimi! Altra song da segnalare è “Paintherapy” dei Near Death Experience, un notevole brano speed-thrash dalla struttura articolata, ricco di pregevoli assoli, che mi ha fatto tornare in mente le pregevoli suites dei MekongDelta, mastri del thrash metal più colto e raffinato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. L’ultima chicca della compilation è senza dubbio la traccia conclusiva, “Malleus Maleficarum”, dei baresi Deliria, e non credo di esagerare nel citare come pietra di paragone i Megadeth del periodo migliore. A quest punto, per poter ascoltare i gruppi sopraccitati e anche per gustarvi un assaggio di tutte le altre band non vi resta che cliccare sul link sottostante e scaricarvi “Lvceria In Fire” vol. 2. Supportate l’underground italiano!

Tracklist:
1) NECROSHINE – No Mercy Betrayer
2) KADAVAR – Abhorrences and Diseaes
3) RAYON – Fast Like a Bullett
4) DELIRIO OCCULTO – Echoes From Ancient World
5) DIVINA NEMESI – Choirs
6) KORIGANS – The Seventh Seal
7) CRIPPLE SPEW – Face to Face
8) HELLVATE – Scream My Name
9) HEADLESS – Blinded by Faith
10) ZDREUS – Brain’s Tapeworm
11) NEAR DEATH EXPERIENCE – Paintherapy
12) INNERVACUUM – Paradox
13) MALLEUS – My Sepulchral Rain
14) MISANTHROPIC DESIRE – Pandora’s Gift
15) DELIRIA – Malleus Maleficarium

Voto: n.g.

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http://www.myspace.com/lvceriarecords

Marco Cramarossa
:: AA.VV. - Metal Beta Volume 1 - (Autoprodotto - 2007)
La compilation che qui vi vado a descrivere fa riferimento a bands del sottobosco italiano; qui raccolte e scaricaribili gratuitamente dalla webzine metalbeta.it dedicata alla scena nostrana.
Partiamo subito: la prima band che vi vado ad illustrare sono i Bestial Carnage , autori di un death metal primordiale che ricorda a tratti i primissimi suffocation ( quelli di Human waste, tanto per intenderci) , dead infection, bolt-thrower…la canzone qui riportata è particolarmente interessante …sarei curioso si sentire altre cose di questa band che promette molto bene.
Il secondo gruppo sono invece i Kaos Engine ; band a me sconosciuta; anche loro dediti a un veloce thrash / death strutturato e potente qui presenti con la song “Big Dust” ; bello il refrain a metà pezzo che ricorda qualcosa di “Symbolic” dei Death . Il gruppo successivo sono i Trauma anche loro autori di un death metal vecchio stile che; il paragone che mi viene in mente qui sono i primissimi dark tranquillity/in flames.
I Bloody Slave ci propongono qui il pezzo “Lady Black”; la loro proposta è un incrocio tra un death metal melodico che può ricordare roba moderna tanto per intenderci con una voce growl in sottofondo accattivante e maligna; forse l’utilizzo della melodia e della doppia voce non è il massimo ; sicuramente l’accostamento piacerà a coloro che fruiscono giornalmente di gruppi melodici e comunque moderni.
Arriviamo poi ai Deadly Carnage con il pezzo “ I Commanded the Death’s Touch” ; band autrice di un black metal oscuro, grezzo e minimale sicuramente di impatto ed efficace. Forse il volume della batteria presente è troppo alto ; il la registrazione delle chitarre più alta avrebbe reso il pezzo in questione più gustoso.
La track n.6 invece è dei Revenant che qui si presentano con il pezzo Evil Mind; direi a primo acchinto un pezzo non facilmente catalogabile che ricorda qualcosa di stoner/doom con voce sporca e potente; roba cmq accostabile a tratti agli hellacopters .
La track n.7 vede invece la presenza dei Deliria con il pezzo “Blind” dove un riff tagliente e veloce la fa padrone; forse la voce non convince al massimo; forse l’utilizzo di una voce più sporca e grezza sarebbe stato meglio. Direi cmq una band che promette bene, preparatissima dal punto di vista tecnico.
Il pezzo successivo invece riguarda gli Entropia; band che ricorda a tratti qualcosa dei Nevermore di Warren Dale.L’ultimo pezzo del primo cd invece riguarda gli Antagonism anche loro autori di un death metal tradizionale con una voce strasporca e potente.
Il secondo cd invece si apre con gli Hands of Fire ; qui presenti con il pezzo “Swimming Through Corpses” ; la band dalla song in questione propone qualcosa che può essere accomunato ai Type O’ negative/ Paradise lost di ultima generazione. La band successiva ; ovvero gli Aexilium; propongono un brutal/death metal di scuola Anal Cunt/Mortician hyper incasinato ; dalla registrazione sembra che i nostri abbiano registrato in cantina , suono veramente cupo ed efficace per il sottoscritto.
La traccia numero tre è invece dei Catlog ; autori di un heavy metal tradizionale e ben strutturato ; per arrivare poi ai Tyrant , presenti qui con il pezzo Wild ; anche loro autori di un heavy metal vecchio stile in pieno stile Motorhead/faithful breath.
I Rocky Horror Fuckin’shit ci propongono invece un hard-rock cantato in italiano con tematiche socialmente impegnate . I Superfuckers e i Gorgeuos ci propongono un hard-rock classico e melodico .
I Crysalis ; ci propongono un heavy/doom ( soprattutto per le chitarre ) che ricorda qualcosa dei Mydying Bride /Black Sabbath .
La compilation si chiude con il pezzo “Nameless” degli Human Cluster ; che ricorda i Machine Head/Fear Factory/Pantera
Direi quindi se volete scoprire nuove band per conto vostro scaricatevi questa compilation e ascoltatevela tutta di un fiato; interessante iniziativa per promuovere e diffondere l’underground italiano.

