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Agglutination Metal Fest – Chiaromonte (PZ) – 19/08/2018

A cura di S. Laviola e G. Clemente

Torna la kermesse heavy metal più amata del sud Italia! E noi, invitati ancora una volta a comparire al cospetto del prode Gerardo Cafaro e della sua cricca, come ogni anno non manchiamo. A circa 100 km dal nostro natio borgo selvaggio, si svolge l’Agglutinaton, mitologico festival lucano incespicato sulle montagne potentine, che resiste contro tutto e tutti e non smette di far sognare i metallari meridionali: eterni bambini troppo cresciuti affetti dal morbo dell’alcolismo e dalla parafilia alimentare nota come sindrome della salsiccia Cafariana. Non smetteremo mai di urlare al mondo, difatti come, la vera protagonista del festival sia la mamma del Cafaro, che oltre al merito di aver messo al mondo il Cafaro stesso, cucina ogni anno un migliaio di succulente “salsicce war metal” per gli astanti. La location è il classico campetto della scuola media di Chiaromonte, giusto compromesso, che ha il pregio di evitare la dispersione umana dei 1000/1500 spettatori, ma che come ho avuto modo di dire per le passate edizioni, risulta a mio parere inadatta a ospitare il potentissimo impianto da non so quanti watt che ogni anno siamo abituati a sentire. La mia teoria (magari totalmente campata in aria) è confermata: il potente suono che allegramente si disperdeva nelle distese dei campi da calcio di Senise e Sant’Arcangelo ora rimbalza contro le case di Chiaromonte, e distrugge le mie povere orecchie. Gli stand della Blasphemous Art e My Kingdom music come sempre presenti all’appello! Posti a sedere manco a parlarne. Bagni pochi.
L’Agglutination rimane sempre uguale a se stesso: una vecchia sagra del maiale heavy metal con pochi difetti e tanti pregi. Ma passiamo alla musica, che è la vera cosa importante.


ROME IN MONOCHROME, CIRCLE OF WITCHES, AD NOCTEM FUNERIIS
Purtroppo, non eravamo ancora arrivati: quindi bravi tutti!!
A parte gli scherzi davvero non so chi siano i Circle of Witches, mentre ho potuto apprezzare i Rome in Monochrome alcuni mesi fa, durante il Take Off Contest Agglutination in quel di Potenza, ricordo di come rimasi estremamente colpito dalla loro proposta post-doom.
Gli Ad Noctem Funeriis sono invece delle bestie di satana di Bari, che suonano un raw black metal pericolosissimo. Dato che sono miei amici, consiglio caldamente a tutti di procurarsi i loro rabbiosi dischi!




WITCHUNTER
Seguo da oramai diverso tempo questa band abruzzese. Potrà sembrare strano, ma ciò che mi ha sempre attratto di questi brutti ceffi è l’estetica “666”, piuttosto che la musica (un classico speed heavy metal a basso tasso di scolarizzazione). Davvero! Andate a guardare qualche foto sulla loro pagina facebook e avrete subito orgasmi multipli (se siete davvero metallari e vi piacciono le cose brutte). Mie perversioni a parte, In sede live i Witchunter hanno spaccato davvero tutto! Ispiratissimi e perfetti nell’esecuzione, con una presenza scenica favolosa! Che Satana li abbia in gloria!

Setlist
1. Crystal Demons
2. Witchunter
3. Maze of Darkness
4. Hell For Leather
5. Lucifer's Blade




