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JUDAS PRIEST + DOMINE - MILANO – MAZDAPALACE – 11 APRILE 2005
Ore 20:00 p.m.: sul palco del MAZDAPALACE salgono i nostri DOMINE, che
sostituiscono i PARADISE LOST! Trovo i DOMINE un gruppo poco originale
e freddo (ma questa è un opinione personale), e se alcuni si scaldano,
altri li ignorano: tutti in realtà aspettano solo i JUDAS! Durante la
loro “breve” performance la voce di MORBY, molto acuta, pulita e precisa,
risulta glaciale! Le tastiere non sono adeguatamente valorizzate dai volumi
(di questo però i DOMINE non hanno colpe!), la chitarra commette qualche
errore di troppo sia in fase ritmica che in un paio di solos mentre la
sezione ritmica è risultata molto buona! Ore 21:00 p.m.: l’attesa è finita!
Il pubblico lo capisce ascoltando le magiche note di THE HELLION, subito
accompagnate dai cori dei numerosi fans (il Mazdapalace era quasi tutto
pieno!), l’adrenalina è a mille!
Quindi irrompe ELECTRIC EYE, con la comparsa in grande stile dei JUDAS,
orfani di ROB, che entra qualche istante dopo e in maniera regale dall’occhio
elettrico proiettato sul fondale del palco. È la volta della mitica METAL
GODS, eseguita in maniera più rallentata rispetto alla versione in studio,
e di RIDING ON THE WIND; seguono in sequenza THE RIPPER, A TOUCH OF EVIL
(con HALFORD in versione demoniaca, che improvvisamente compare e scompare
attraverso una botola scenica!), JUDAS RISING, direttamente dal nuovo
album assieme a REVOLUTION; quest’ultima, più “commerciale” nella versione
in studio, risulta molto più adrenalinica ed efficace dal vivo.
Tra le inaspettate HOT ROCKING (da RAM IT DOWN) e I’M ROCKER (da POINT
OF ENTRY) vengono piazzate la splendida BREAKING THE LOW (cantata dal
pubblico a squarcia gola e con i pugni alzati), con un piccolo errore
chitarristico coperto dal sig. TRAVIS (ne esce uno stacco prog solo apparentemente
studiato) e DIAMONDS AND RUST, in versione acustica. È la volta della
nuova DEAL WITH THE DEVIL, anch’essa molto convincente dal vivo assieme
alla cara e vecchia BEYOND THE REALMS OF DEATH, la grandios??a, più “virile”
e fascinosa che mai TURBO LOVER, la doomeggiante HELLRIDER (da far impallidire
i doometallers più esigenti!), VICTIM OF CHANGES, GREEN MANALISHI e per
finire, udite–udite…PAIKILLER, che ha fatto letteralmente esplodere il
MAZDAPALACE, più di quanto non lo avessero già fatto le precedenti songs,
anche se in questo caso lo zio ROB è costretto a puntare s’una soluzione
vocale sporca al limite dello scream piuttosto che sulla potenza melodica
della versione in studio; ma è scontato che un brano così vocalmente impegnativo
a fine esibizione non possa essere cantato al massimo: i segni dell’età
colpiscono anche l’ugola del SACERDOTE!...il risultato comunque è apprezzabile.
Dopo una pausa è l’ora degli extra HEADIN’ OUT THE HIGHWAYS, LIVIN’ AFTER
MIDNIGHT e YOU’VE GOT ANOTHER THING COMING, pezzi che non potevano mancare
per bellezza, divertimento ed energia a chiusura di una grande serata,
che oltre alla grande musica dei nostri ha offerto, attraverso proiezioni
su fondale (logo, simboli del nuovo album ecc.), luci, fumi e ammiccamenti
vari (soprattutto di TIPTON!) uno spettacolo scenico ‘80 STYLE! Il MAZDAPALACE
ringrazia! Mi è dispiaciuto soltanto che in scaletta non siano stati inseriti
brani dall’album DEFENDERS OF THE FAITH; GRANDIOSI!
Savino Ficco
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