Ermanno Mainardi
:: AA.VV. - Metal Demons: Two Years of Demos
Siamo al cospetto di una compilation, con varie band dell’underground già recensite con vari dischi.
Una buona vetrina questa, che mette in relazione il metal nostrano con la realtà del nostro paese. I talenti sono tanti e molte volte, godono di poca reputazione; fortunatamente ci sono le compilation che rilanciano le band, potendole ascoltare con i loro brani migliori. Vecchie conoscenze come i No Remorse o i Maledia, avendo avuto modo di ascoltarli dal vivo, abbiamo tastato con mano (forse sarebbe meglio dire con occhi!!!), la loro ottima attitudine a tenere il palco e a mostrare il loro repertorio. Una buona compilation con brani che si lasciano ascoltare; un esempio che li accomuna tutti è “Golden Flowers” dei Seven Dark Eyes che mette in vista la voglia di sperimentare e la voglia di suonare che accomuna tutti i musicisti della compilation.

Stefano De Vito

Contatti:
http://metaldemons.altervista.org
:: AA.VV. - Metalmania 2008 - (DVD – Metal Mania – 2009)
Probabilmente il più longevo festival metal d’Europa. Giunto alla sua 22° edizione il Metalmania Festival di Cracovia si dimostra più in forma che mai. E Questo DVD non è altro che la radiografia, che contiene quanto accaduto sul main stage della manifestazione. In puro ordine di partecipazione sul DVD si avvicendano le diverse band, ognuna con un numero di pezzi che varia tra i 2 e i 4. Oltre alla qualità perfetta delle immagini, ciò che meraviglia è la varietà dell’offerta. Ad aprire le danze sono gli Inside You con le loro sonorità molto “Anathema”, poi si passa ai fenomenali Primordial. Gli Immolation si confermano una macchina da guerra, mentre i Flotsam and Jetsam forse sono i più arrugginiti del lotto. Gli Artillery sono presenti con tre brani (l’intero concerto è disponibile nel DVD della band One Foot In The Grave, The Other One In The Trash), così come i Marduk (non proprio in ottima forma). Vader e Satyricon hanno fatto da preambolo a un terzetto niente male: Overkill, Dillinger Escape Plane e Megadeath. Gli Overkill, probabilmente la band metal più sottovalutata della storia, dal vivo hanno spaccato e continuano a farlo, poi pezzi come “Rotten to the Core”, “Bastart Nation” e “Fuck You” sono dei classici immortali. I DEP, che ho avuto modo di vedere dal vivo qualche anno fa al GOM, sono impressionanti dal vivo. La pazzia che li contraddistingue in studio, sul palco esplode a livelli impensabili. Dei grandi. Headliner della serata i Megadeath, stranamente sul DVD appaiono brani “inconsueti” (“Washington Is Next”, “Gears of War”, “A Tout Le Monde” e “Burn Ice”) e non i soliti cavalli di battaglia: evidentemente la band ha puntato tutto sui brani contenuti in United Abominations, album in promozione in quel periodo. A conclusione di tutto, nel DVD c’è la solita “paccottiglia” degli extras: interviste, foto e desktop.

Tracklist:

1. Inside You - Roam in Darkness
2. Inside You - Before the Abyss
3. Primordial - Heathen Tribes
4. Primordial - God to the Godless
5. Immolation - Hate’s Plague
6. Immolation - Passion Hill
7. Immolation - World Agony
8. Flotsam and Jetsam - The Master Sleeps
9. Flotsam and Jetsam - Fork Boy
10. Flotsam and Jetsam - Escape from Within
11. Artillery - Into the Universe
12. Artillery - Khomaniac
13. Artillery - Terror Squad
14. Marduk - Baptism by Fire
15. Marduk - Materialized in Stone
16. Marduk - Limbs of Worship
17. Vader - Sothis
18. Vader - Reign Forever World
19. Satyricon - Now, Diabolical
20. Satyricon - K.I.N.G.
21. Overkill - Necroshine
22. Overkill - Rotten to the Core
23. Overkill - Bastart Nation
24. Overkill - Fuck You
25. Dillinger Escape Plan - Panasonic Youth
26. Dillinger Escape Plan - Milk Lizard
27. Dillinger Escape Plan - Sunshine the Werewolf
28. Megadeth - Washington Is Next
29. Megadeth - Gears of War
30. Megadeth - A Tout Le Monde
31. Megadeth - Burn Ice

