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Sbam Fest – Padiglione 14, Collegno (TO) – 18/05/2019

Un sabato freddo, piovoso, in città, mentre all’interno del Padiglione 14, in quel di Collegno, il III Sbam Fest (organizzato dai bravissimi, competenti e gentilissimi ragazzi della LM Productions, ancora grazie Attila e Lorenzo, e dalla GLZ Eventi) mette a fuoco il locale scaldando con colate di metal infuocato, incazzato e anche colorato, i cuori metallici dei presenti.

Si parte con un’esibizione tecnica e sensuale di due artiste di lap-dance, tanto belle quanto brave, per passare alla musica con un assaggio di un giovane trio tutto Megadeth style. Il primo vero gruppo sono gli Asymmetric Universe, autentica rivelazione della serata. Il loro prog-jazz-fusion-metal è stupefacente, in un equilibrio matematico all’interno di un universo fatto da chitarra, basso, e batteria.

Arrivano gli Black From the Grave e il loro metalcore di moderna fattura potente e tirato. Hanno vinto un contest a Malta e sono stati invitati a questo festival i Damage&Co.: thrash e groove metal la fanno da padrone così come la vena melodica delle loro canzoni.

Gli italiani The Nameless sono gli autori di un post rock che strizza l’occhio sia alla potenza melodica vocale che ai refrain di indubbio impatto. Eccola la certezza assoluta di qualsiasi festival: i torinesi Bemore. Potenza e sudore alla RATM, suoni puliti e ritmi infuocati sfociano in un mosh pit caloroso.

Freddy Delirio and the Phantoms offrono uno spettacolo nello spettacolo, con video e mini film. Make up sepolcrale, costumi lugubri, luci soffuse e fumosità da ghost story. Le canzoni sono una sorta di stoner-doom ricco di sfumature. Freddy si dimostra non solo un ottimo tastierista (i Death SS vi dicono nulla?), ma un cantante efficace, vario e tecnicamente preparato.

Il cambio di palco finale fa presagire l’arrivo degli headliners Cripple Bastard, istituzione italiana del grindcore, freschi di un nuovo album. Pubblico in visibilio per una performance, al solito, dura, sporca e cattiva. Violenza, nichilismo, misoginia subdola, con testi sputati e urlati senza sosta. La loro musica grind, della miglior specie, lascia un segno indelebile anche in questo festival.

Finisce quest’orgia sonora fatta di raffinatezza musicale, di compattezza sonora, del groove potente e della violenza nichilista del grind. Un festival con una notevole varietà musicale, in una location calorosa quanto preziosa con tutti i suoi tecnici del suono e del palco. “Il rock non eliminerà i tuoi problemi. Ma ti permetterà di ballarci sopra” (cit. Pete Townshend)... e io aggiungo che il metal di stasera ha fatto “ballare” il nostro cuore, la nostra mente, le nostre membra.

Daniele Mugnai

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