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TRADATE IRON FEST 2005
Ed eccoci arrivati alla terza edizione della manifestazione varesina Tradate
Iron Fest 2005. Quest�anno gli organizzatori hanno fatto le cose veramente
in grande, dividendo il festival in tre giorni, dando quindi l�opportunit�
di offrire al pubblico accorso un panorama dei migliori gruppi della scena
mondiale e locale, privilegiando ogni sfaccettatura del nostro genere
musicale. Infatti, coloro che erano presenti sabato 6 giugno, hanno potuto
assistere alla stupenda esibizione dei Battle Ram, granitico gruppo dedito
ad un epic metal di scuola ottantina; nella loro musica si possono sentire
rimandi a gruppi storici della scena americana epic/power tipo Cirith
Ungol, Omen, Manilla Road. La loro presenza sul palco � degna di nota
ed � capace di coinvolgere i presenti. Sicuramente la band italiana avrebbe
meritato maggior tempo a disposizione, comunque, per loro un voto totalmente
positivo. Il gruppo che segue sono i mitici Vicious Rumors, la loro esibizione
non lascia tregua: riff potenti e veloci, lasciano spazio a song pi� cadenzate
che abbracciano pezzi dell�esordio �Soldiers Of The Night�, e pezzi del
loro (da molti considerato capolavoro) �Digital Dictator�. I tedeschi
Brainstorm rappresenterebbero una �fresca� novit�: per loro uno show dignitoso
a base di un massiccio metal intenso e ben interpretato. Siamo ormai a
pomeriggio inoltrato quando � il momento degli americani Riot. La loro
presenza sul palco � delle migliori, il loro repertorio lascia spazio
per pezzi di nuova produzione, eseguendo i classici immortali. Arrivano
poi i Sentenced, gruppo che non ho seguito, in quanto non ho pi� apprezzato
la loro evoluzione musicale dopo il loro esordio �Shadows Of The Past�.
I Rage hanno sicuramente un buon seguito qui in Italia ed il trio capitanato
dall�ormai �pelato� Peavy non si risparmia nel dimostrare tutta la sua
gratitudine offrendo una prestazione di alto livello. Come sempre grande
il lavoro dietro le pelli per Mike Terrana, altrettanto valido il set
di brani proposti orientato maggiormente verso i classici del passato.
Ed un tuffo nel passato ci viene anche proposto dal leader dei Savatage
Jon Oliva, che con il suo nuovo side-project , appunto Jon Oliva�s Pain,
ci delizia per gran parte della performance con il repertorio della band
madre. Con la voce non ci siamo ancora, ma alla fine la grande professionalit�
e la passione restano inalterate. Arriva il turno degli immortali Saxon
di Biff Byford & Co. La band � in forma smagliante e vengono proposti
brani come �Eagle Has Landed�, �Denim & Leather� etc.. I pezzi, eseguiti
alla perfezione, sono capaci di coinvolgere alla grandissima i presenti
(ancora fin troppo pochi, ahim�..) che si lascia andare ad un headbanging
scatenato. Finalmente questa giornata devastante finisce, e tutti ormai
stanchi e stremati, tornano a casa a riposarsi dopo una giornata di delirio
per ricaricarsi ad un altro giorno all�insegna del metal pi� intransigente.
La giornata di domenica 7 giugno invece, apre le danze con la band (milanese?)
degli Arch Enemy (non quelli di Mike Amott) band dedita ad un death metal
svedese di nuova scuola, con sonorit� alla In Flames e finalmente c��
il primo gruppo degno di nota: i mitici Exciter. Il gruppo di John Ricci
� in forma stupenda nonostante la voce di Belanger che non mi � mai piaciuta.