Voto: 7/10
g.f.cassatella

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www.metalmind.com.pl
:: AA.VV. - Metalmessage IV - (Metalmessage - 2007)
Metalmessage è una compiltation che raccoglie, nei suoi 72 minuti di durata, brani di pagan, folk e Viking metal. L’opera è stata messa su da Markus Eck MetalMessage della webzine Metalmessage. Il disco si presenta bene sin dalla stupenda copertina ad opera del francese Jean-Pascal Fournier.
Il rito pagano inizia con i norvegesi Gjenferdsel (www.myspace.com/gjenferdsel) che fondono sapientemente black metal e musica folk, il tutto eseguito a velocità non troppo elevate. I testi parlano, ovviamente, di mitologia norrena.
I Forefather (www.myspace.com/forefatherfyrd) hanno alle spalle ben quattro album Il genere proposto è un anglo-saxon metal, che alla fine assomiglia alle cose dei Bathory più epici (quelli di Hammerhart, per intenderci), ai Cruchan e ai Falkenback.
Gli estoni Tharaphita (www.myspace.com/tharaphita)sono i cantori dell’orgoglio antico. Il loro suono è sempre pulito e cristallino e non sconfina ma in ambiti eccessivamente estremi. Chiare sono le influenze di metal classico nel loro sound.
Originari di Bergen i Galar (www.myspace.com/galarmetal) propongono un sound che alterna potenti blasbeat a parti più lente, e voci puliti a quelle più aggressive. Il loro brano è vario e di piacevole ascolto.
Oakenshield (www.myspace.com/oakenshielduk) sono la one-man band di Ben Corkhill, il quale si occupa di suonare chitarre, basso drum machine oltre che cantare. Per questi inglesi i Bathory sono più che un’ispirazione (anche a livello di produzione), il loro brano mi ha affascinato proprio perché suona “datato”.
Gli Irminsul (www.myspace.com/irminsulgbg) sono un promettente gruppo svedese con due demo all’attivo e la song che propongono è tratta da uno di questi. Nonostante la registrazione amatoriale il gruppo si fa apprezzare.
Slechtvalk (www.myspace.com/slechtvalkofficialmyspace) di origine tedesco propongono epic\\black metal in bilico tra Dark Funeral, Dimmu Borgir e riffing alla Immortal.
I Folkearth (www.myspace.com/folkearth) sono una sorta di all star band formata da personaggi di svariate band è una side-progetto con membri provenienti da molte folk metal band in tutta Europa. Il loro suon ricorda band quali Cruchan, In Extremo e Falchenbak.
I belgi Theudho (www.myspace.com/theudho) autori di concept album che trae ispirazione da un manoscritto islandese del 13°. Dal punto di vista musicale la proposta è un blackmetal sinfonico con influenze folk
Gli Alkonost (www.myspace.com/alkonostrussia) sono uno dei più noti gruppi provenienti dalla Russia. Propongono una mistura di generi quali heavy, progressive, black e elementi folk. Questo gruppo potrebbe piacere anche a chi ha poca affinità con il folk metal, in particolare potrebbe essere gradito da chi ama gruppi come i Nightwish.
Torniamo in Germania con gli Slartibartfass (www.myspace.com/slartibartfassmusik)che meno di una anno fa hanno rilasciato il proprio esordio. Il loro brano è sicuramente uno dei più trascinanti della compilation, con l’inizio di cornamuse e un forte appeal melodico.
Gli Skyforger (www.myspace.com/skyforgerofficial) sono un folk metal band lettone e il loro pezzo è sicuramente uno dei migliori della compilation: canti medioevali, canti gregoriani e strumenti del passato si uniscono per creare un’atmosfera magica e senza tempo. Consigliati.
Probabilmente uno dei gruppi più noti di questa compilation son gli irlandesi Scirocco (www.myspace.com/siroccoband). Nei loro nove minuti a disposizione la band mette in mostra la propria capacità di creare pezzi semplici ma dal sapore epico, fondendo influenze celtiche con quelle thrash. Il pezzo è per lo più strumentale e solo di tanto in tanto interviene il cantato rigorosamente pulito. Quasi una versione celtica dei Metallica!
In conclusione, se siete amanti del folk\\pagan metal non potete non far vostro questo dischetto!

Voto: 8/10

g.f.cassatella

01. Gjenferdsel - Svik (3:48)
02. Forefather - Engla Tocyme (5:45)
03. Tharaphita - Lidsetel Sünkjatel Radadel (5:35)
04. Galar - Hugin Og Munin (4:51)
05. Oakenshield - Ginnungagap (5:23)
06. Irminsul - Vinterskald (4:06)
07. Slechtvalk - On The Eve Of Battle (7:27)
08. Folkearth - The Riding Of The Queen Boudiccea (4:35)
09. Theudho - The Journey To Lyngvi (3:47)
10. Alkonost - Darkness (8:35)
11. Slartibartfass - St. Cuthbert (5:29)
12. Skyforger - A Crested Bird Sings (4:16)
13. Sirocco - Forsaken Shores (8:56)

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:: AA.VV. - Might Is Right - Nordic Warchants II - (Det Germanske Folket – 2008)
Seconda edizione della compilation indotta dalla label tedesca Det Germanske Folket.
In essa sono presenti due cd più un dvd dell’edizione 2007 del rinomato festival del metal di matrice folk/viking/pagan, il Ragnarok.
Ma ora veniamo a noi… Nei due cd sono presenti più di trenta brani di varie band (provenienti soprattutto dal nord Europa) che vanno a formare un prodotto decisamente completo, in cui si riscontrano momenti di pura violenza, momenti rilassanti senza però mai tralasciare anche momenti decisamente tristi…
La qualità audio dei brani è sempre di alta fattura, quindi cari lettori state tranquilli che non si tratta di brani registrati con i piedi e mixati ancora peggio ma con molta professionalità.
Inoltre l’aggiunta del dvd, decisamente un buon prodotto ben curato che fa acquistare un punto in più nella mia votazione, è un altro buon motivo per recuperare questa compilation.
Davvero buona è stata la scelta delle band (molte delle quali per me si sono rivelate essere una più che piacevole sorpresa) che hanno preso parte a questa edizione.
Un prodotto qualitativamente alto e consigliato agli amanti del genere per poter avere un piccolo assaggio della musica di queste band.
Voto: 8/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

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:: AA.VV. - Mister Folk Compilation Vol. IV - (Autoprodotto - 2016)
Quarta raccolta di folk metal di band da tutto il mondo (perlopiù di underground): Canada, Italia, Lettonia, Spagna, Francia, Svezia, Polonia, Cina, Cile… quarta compilation, a confermare la passione e la divulgazione di questa sfumatura del mondo metal, tra tinte viking e/o folkloristiche. Tra le band italiane, ricordiamo gli Scuorn (con “Fra Ciel’ E Terr’), gli ODR (che con “Fuochi nelle Valli” festeggiano i 10 anni di attività), i Gotland (con “Traitor or Savior”), i materani Bloodshed Walhalla (con la cover dei Bathory “Dragon’s Breath”)… ma non posso non citare gli ottimi Skyforger (band proveniente dalla Lettonia), che con l’ottima “Ramava” aprono le danze di questa compilation molto variegata, ma con un solo fine in comune: il Folk Metal! Vi informo che la compilation è scaricabile (gratuitamente) dal sito (misterfolk.com/mister-folk-compilation-vol-4); se vi piacciono queste sonorità, non resterete delusi dalla variopinta schiera di band (ce ne sono ben 21) dalle differenti sonorità (e cultura!). Alcune tracce, sono impronunciabili (per il sottoscritto), ma vi assicuro che c’è tanta roba interessante e tante sfumature / atmosfere… con gli An Theos o con gli Storm Seeker la componente folk è più palese rispetto ai nostrani Scuorn o Gotland, più estremi… per giungere al folk delicato (con l’abbondante uso di flauti) e con la voce femminile degli Illdad… C’è davvero tanta roba! Tante band e tante influenze e venature. Supportate la scena Folk Metal internazionale; supportate il sito italiano Mister Folk – ripeto, potete scaricare questa compilation (e le altre tre precedenti) direttamente dal loro sito – affrettatevi!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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:: AA.VV. - Nella Mischia Vol. 1 - (Milosci Rec. - 2008)
21 tracce che ci fanno riscoprire un\'Italia sotterranea in grande fermento, un prodotto che segna la svolta nelle già ottime produzioni di questa piccola label che inizia a sentirsi più grande.
Partendo da una grafica accattivante ed una buona qualità sonora la compilation scorre via omogenea tra le varie band e i vari generi che la compongono.
Come per ogni AA.VV. ci sono brani che spiccano più di altri, ma nel complesso si denota un\'ottima ricerca e selezione delle band che fa meritare a questo prodotto un bel 7, sperando che sia d\'incoraggiamento per sempre nuovi e più alti traguardi.
BF

