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Reviews - A Perfect Day
:: A Perfect Day - A Perfect Day - (Frontiers Records - 2012)
Ero impegnato a vedere le novità della Frontiers, etichetta italiana dedicata prettamente al melodico (chi mi conosce sa benissimo della mia passione per il genere), quando a un tratto mi passa lo spezzone di un video dove vedo volti a me molto conosciuti; dapprima riconosco la voce e poi i vari componenti!
Blocco il video, vado immediatamente sul sito della Frontiers e mi catapulto subito sul canale ufficiale di YouTube dell’etichetta per trovare il videoclip; la band in questione si chiama A Perfect Day e la canzone si intitola “Silent Cry”; in pratica gli APD sono niente di meno che sua maestà Roberto Tiranti alla voce e basso, Andrea Cantarelli alle chitarre e Alessandro Bissa alla batteria; un super power trio che si getta sul mercato con questo nuovo e affascinante gruppo, nato da un’idea di Cantarelli.
Per l’occasione i signori tre Labyrinth si lanciano in un ammaliante disco composto di 10 brani di sano post-grunge; ecco, chi come me si è semplicemente innamorato di gruppi come Alter Bridge e Nickelback avrà di certo pane per propri denti.
Devo essere sincero, molti sanno quanto io ami Roberto Tiranti e i Labyrinth, ma il primo impatto con il disco e con la traccia di apertura “Another Perfect Day” mi aveva spiazzato in quanto il brano non mi aveva più di tanto coinvolto, anche se chiaramente ti trovi di fronte a un brano suonato da dio, come solo tre come loro potevano fare. Nella seconda traccia “Now And Forever” emerge una somiglianza stilistica (in versione meno metal) con alcuni album dei Labyrinth come “Freeman” e “6 Days To Nowhere”, il che non mi meraviglia perché si tratta dell’epoca in cui Thorsen era momentaneamente assente dalla band madre. Ma magicamente basta arrivare alla terza traccia e lì il mio senso uditivo si attizza e si sofferma per ascoltare in pieno l’eleganza del progetto, una super semiballad intitolata “Long Road To Ruin” che fa subito decollare questo disco; tutto perfetto, in primis la voce di Tiranti che fa rizzare il pelo e l’arrangiamento di Cantarelli (da me sempre preferito come solista a Thorsen) che non fa rimpiangere chi come me ha ascoltato cento e più volte “Open Your Eyes” degli Alter Bridge. Da qui in avanti il cd vola sempre più alto, dimenticando la piccola parentesi filo Labyrinth, ed ecco arrivare tutto quello che chi ascolta questo tipo di filone si aspetta: riff duri contornati da tanta melodia e soli di chitarra virtuosi, basta ascoltare “Alone And Free”; un susseguirsi di semiballad, come “Silent Cry” e “Under The Same Sun”.
Tirando le somme ci troviamo di fronte a un progetto davvero superlativo, dove questo terzetto dà il meglio di sé senza snaturare le proprie radici, pur cimentandosi in un genere lontano da quello a cui siamo abituati ad associare i musicisti che lo compongono; basti ascoltare gli assoli di Cantarelli, riconoscibili per il fraseggio veloce ma sempre legato a un fantastico senso melodico, che si vanno a sposare perfettamente con i riff più “nu” che caratterizzano questo genere.
La sezione ritmica è perfetta, con un Bissa sempre impeccabile, questa volta caratterizzato da un drumming più semplice ma preciso e potente.
Non era una novità che Tiranti sapesse suonare bene il basso: questo disco ne è la conferma, e come al solito sarebbe scontato soffermarsi nel ripetere e sottolineare chi è, come cantante. Mai come ora l’ho visto così a proprio agio, non che in altre occasioni lo abbia trovato scomodo anzi… ma nel cantato più melodico grazie al suo timbro caldo rende tutto così bello e passionale!
Assolutamente da mettere sotto l’albero!!!
Voto: 10/10
Antonio Abate

Contact:
www.facebook.com/APDBand
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