NECRODEATH (a cura di G.Clemente)
D’accordo, le inutili chiacchiere che hanno alimentato il post-Agglutination (2018) sono state vergognose! Ma, ammettiamolo, in questa edizione c’erano ben due band che hanno scritto la storia del metal tricolore e che hanno spinto tanti metallari del Sud Italia (e non solo) ad approdare anche quest’anno a Chiaromonte (piccolo comune nella provincia di Potenza); in ogni caso, si tratta dei Death SS e dei Necrodeath. Ed è proprio dell’esibizione dei Necrodeath che vi parlo… Devo ammettere, è la prima volta che vedo dal vivo la band ligure; e cavolo! Dal vivo sono molto coinvolgenti e precisi (sicuramente, tra le migliori esibizioni di questa edizione). Difatti ci travolgono con una bella scaletta, che varia tra pezzi storici come “Mater Tenebrarum” e i nuovi brani come “The Triumph of Pain, tratta dall’ultimo album in studio “The Age of Dead Christ”; degno di nota “l’augurio” dedicato da Flegias all’amica Cadaveria, con l’applauso di tutti i presenti (e che facciamo anche noi di Raw&Wild). Degno di nota è anche il lavoro di Peso dietro le pelli, una vera macchina da guerra! Flegias si è dimostrato un vero frontman, capace di coinvolgere ripetutamente il pubblico presente – ma, anche il resto della band ha regalato una bella performance, ricca di potenza e furibondo Black-Thrash Metal. A chiudere “la loro serata”, vi è un’esibizione davvero energica di “Black Magic”, un classico dei maestri Slayer… Ripeto, tra le migliori esibizioni di questa edizione (per il sottoscritto); capaci di far muovere teste e gambe a buona parte dei presenti – a presto spero!

Setlist
1. Mater Tenebrarum
2. The Whore of Salem
3. Forever Slaves
4. Master of Morphine
5. The Creature
6. The Triumph of Pain
7. Wrath
8. Process of Violation
9. Bridge the Age
10. Hate and Scorn
11. Black Magic (Slayer cover)




FOLKSTONE (a cura di G.Clemente)
Dopo la potente esibizione dei Necrodeath, e in attesa dell’esibizione dei Pestilence, a “placare” l’ambiente ci pensa la Folk Metal band italiana Folkstone – molto seguita qui in Basilicata; in effetti, la band bergamasca ha avuto già diversi concerti in questa regione (se non ricordo male, sono stati anche in qualche scorsa edizione dell’Agglutination) e va detto che molta gente era lì solo per loro! La band ha suonato una dozzina di brani (sotto la loro set-list completa), “festeggiando” il loro decimo anno di carriera. Non me ne vogliano i Folkstone e tantomeno i loro fan, ma durante la loro esibizione ero in fila per il mitico panino con la salsiccia locale… e devo dire che, ascoltandoli a certa distanza, hanno creato un’atmosfera da “festa popolare” – grazie anche all’uso di strumenti classici/antichi – che ben si sposava con la pappatoia presente allo stand – ripeto, non c’è niente di offensivo, bensì è il mio personale episodio! Comunque sia… la band si è saputa destreggiare sia con i suoi brani storici, che con quelli più recenti; ed è stata capace di sciorinare in parti uguali i brani più heavy e quelli più folcloristici; coinvolgendo e trascinando tutti i suoi fan e non solo. Alla fine, sentir dal vivo la band bergamasca non dispiace, grazie alle melodie e ai suoni proposti, che gli otto “menestrelli” hanno regalato, saltellando e divertendosi sul palco (e hanno fatto divertire, lo ammetto!). Dopo la loro esibizione però, tempo di un’altra pausa birra, e cresce subito la voglia di tutti (o quasi) i presenti, di ascoltare i Pestilence e i (maestri dell’horror) Death SS…


Setlist
1. Nella mia Fossa
2. Frerì
3. Nebbie
4. Prua Contro il Nulla
5. Anna
6. Anime Dannate
7. In Taberna
8. Omnia Fert Aetas
9. Folkstone
10. Mercanti Anonimi
11. Un'Altra Volta Ancora
12. Con Passo Pesante