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Milosci Rec.
Antonio Racioppa
Via Spalato, 11
71100 Foggia
www.myspace.com/miloscirecords
miloscirecords@email.it
:: AA.VV. - Noise in stereo vol.1 - Chaos in musicae
Questa compilation prodotta dalla “Massacro records” inserisce: Undertakers, Five star luxury, Berlusconi Ss, Ze Monsta. Partendo dagli “Undertakers” è possibile ascoltare “It’s time to die”, “Bodies supermarket”, “The riot maker”, “Society vs society” dove la band anarco-grind, mostra la sua attitudine alla violenza, sia musicalmente che in sede di testi. I “Five star luxury” continuano a fomentare il sound malefico dell’approccio, con due pezzi: “Words of…” e “Sacrifice!”, dove il secondo rallenta la corsa alla brutalità più estrema solo per un momento…dopodiché si torna alla distruzione con i “Berlusconi ss” che si inseriscono con “American dream/nightmare of the world”, “Mass media”, “Fuck politricks”, “Servan of the leadershit”, “lie’s boogle” e “Everything comes to an end”e, si perde più tempo a dire i titoli,che non ad ascoltare i brani, ma il tempo basta ad assaporare la malvagità sprigionata dagli stessi. Con i “Ze monsta” e le loro “Fire generation” e “Formaldeide”, si completa in bello stile un’opera di ottima fattura, buona per chi cerca una panoramica sul grind italiano, con delle band di spicco, proselite a questo sound malvagio.

Ignis fatuus
:: AA.VV. - Obscene Extreme 2007 - (Obscene – 2007)
Ogni anno in Repubblica Ceca si tiene l’Obscene Extreme, un festival dove partecipano tantissime band della scena più estrema del metal, questa è la compilation che racchiude alcuni brani live e in studio delle band che hanno partecipato a questo festival nel 2007.
Troviamo raccolti in questo cd i brani delle band: Brutal Truth, Yacopsae, Eardelete, Rotten Sound, Inumate, General Surgery, Waco Jesus, Birdflesh, Extinction Of Mankind, Sublime Cadaveric Decomposition, Mucopus, Cliteater, Pigsty, Rompeprop, Digested Flesh, Human Error, Satans Revenge Of Mankind, Neuropathia, Firing Squad, 2 Minuta Dreka, Distorted Impalement, Cuttered Flesh, Afgrund, The Arson Project, Carnal Decay, D.E.O.A.G., Critical Madness, Psychotic Despair, G.O.R.E. .
Personalmente credo che questa compilation sia un ottimo mezzo per poter ascoltare e conoscere delle band non molto conosciute al grande pubblico.
Consigliato agli amanti del metal più estremo.

Voto: 8/10

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www.obscene.cz
:: AA.VV. - Offside - (Renilin – 2008)
“Il mio universo è delle stelle che nasceranno”. La frase di M.J. Elliot padroneggia sulla copertina interna di questa collana di DVD multimediali (giunta nel momento in cui scrivo al terzo episodio, Vol.2), edita dall\'indipendente Renelin con il nobile scopo di dare spazio a gruppi emergenti.
Il lavoro, ben prodotto e presentato con una veste grafica accattivante, rappresenta una vera e propria vetrina che concede a ciascuna band e artista uno spazio con varie sezioni contenenti un\'intervista, un video, testi delle canzoni, curiosità, biografia, foto ed altre info.
I musicisti presenti (italiani ed esteri) vengono presi per mano dal folletto Re Nilin, simpatica mascotte della label, che li accompagna quatto quatto tra i complessi ingranaggi della macchina musicale all\'interno di un\'interessante sistema che, oltre a recensioni ed interviste, prevede un circuito di concerti nei patrii confini ed all\'estero (N.d.r. Tutto questo senza chiedere nulla in cambio ai musicisti in questione).
I principali fruitori di un sì fatto prodotto, sono senza dubbio gli addetti ai lavori, del settore musicale: emittenti radio, giornalisti, talent scout e produttori audaci che possono utilizzare questa sorta di catalogo multimediale per individuare talenti in erba o artisti su cui valga la pena contare. Nessun altro? Sostanzialmente no, esclusi i parenti degli artisti presenti e pochi altri.
I contenuti dei DVD sono piuttosto eterogenei e toccano i più svariati generi, mantenendo sempre un livello qualitativo soddisfacente. Egregia iniziativa, meritevole di plauso.
Lista Artisti presenti:
Volune 0: “Antitesi”, “Valerio Carboni”, “Vincent”, “Abbas Alavi”, “Baged”, “The Wonkies”, “Ive”, “DV Band”, “Alibìa”, “Martaskai”

Volume 1: “Art In Hearts”, “Cherry”, “Day Auge”, “Encelado”, “Enzo Granella”, “Kierman”, “McMullan”, “Maripensa”, “Nexus”, “Seppem”, “The vickers”

Volume 2: “Squeeze.Theeze. Pleeze”, “This Harmony”, “B-Sharp”, “Colin Scallan”, “Tuono\'s Revolver”, “SuxNova”, “The Humble Jack”, “Tom G. Hamilton”, “Oxidiana”, “Stay Tuned”

R. Doronzo

Contacts:
www.myspace.com/renilin
:: AA.VV. - Out of The Dark - Out of The Dark
Lo sapete cosa ne penso delle compilation… Al 99% sono una perdita di tempo e l’unica ragione plausibile è il lato economico. L’ennesima compilation mi giunge dalla Nuclear Blast e si inserisce nelle celebrazioni per i ventanni di esistenza della nota indie tedesca. La mia scoperta è che non si tratta di una compilation come la si intende usualmente. Infatti, è un album scritto da Peter Wichers (ex-Soilwork) i cui brani sono intepretati dai cantanti di InFames, Hypocrisy, Wintersun, Scar Symmetry, Soilwork, Kataklysm, Death Angel, Sonic Syndicate, Mnemic e da John Bush (ex-Anthrax). Quindi, un’autentica sorpresa che rende questa compilation un prodotto discografico originale e in possesso di una sua logica esistenziale.

