:: TANKARD + HATEWORK
+ IRREVERENCE (15-05-2004 BRUNCH – PORTO D’ASCOLI)

Esaltante
serata al Brunch di Porto d’Ascoli a base di buon “thrash old school” che
ha visto come protagonisti i tedeschi Tankard alla loro terza “calata” nella
nostra penisola, una volta tanto con una delle tre date programmate per
questo mini tour, spostata un poco più a sud, favorendo così coloro che
per questioni logistiche, non possono permettersi trasferte a volte improponibili.
In compagnia della storica combriccola birraiola, troviamo due delle più
valide ed emergenti compagini italiane del movimento thrash tricolore, in
questi anni in netta crescita: gli Hatework e gli Irreverence.
I primi a salire sul piccolo palco del Brunch sono proprio i milanesi Irreverence,
band di lunga esperienza underground che punta molto sull’impatto sonoro
deciso ed immediato. Nonostante il suono un po’ impastato delle chitarre,
hanno offerto una prova grintosa ed il pubblico, che lentamente perveniva,
ha saputo ben accettare lo spirito di questi quattro

ragazzi,
davvero volenterosi. Un set, il loro, che ha alternato pezzi propri, dalla
matrice ovviamente thrash vecchia maniera ma altrettanto personali e ricercati,
e cover (come sempre in queste occasioni le più acclamate…) arcinote di
Death, Sodom o Kreator, bands a cui ogni buon tharshers ne deve essere devoto.
Vocalist sempre pronto ad incitare il pubblico e ottima anche la prova di
un batterista, preciso e veloce.
Degli Hatework ne avevo sentito parlare un gran bene, una band in orbita
dal ’96 e con due full length all’attivo, l’ultimo dei quali porta il simbolico
titolo di “Thrash’n’Roll”. Ed infatti con loro si passa ad un thrash alquanto
essenziale, molto ma molto grezzo e viscerale che si muove su coordinate
marcatamente rock’n’roll. Anche loro come gli Irreverence, hanno suonato
pezzi di produzione propria e cover su cui ho potuto “gustare” “Black Metal”
dei Venom e “Too Drunk To Fuck” dei Dead Kennedys. A dire il vero l’audience
fin lì presente, non si è mostrata molto calorosa nei loro confronti, forse
complice una prestazione un tantino sotto tono del trio, che comunque a
giudizio di chi scrive, hanno ben impressionato.

E’
l’ora quindi dei Tankard e qui, signori, sfido chiunque a dire che i quattro
incalliti thrashers di Francoforte non abbiano energia da vendere. Le tante
bottiglie di birra disseminate quasi ad ogni angolo del palco, le smorfie
comiche di Frank (basso) e Olaf (batteria) ed il pancione mostrato con orgoglio
da Gerre, fanno solo da contorno ad un setlist spaccaossa preparato per
il pubblico di Porto D’Ascoli. Oltre un’ora di devastante thrash dove è
stato ripercorso in lungo e in largo i vari hits del vecchio e del nuovo
repertorio. Inizio affidato a “Need Money For Beer”, ovvero uno degli highlights
del precedente B-Day; a seguire, due super classici della vecchia guardia,
ossia due brani che non hanno bisogno di essere commentate oltremodo: “The
Morning After” e “Zombie Attack”, tributate a gran voce dai presenti. Spazio
quindi a due delle songs più rappresentative dell’ultimo avvincente “Beast
Of Bourbon”; “Sleeping From Reality” e “Die With A Beer In Your Hand”, inframmezzate
da “Space Beer”, “New Liver Please” e “Maniac Forces”.

Parte
centrale con “Alcohol”, “Don’t Panic”, la più cadenzata “Rectifer” e “Beyond
The Pubyard”, con Gerre che sceso dal palco, comincia a scorazzare per tutta
la sala cantando a squarciagola fino ad arrivare in prima fila aggrappandosi
alle transenne in un forsennato headbanging tra il sottoscritto ed il fido
compare di ‘zine. Siamo verso l’epilogo ed altri due cavalli di battaglia
come “Freibier” e “Chemical Invasion” non ci vengono certo risparmiati,
ed allora un attimo per riprendere fiato e via col bis affidato ad “Alien”
e “Empty Tankard”, giusto finale “festaiolo” acclamato da tutti.
Fine di un concerto dove si è visto davvero una band in gran forma e campione
di onestà e semplicità con i propri fans…anche nel “party” che ne è seguito
a base di birra e vino (offerto gentilmente dal sottoscritto) con Gerre
mattatore della serata…
R
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