PESTILENCE
La curiosità di assistere a uno show dei Pestilence era tanta. La storica band olandese, tornata in pista nel 2009 con Resurrection Macabre, non smette di macinare date e partorire dischi, questi ultimi, ad onor del vero, indubbiamente utilissimi da lanciare al cane tipo frisbee o da usare come “spessore” per ovviare allo spiacevole inconveniente del tavolo con una gamba più corta delle altre. Ma continuiamo a buttarla in caciara che mi sto divertendo! Dovete sapere che dei Pestilence originali è rimasto soltanto il cantante/chitarrista Patrick Mameli. Ora sto signore è davvero bruttissimo e girovagando fra la gente non si sentivano altro che commenti su di lui, del tipo “ma chi è sto grezzo?”, “ma quanto è brutto!”, “ma non stai alla lezione di spinning, questo è un festival heavy metal!” (in fin dei conti due ambienti abbastanza simili). Il mio personalissimo commento è stato “ha la faccia di uno che picchia la moglie”. Va bene. Ok.
Lo show è stato “carino”. Questa parola “fru fru” si adatta bene a tale live. Né brutto né bello. Un decoroso esercizio di stile, che ti fa d’altronde e tuttavia rimpiangere, il vero (almeno per me) cantante dei Pestilence: il biondo Martin Van Drunen! Piccola postilla: arrestate il bassista! Non si è sentito nient’altro che il suono gracchiante e clippato del basso, sottoposto a un privo di compassione e furioso pestaggio. Un po' di educazione.

Setlist:
1. Non Physical Existent
2. Antropomorphia
3. Subordinate to the Domination
4. Commandments
5. Dehydrated
6. The Process of Suffocation
7. Chronic Infection
8. The Secrecies of Horror
9. Twisted Truth
10. Land of Tears
11. Prophetic Revelations
12. Out of the Body




DEATH SS
Gli Headliner della serata! Nonché una delle mie band preferite di sempre. Ricordo ancora con nostalgia, quando a 13 anni, all’interno di un cd verbatim raccattato non ricordo bene dove, si nascondeva il video-clip di “Transylvania” (traccia ruffiana e caciarona “scartata” da Panic), fu subito amore! Andai in fissa talmente tanto che le ragazzine che urlano durante le puntate serali di Amici di Maria Defilippi in confronto a me sarebbero apparse, addirittura, esseri umani sensati e razionali! Poi i miei gusti sono cambiati e ho perso di vista le ultimissime uscite della band perlomeno fino al 2013, quando presenziai finalmente a un loro live show in quel di Bari: serata perfetta con suoni perfetti.
Ardua impresa affermare lo stesso per lo show di Chiaromonte! Credo davvero che i suoni durante il loro show siano stati i peggiori mai uditi, perlomeno comparandoli con gli altri headliner visti all'Agglutination. La kermesse di Chiaromonte ci ha da sempre abituati a live finali perfetti (come quello degli Overkill nel 2013 ad esempio), ma questa volta la tipica atmosfera che evocano le canzoni dei Death SS è stata a mio parere rovinata dal suono inascoltabile. Ho provato a spostarmi ovunque, attaccato alle transenne, di lato, vicino alla torretta del fonico, ma niente; non riuscivo acusticamente a capire nulla. Detto ciò, i Death SS hanno suonato la scaletta degli show 2013, spaziando fra i vari album con alcune scelte a mio parere discutibili (“Cursed Mama” o “Panic” ad esempio…). Viene inoltre presentata anche “Rock’n’Roll Armageddon” singolo apripista del nuovo album, che non dispiace per niente. Le esecuzioni da parte dei musicisti e di Steve sono state ottime, nulla da eccepire. Le ballerine seminude sul palco invece non sono più quelle di una volta! Una di queste era totalmente goffa, agile e sinuosa come un’asse di legno! Ma io amo e amerò sempre questa band, anche il giorno che metteranno sul palco Pippo Franco con la frusta. È un amore adolescenziale, dunque per definizione privo di razionalità. Fatto di passione animalesca e viscerale.

Setlist:
01. Ave Satani (Intro)
02. Peace of Mind
03. Horrible Eyes
04. Cursed Mama
05. The Crimson Shrine
06. Where Have You Gone?
07. Baron Samedi
08. Scarlet Woman
09. Terror
10. R'n R' Armageddon
11. Baphomet
12. Dionysus
13. Panic
14. Hi-Tech Jesus
15. Vampire
16. Heavy Demons


CONCLUSIONI
Sempre le stesse! Ci vediamo il prossimo anno guys!!

Simone Laviola e Giovanni Clemente

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