Emanuele Gentile
:: AA.VV. - Resident Evil II: Apocalypse “Soundtrack” - (Roadrunner records)
E’ una bella colonna sonora, un bel ritmo che, accompagna l’ignaro consumatore di film splatter, tra una divorata e l’altra di carne umana. “Resident Evil”, dalle console playstation passa per la seconda volta sul grande schermo, sempre con la ficona di turno, che risponde al nome di Milla Jovovich, nel ruolo dell’ammazzazombie di turno. Una bella colonna sonora, dicevo, claustrofobica quanto basta per far passare, al su citato ignaro divoratore di film splatter, nottate insonni e inappetenza continua per un po’ di giorni. Gruppi di fama e non, come Cradle of Filth, Rammstein, A Perfect Circle, Nightwish, Massive Attack, Deftones, Rob Zombie, Him e, udite udite, i Lacuna Coil, prestano la loro musica al film, venendo a costituire, così, un bel combo angosciante di brani belli oscuri, gotici, sulfurei ed atmosferici. Di metal c’è veramente poco o niente e nonostante il brano dei Cradle of Filth sia oggettivamente romantico, maledetto e decadentemente bello, non fa pensare che questi siano gli stessi autori di “Principle of Evil Made Flash” o “Dusk and her embrace”. Segnalo come molto bello e depressivo il brano dei Deftones “The Chauffeur”.
Bello.

MURNAU
:: AA.VV. - Rock S’Cool III - (SPV – 2008)
Non amo i videoclip e non amo le compilation. Per questo motivo, non sono la persona più adatta a recensire un DVD che contiene ben 24 video. Le band presenti su questo dischetto sono tutte della scuderia SPV e presentano sonorità che spaziano nel metallo a 666 gradi. Si va dai Withesnake di un sempre più giovane David Coverdale, ai Saxon (i più presenti con tre brani all’attivo). Il power non manca con vecchie glorie del calibro di Gamma Ray e Halloween, e star dell’attuale powerama (Kamelot e Iced Earth). Il metallo estremo è ben rappresentato da Sepultura, Kreator e Uleashed, mentre non dispiacciano Rollins Band e Hatesphere. Type 0 Negative e Moonspell (2 brani) rappresentano il lato più oscuro, mentre poco chiara in una videocompilation metal è la presenza di band quali Engel, Amplifier e Zebrahead. Così come per la varietà di generi, anche per le tecniche di regia c’è vasta scelta: video live, minifilm o sperimentazioni (quasi inguardabile il video degli Iced Earth). A difendere il tricolore ci sono i Raphsody che, fortunatamente, in questo caso presentano un video molto sobrio, a dispetto di quelli che sono i loro normali canoni.
Nella sezione bands è possibile accedere, cliccando sul nome del gruppo, agli album pubblicati sotto l’egida della Spv e ascoltare una trentina di secondi di ogni canzone presente nel disco.
Se siete fan sfegatati dei gruppi presenti nell’elenco qui sotto, oppure amate le videocompilation, fate un pensierino a questo DVD. Per tutti gli altri, il consiglio è di dirottare altrove i propri risparmi.
Voto: SV
g.f.cassatella

Tracklist
01. WHITESNAKE: Lay Down Your Love
02. TYPE O NEGATIVE: September Sun
03. ICED EARTH: Ten Thousand Strong
04. SAXON: I´ve Got To Rock (To Stay Alive)
05. HELLOWEEN: As Long As I Fall
06. KAMELOT: Rule The World
07. MOONSPELL: Scorpion Flower
08. SKINNY PUPPY: Haze
09. KREATOR: Phobia
10. GAMMA RAY: Into The Storm
11. HATESPHERE: Floating
12. ENGEL: Next Closed Door
13. SAXON: If I Was You
14. RHAPSODY: Magic Of The Wizard`s Dream
15. MOONSPELL: Luna
16. SEPULTURA: Ostia
17. AMPLIFIER: Neon
18. ENGEL: Casket Closing
19. ROLLINS BAND: Your Number Is One
20. SAXON: Lionheart
21. ZEBRAHEAD: Postcards From Hell
22. RIVERSIDE: Panic Room
23. SYMPHONY X: Serpent`s Kiss
24. UNLEASHED: Black Horizon


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www.spv.de
:: AA.VV. - Six day sonic madness - (SDSM)
Finalmente un prodotto vincente che traccia la strada per l’underground musicale italiano.
Questa è la compilation di uno degli eventi di maggiore importanza nazionale, che ha saputo dal 1998 ritagliarsi uno spazio importante. Questa compilation non è altro che una selezione delle band alternatesi sul sonic stage di Guardia Sanframondi, paese stile medioevale in provincia di Benevento.
Finalmente una finestra su quello che è il panorama underground italiano, per tutti i gusti.
In evidenza il primo brano un’inedito degli Estra, “The night has begun” gruppo ormai importante per la scena rock italiana con il suo leader “Estremo” (Giulio Casale), e poi la bonu track dei six minute war madness, con la traccia “Uomini cattivi non ho più l’età per lasciarvi vivi”, rende da sola la bontà della compilation e del festival da cui trae ispirazione, e dei celebri One Dimensional Man con il brano “No north”
Ma risulta evidente il crescere del movimento rock underground attraverso le tracce di questa compilation, ma la mia attenzione si è concentrata sul brano “1000 storie”, dei 109 mhz, un bel brano alternative rock originale con alcune linee Afterhouse, ma anche l’aggressività punk dei C9 con il brano “upset”. Una nota particolare spetta al gruppo “The miles apart”, con il brano “the prime mover”, che esprimono un punk energico e frizzante.
Questo è un bel prodotto musicale e soprattutto queste sono le manifestazioni che meritano uno spazio importante nei mass media nazionali.