Trovano spazio i classici �Heavy Metal Maniac�, �Iron Dogs�, �Violence
And Force�, �Swords Of Darkness� e song pi� recenti come �Reign Of Terror�
tratta da Kill After Kill, �Agressor� da Dark Command, e �Ritual death�
sempre dallo stupendo Dark Command che ha segnato il loro ritorno sulle
scene. La loro prestazione � sicuramente d�impatto e trova il favore del
pubblico. Dopo gli Exciter � il turno di un altro gruppo canadese di assoluto
valore: gli Anvil. Autori di un sacco di dischi, gli Anvil capitanati
dal leader carismatico Lips riescono a creare uno show favoloso e dilagante.
Anche qui i classici immortali, la fanno da padrone. Si apre subito con
�March Of The Scrabs� pezzo, contenuto in Metal On Metal. Seguono poi
pezzi come �Forged in Fire� , �Winged Assassins�, per poi chiudere con
il brano forse pi� famoso, �Metal On Metal�. Sotto il sole ormai cocente,
sale sul palco Tom Angelripper , ovvero Onkel Tom. E qui subito � festa
alcolica totale, il frontman dei Sodom, qui con la sua side-project band,
ormai giunta al quarto disco � capace di sfornare inni tedeschi inneggianti
alla birra. Sul palco si avvicenda gente del pubblico, proprio come un
concerto dei Tankard (un salutoa Ricky ed Alicia!!). Subito dopo, non
c�� neanche tempo di tirare il fiato, che arrivano i thrashers Destruction.
Che dire del gruppo tedesco?? Sicuramente la loro prestazione � potente
ed entusiasma il pubblico presente, per� ribadisco che i nuovi Destruction
a me non piacciono proprio. Trovo la loro produzione odierna troppo improntata
a suoni compressi di produzione svedese. Comunque anche qui il loro show
� capace di amalgamare le storiche songs, come �Mad Butcher�, �Bestial
Invasion�, �Course The Gods�, insieme alle pi� recenti �Thrash till�Death�
oppure �Nailed to the Cross�. Sono ormai le 19.00 del pomeriggio, ed arrivano
i Dissection . Ammetto di non aver seguito con attenzione la loro performance
musicale, ma devo dire comunque che mi � sembrata veramente buona. Finalmente
� il turno del gruppo che aspettavo forse di pi� per questo Tradate Iron
Fest , ovvero i grandiosi Candlemass, qui in formazione originale con
Messiah Marcolin, e le tenebre calano in una serata col vento ed il sole
che tramonta, lui che promette Let the end begin. Subito dalla prima song,
i Candlemass fanno capire a cosa l�ascoltatore andr� incontro: Doom Metal
all�ennesima potenza. Anche qui pezzi del famigerato �Epicus Doomicus
Metallicus� vengono suonati alla perfezione con la voce di Messiah che
inneggia malsana e piena di carisma. Passando attraverso �Nightfall� e
�Ancient Dreams�, trovano spazio pezzi del nuovissimo album omonimo del
gruppo (che purtroppo non ho ancora avuto modo di ascoltare), che sembrano
particolarmente adatte a reggere il confronto con gli strorici cavalli
di battaglia. Sotto una pioggia scrosciante, la gente comincia ad abbandonare
il luogo�ma ecco entrare sul palco l�inossidabile Ronnie James Dio. Per
i pochi rimasti, � un piacere assistere al concerto sotto una pioggia
devastante: il pubblico viene travolto dai classici �Holy Diver�, �Rainbow
in the Dark�, ma anche da una splendida �Heaven And Hell� dei Black Sabbath,
senza contare �Long Live Rock�N�Roll� della produzione vecchissima della
sua primissima e memorabile band, i Rainbow per l�appunto.
Esausti dalla kermesse musicale durata ben 4 giorni vissuti intensamente
all�insegna del metal, andiamo a casa stanchi seppur soddisfatti. Sicuramente
l�organizzazione della manifestazione ha fatto le cose alla grande, infatti
non sono mancati stand musicali, stand per il ristoro e altre cose. Speriamo
di assistere alla quarta edizione di questo Tradate in sempre pi� persone,
in quanto forse l�unica nota negativa � stata la scarsa affluenza di pubblico,
rispetto alle aspettative.
Ermanno & Glen
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