:: SAXON - 11 Novembre
2004 Auditorium Flog - Firenze
Autori
del tanto atteso Lionheart, ottimo album che a mio parere verr� ricordato
non solo per le sue indiscusse qualit�, ma anche per i duri e ruvidi suoni
quasi inusuali per la loro tradizione, ecco nuovamente calpestare il suolo
italiano i Saxon, ovvero da molti anni degli affezionati "clienti" della
nostra penisola. A introduzione di ci�, possiamo comunque affermare ancora
una volta, come solo le grandi band possano offrire la garanzia di uno show
di alto livello, dove grande musica, intrattenimento e divertimento diventino
come non mai fattori fondamentali per la riuscita dello spettacolo e chiaramente
Biff e soci entrano di diritto in questa categoria.
L'atmosfera festosa la si avverte gi� molto prima dell'apertura dei cancelli,
che aprono puntuali e senza eccessiva ressa. L'Auditorium Flog si presenta
non grandissimo nelle dimensioni, ma evidentemente, sufficientemente adatto
a contenere bene il proficuo numero di persone giunte per assistere all'evento,
e nonostante un palco di ridotte dimensioni, come vedremo i Saxon sapranno
muoversi con perfetta disinvoltura, d'altronde parliamo di "leggende" che
si sanno adattare ad ogni situazione. Ad aprire la serata ci sono i Chinchilla,
combo tedesco di cui oltre al curioso moniker, poco o nulla fanno per destare
l'attenzione necessaria sul pubblico; una band che sinceramente ha offerto
ben poco sul piano dell'originalit�. Oltre a qualche iniziale problema tecnico,
la band si � trascinata sui soliti standards del classico heavy teutonico
facendo bene la sua parte nell'incitare il pubblico che alla fine ha mostrato
pi� che altro, simpatia nei loro confronti, ma nulla di pi�.
Tempo
di riordinare lo stage ed ecco le note epiche di "Lionheart" (le altre tratte
dall'ultimo lavoro saranno "Witchfinder General", "Man And Machine", "Beyond
The Grave" e "Flying On The Edge") che irrompono di forza nella sala gremita.
Imponente per immagine, il "gigante" Biff mostra subito di essere in gran
forma, dosando bene i movimenti ed offrendo una prestazione vocale incredibilmente
notevole, oltre a sfornare le sue riconosciute doti di professionale ed
allo stesso tempo esilarante showman.
Il resto della band ovviamente non sono da meno: l'accoppiata Queen-Scarrat
� ben rodata ed � sinonimo di qualit� e precisione, il bassista Nibbs Carter
ormai diventa ogni volta sempre pi� un ragazzino che scorrazza di qua e
di l� come fosse la prima volta che suona in una band importante, mentre
gli occhi e le orecchie sono magari rivolte al nuovo arrivato Jorg Michael,
che non ha affatto demeritato in quanto a bravura, ma mi lascia un tantino
perplesso delle sue doti nell'ottica della musica proposta dai Saxon e chi
come me conosce bene Nigel Glocker sa di cosa parlo. Il setlist regala come
previsto una valanga di classici che vanno da "Motorcycle Man" a "20 Thousand
Feet", passando per quelli pi� "recenti" come "Solid Ball Of Rock" o "Dogs
Of War", giusto per citare una misera manciata di titoli, ma non sono mancate
a mio avviso neanche autentiche sorprese rappresentate dalla cover "Ride
Like The Wind", "Broken Heroes" e "Rock The Nations".
Certo che i pi� incontentabili avrebbero reclamato l'esclusione di brani
come "Eagle Has Landed", "747" o magari "Rockin' Again", ma lo show � stato
cos� incredibilmente appagante per tutti che non ci si pu� certo perdere
in sterili chiacchiere. Uno spettacolo da incorniciare!
R
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