A

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www.sdsm.it
www.srazz.com
:: AA.VV. - Sounds From Hell - (Lady Music Records - 2011)
Compilation scaricabile gratuitamente, fatta in collaborazione con le etichette Lady Music Records e Underground Webzine, una specie di concorso, da quello che mi pare di capire, che raggruppa una serie di ottime band metal e alternative passando dal moderno al classico.
Tutte nuove realtà del nostro underground, alcune a me già note come i Windfall, recensiti tempo fa, con il loro power melodico e il loro cavallo di battaglia “Life Change”. Ottimo l’impatto d’apertura della prima band della compilation, Gender 3000, con il brano “Logical Terror”, bellissimo connubio di nu metal e musica elettronica. Si arriva poi ai Wormhole, stupenda realtà del goth di casa nostra con la splendida “Storyteller”, brano dark molto d’impatto che potrebbe tranquillamente piacere anche ai fanatici del goth metal.
Bella anche la presenza di band che si destreggiano con la lingua italiana senza sfigurare. Forse nei frangenti più alternative la lingua italiana rende meglio, cosa che non reputo fattibile nel classic metal.
Peccato che tanta di questa gente è costretta a rintanarsi e a limitare la propria creatività in Italia, perché l’italiano medio è costretto ad ascoltare ciò che i nostri pessimi media gli propinano. Dico solo una cosa a queste band dal valore eccelso: se fossimo nati in Germania avremmo fatto un po’ tutti successo!
Comunque ottima compilation, che esalta la bellezza del nostro panorama rock, metal e alternative!
Voto: s.v.
Antonio Abate

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www.myspace.com/ladymusicrecords
:: AA.VV. - The Bridge - (Ghost Label Record - 2013)
Apprezzabile iniziativa dell’etichetta italo/britannica Ghost Label, che con questo “The Bridge” fa sua una tradizione mai troppo osannata: quello dei samplers, delle compilation con più gruppi. Se è vero che simili iniziative spesso peccano per l’eterogeneità dei generi presenti, i vantaggi sono sicuramente superiori agli svantaggi poiché ogni traccia consente di farsi un’idea ben definita della proposta musicale delle singole bands, in modo da permettere un ulteriore approfondimento all’ascoltatore attento. Attenzione, ho scritto “ascoltatore attento” non a caso, una razza probabilmente in via di estinzione che non ha YouTube come canale preferenziale di fruizione (se non “a posteriori”), che è solito ascoltare i dischi dall’inizio alla fine e magari comprarli anche, ogni tanto. Dicevamo di “The Bridge”… il titolo e la copertina sono ampiamente esplicativi: l’intento è quello di avvicinare i gruppi presenti (tutti appartenenti alla scena livornese) alla realtà dell’etichetta di riferimento, quella Swinging London che è l’altro capo del “ponte” così creato.
Dal punto di vista musicale, molte delle bands presenti meritano menzioni particolari, sia dal punto di vista dell’esecuzione che da quello della proposta musicale, mai appiattita su canoni predefiniti. Si inizia alla grande con i Black Old Garage e la loro “One Way Or Another”, dotata di un inizio classico in stile Nickelback che prelude a sfuriate tipiche dei System of a Down. Tocca poi ai Crystal Newton, emuli di un certo stile britannico in salsa Pulp, e ai D8 Dimension: chitarra nello stile dei gloriosi Prong, vocals a metà tra NIN e A Perfect Circle. I Giles Foster mi hanno ricordato molto lo stile sornione dei Crash Test Dummies, mentre su “Who Knows” Hati & Skoll propongono un particolarissimo metal spigoloso e declamatorio: ciò che avrebbe suonato Patty Smith, se fosse nata borchiata e qualche anno dopo… si prosegue con i Recycle, autori di un Nu Metal che segue i dettami del verbo korniano, e con gli Shed of Noiz, che rimescolano le carte a favore di psichedelia e grunge, sorretti in questo da chitarre fortemente effettate.
Tocca dunque ad uno dei picchi della compilation, The Running Chickens e la loro “Old Memories”: ottima sezione chitarristica per un tappeto musicale a metà tra le suggestioni novantiane di Mad Season e Mother Love Bone e le origini zeppeliniane. Sicuramente una realtà da tenere d’occhio. Si torna su coordinate estreme con li Unredeemed, autori di uno swedish metal tondo alla The Haunted, con arpeggio nel break. “L Verdaderos” dei Villasound è forse l’unico brano a discostarsi dall’universo del rock (nonché l’unico brano non cantato in inglese), essendo un rap/hip hop sullo stile di Metal Carter. Gli Zedded suonano alternative rock nello stile dei Quicksand, in forte contrasto con i successivi Soundforce e i loro tastieroni di matrice epic/classic. Chiusura affidata ai Never on the Knees, tra i migliori con la loro evocativa “Into The Mask” affidata ad una voce femminile. Pare che l’etichetta sia in procinto di presentare il disco con un release party acustico che coinvolgerà tutte le realtà presenti, quindi… stay tuned!
Voto: SV
Francesco Faniello

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www.ghostlabelrecord.com
:: AA.VV. - The Iron Force World War 2: Metal Compilation Vol. - (Iron force)
Questa compilation avvalora non solo la nostra band tricolore Voices of Deacy, ma anche altre band come: In Hevaen, Arise, 7SNS, Katharsis, Inumate, Nekropolis, Demonic Duth, Whorrd, Twilght Odissey, Potential Citizens, Shatterpoint, CrazieBabies, Dominon. Una buona compilation con tanti generi che girano attorno al metal.
Da ascoltare.

Stefano De Vito
:: AA.VV. - The Lords Of Salem - (Universal - 2013)
Ad accompagnare la sesta impresa di Rob Zombie nelle vesti da regista, dal titolo “Le streghe di Salem”, arriva la colonna sonora, composta per metà da brani di altri artisti come “The Spirit of Radio” dei Rush e “Venus in furs” dei Velvet Underground e per la restante metà da brani composti da John 5, con Rob Zombie dal 2006, e Griffin Boice.
Purtroppo non è stata concessa un’interessante evoluzione ai frammenti composti da John e Rob, motivo per cui questa colonna sonora non sa di niente e non è consigliabile nemmeno ai fan più sfegatati dello Zombie.
Voto: 5/10
Enrico Cazzola

Contact:
www.robzombie.com
:: AA.VV. - Thrashing the masses vol. 2 - (Last Entertainment Productions – 2007)
Compilation prodotta dalla Last Entertainment (casa produttrice svedese) contenente brani di alcune delle nuove e più promettenti band del metal underground svedese.
In questa compilation troviamo brani delle band:

Altair: band di stampo thrash con la particolarità nei loro brani di cori vocali.
Nella compilation troviamo due brani di questa band.

Goatsodomizer: in questa compilation troviamo due brani di questa band.

Machinery: band attiva dal 2001, il sound da loro proposto è thrash/death e hanno all’attivo quattro demo e il full-leight “Degeneration” uscito nel 2006.
Nella compilation troviamo due brani di questa band.

Subcyde: band thrash metal con all’attivo un demo e il full-leight omonimo del 2007.
Nella compilation troviamo due brani di questa band.

Searing I: band formatasi nel 1999 dedita ad un sound thrash/death metal con all’attivo due demo e il full leight “Bloodshred” del 2005.
Nella compilation troviamo due brani di questa band più il video del brano “Empty Threats” già in formato audio nella compilation.

Flagellation: band death metal formatasi nel 1997 con all’attivo un demo e l’EP “Incinerate Disintegrate” del 2007.
Per questa band a differenza delle altre ascoltiamo solo un brano nella compilation.

F.K.U.: due brani per loro, più il video di “Die Toten Core” (già presente per la lista audio della compilation).

Nel complesso credo che questa compilation sia un buon modo per conoscere nuove band e per avvicinarsi alla scena underground svedese!

Curiosità: in questo “Thrashing The Masses vol. 2” sono presenti alcuni brani rari e inediti di queste band sopra elencate.

Pax (Antonluigi Pecchia)
:: AA.VV. - UnderWorld Collection Chapter I: Collision - (Gatti Promotion - 2012)
A parte che il titolo altisonante mi ha ricordato una celebre video-recensione da parte di Richard Benson di un altrettanto celebre disco di Steve Vai (chi se la ricorda starà già ridendo…), questa UnderWorld Collection altro non è che una compilation di shredders italiani (in gran parte chitarristi, con qualche eccezione al basso) curata dal virtuoso toscano Gabriele Bellini (GB Band, Pulse-r), e lanciata a suo tempo anche da un release party in quel di Pistoia. Se ve lo state chiedendo, è imminente l’uscita del secondo capitolo, denominato “Invasion” e dedicato alle band più che ai progetti solisti, di cui “Collision” è chiara espressione. Veniamo tuttavia al presente lavoro… inizio col dire di non essere aprioristicamente contrario ai lavori strumentali con focus sulla tecnica chitarristica: ne sono testimonianza alcune mie recenti recensioni, sebbene questa frangia non si collochi esattamente tra i miei ascolti abituali. Quello che mi sfugge, nonostante tutto, è il senso di una compilation “di genere”: la maggior parte dei musicisti qui coinvolti suonano bene, quello sì, ma sono anche ben coscienti di rivolgersi ad un pubblico davvero ristretto, qual è quello rappresentato dai miei sparuti amici talmente in fissa per Greg Howe da annoverarlo anche tra gli ascolti abituali da autoradio. E qui affiora il motivo, oltre alla natura stessa della raccolta, per cui scelgo di sospendere il giudizio su “UnderWorld Collection Chapter I: Collision”: egregio livello tecnico a livello generale, con però poche eccezioni in grado di emergere tirando fuori un’idea che sia una. Magari non è questo l’obiettivo di uno shredder che per di più è qui in “libera” uscita dalla band madre, ma non posso fare a meno di sottolineare questo punto. A margine, devo dire che la maggior parte degli artisti coinvolti appartengono a formazioni metal, e ciò non può che confermare il sempre ottimo stato di salute del genere, almeno dal punto di vista prettamente tecnico.
Tra gli episodi degni di menzione, troviamo in apertura di danze i Syntesis Of Synapse, progetto creato ad hoc dallo stesso Bellini che qui insegue il Vai più ascetico sin dalle prime note, infarcendo allo stesso tempo il tutto con una ritmica tanto essenziale quanto eccessivamente modernista. Poi, è la volta dei frippiani Bug, la cui “Digital Violence” beneficia di una coda con forsennate rullate di batteria. Si passa poi alle “strane” atmosfere create da Maximilian Gallorini, sempre rigorosamente circoscritte nell’ambito della sperimentazione metal. E a proposito di heavy, gli episodi più ortodossi in questo senso sono sicuramente “The Sacrifice Death” di Mirko Capitani e “Desperation” di Pasquale Bianco, con una buona dose di neoclassico/power nella miscela. Va anche sottolineato come l’intento descrittivo la faccia da padrone nei contributi presenti, ed ecco dunque il feeling latino di “Ceuta”, in cui Andrea Campani ci trasporta nell’enclave spagnola in Nord Africa, che qui ha più il volto di un futuro descritto da “Nirvana” piuttosto che di un passato incastonato in una millenaria tradizione. Ancora, menzione particolare va ai bassisti coinvolti nel progetto: Mirko “Bassbreaker” Serra con le atmosfere vellutate e digitali di “Dade” e Lorenzo Sguanci, la cui stramba miscela mescola in “Spritze” suggestioni sabbathiane con influenze più acide. Cos’altro dirvi? Sulla pagina YouTube ufficiale del progetto trovate i videoclip delle tracce qui incluse, per cui se siete curiosi, o se la vostra autoradio è settata sui figlioletti di Mike Varney, accomodatevi pure…
Voto: SV
Francesco Faniello

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www.youtube.com/quarockunderworld
:: AA.VV. - VD Records Present Volume 2 - (VD Records – 2009)
Non c’è cosa per me più complicata di recensire una compilation. Non le amo particolarmente anche perchè è impossibile esprimere un giudizio omogeneo su un’opera che per propria natura è disomogenea. Certo, la maggior parte di questi album hanno un filo conduttore (per lo più rappresentato da un genere ben preciso) ma, quanto ho ascoltato per la prima volta questo secondo volume edito dalla VD Records, le difficoltà di cui sopra sono apparse in tutto il loro “splendore”. Trovare un fil rouge che collega le band (19) è quasi impossibile, almeno a livello di genere. Mi viene da pensare che l’album rappresenti più che altro una vetrina per delle band presenti su myspace (la stesso disco contiene una nota che rimanda l’ascoltatore a quel social network qualora un brano sia piaciuto). Questa eccessiva disomogeneità stilistica alla fine penalizza sin troppo l’ascolto, per questo motivo preferisco citarvi in ordine sparso i gruppi che mi hanno colpito maggiormente. Il primo nome che cito, per mero nazionalismo, è quello dei G.L.A.S., band storica del circuito underground. Il suono si rifà apertamente a quanto in voga negli anni ottanta, soprattutto nel continente americano. La canzone (“Nothing Left To Say”) è accattivante e lascia ben sperare su quanto sarà contenuto sul full lenght di prossima pubblicazione. Un’altra band che mi ha convinto risponde al nome di Medulla Oblongata. Tempi sincopati (non so perché mi hanno riportato alla mente i Magma), tra Primus, funk e progressive. Altra prova convincente è quella dei Vinyl, una buona rock song la loro. Il resto mi convince poco. Comunque a fine recensione trovate l’elenco dei nomi dei partecipanti, magari qualcosa di interessante la trovate anche voi. Il passo successivo è quello di contattare il gruppo supportando così l’underground.

Track List:

1. Breaking Point (Alex Mc Ginnis)
2. Hades (Mournblade)
3. Last Chance (Robo)
4. Snaggage (Medulla Oblongata)
5. Something So Wrong (Silence Syndicate)
6. Old And Wise (Anderson And The Would Be Thieves)
7. (Beware) The Gnomes (The Last Barbarians)
8. Nothing Left To Say (G.L.A.S.)
9. Godspeed (Chaotic Theory)
10. You Should Have Known (Gilgamesh)
11. Everyday In Your Life (Playful Act)
12. Hated By Others (Wicked waltz)
13. In Time My Life Will End (Alex Mc Ginnis)
14. Famous Third Brigade (Army Of Occupation)
15. Forecast For Friday (The Armchair Chronicles)
16. You\'re Only Killing The Ones You Love (Beneath Still Water)
17. Burn (Deleted By The Artist)
18. God Crlesl World Diesl (Grim Force)
19. Things We Don\'t Talk About (Vinyl)

Voto: S.V.
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/vdrecords
:: AA.VV. - Wild Sound From The Past Dimension - (Godown Rec. - 2007)
Non amo particolarmente le compilation, il più delle volte sono delle accozzaglie di canzoni prodotte solo con fini speculativi. Certo ci sono le eccezioni, e Wild Sond From The Past Dimension è una di queste. Nata dalle volontà congiunte della Godown Records e dell’associazione Circolo Fantasma, per rendere tributo al rock ‘n’ roll degli anni 60-70, vede coinvolte alcune delle più belle realtà della scena rock nazionale e internazionale. I brani sono stati reinterpretati se non stravolti dalle band coinvolte. Accanto a canzoni celebri, o comunque di autori celebri (Pink Floyd, Bowie, Presley, Beatles, Iggy and the Stooges, The Kinks, The 13th Floor Elevators, Hendrix e Motorhead), troviamo alcune gemme dimenticate della scena beat e garage (Nocturnes, The Continentals, The Sorrow e The Monks). Non mancano i tributi ai personaggi che, se anche non propriamente rock, hanno influenzato con la propria opera generazioni di cocker (Joni Mitchel e Otis Reading). The Real Kids e i The Cramps vengono omaggiati in quanto capostipiti del movimento punk. Tra i gruppi chiamati ad interpretare questi pezzi sacri ci sono, tra gli altri, gli italiani The Valentines, Losfuocos e The Small Jackets (in totale sono 22 i gruppi italiani), mentre da oltre confine sono intervenuti White Flag (USA), Les Playboys (Fr) e Gorilla (UK). Rimarchevole è il lavoro fatto per il booklet, che contiene in ogni pagina una breve biografia del gruppo autore della cover e delle note informative sul brano originale. Grande compilation questa, dal notevole valore culturale e, come direbbe il presidente Lotto, didascalico.

Voto: 8/10

g.f.cassatella

1. The Faraons - Baha-Ree-Ba! (Nocturnes)
2. Enri - Black Cat (Brian Auger)
3. Les Playboys - Universal Vagrant
4. The Intellectuals - Complication (The Monks)
5. Ray Daytona - Sick And Tired (The Continentals)
6. The Cavemen - I Need You (The Kinks)
7. Les Bondage - Suffragette City (David Bowie)
8. The Rippers - Let Me In (The Sorrows)
9. Not Moving - Kissin\' Cousin (Elvis Presley)
10. Dome La Muerte & Not Right - Lucifer Sam (Pink Floyd)
11. Pater Nembrot - Reverberation (The 13th Floor Elevators)
12. Gorilla - Limb From Limb (The Motorhead)
13. Electric 69 - Search & Destroy (Iggy & The Stooges)
14. Losfuocos - Sister Annie (MC5)
15. The Small Jackets - Tin Soldier (The Small Faces)
16. The Victorians - Stone Free (Jimi Hendrix)
17. The Chronics - All Kinda Girls (The Real Kids)
18. The Valentines - Can Your Pussy Do The Dog? (The Cramps)
19. White Flag - Both Sides Now (Joni Mitchell)
20. Sator - Touch Too Much (The Arrows)
21. The Temponauts - That\'s How Strong My Love Is (Otis Reding)
22. Sgt. Peppe - Love You To (The Beatles)

Contact
www.godownrecords.com
www.myspace/godownrecords
www.mysapce/circolofantasma
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