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METAL SYMPOSIUM FESTIVAL - Demodè Live Clube - Modugno (BA) - 11/11/2016

Il collettivo Metal Symposium si è sempre distinto negli anni per la capacità di organizzare concerti attingendo dal vasto serbatoio dell’underground italiano e non, dando la possibilità a tutti gli appassionati del metal estremo di vivere serate memorabili. Questo gruppo di ragazzi che ha deciso 4 anni fa di creare aggregazione tramite la loro musica preferita, continua a nutrire la cosiddetta “scena” di concerti di alto livello, superandosi di continuo.
Il concerto al quale abbiamo assistito venerdì scorso, nell’ormai consueta cornice del Demodè di Modugno (BA), è senza ombra di dubbio una delle più belle serate metal che si siano viste nel territorio negli ultimi anni.
Sul palco si sono avvicendate tre band dall’estero e tre italiane, di cui una locale: i Kampfar dalla Norvegia, uno dei gruppi storici del Black Metal scandinavo, i romeni Negura Bunget (graditissimo ritorno) e i canadesi Ossific; tra i gruppi italiani gli emiliani Kyterion, gli abruzzesi Selvans e i baresi Ad Noctem Funeriis.
Il primo gruppo a salire sono stati gli Ossific che hanno presentato dal vivo il loro lavoro As Roots Burn.
Di supporto a tutte le date europee del tour dei Negura Bunget, la band canadese si è fatta piacevolmente notare per il loro Post Black Metal di pregevolissima fattura.
La loro esibizione è stata molto intensa, trascinando il seppur ancora esiguo pubblico (la maggior parte della gente come di consueto è arrivata in seguito) in un vero proprio viaggio che ha coinvolto persino l’olfatto, stuzzicato dagli incensi che il frontman accendeva nel mentre della performance.
Arriva poi il turno dei Kyterion che propongono un Black Metal più diretto, con una componente epica molto marcata e riff maestosi.
Forti dei pezzi tratti dal loro primo album Inferno I, che rappresenta la prima parte di una trilogia in fase di produzione, la band bolognese si è fatta notare per le belle sonorità nonché per l’azzeccato cantato in italiano.
E’ poi il turno degli Ad Noctem Funeriis, tra i gruppi di punta della scena estrema barese.
La loro esibizione è impeccabile e il Black Metal da loro suonato è di stampo più classico di quello delle band precedenti, quasi ad avere un’escalation per scaldare sempre più l’ormai folta schiera di spettatori che inizia a popolare il locale. I Selvans dall’Abruzzo hanno fatto uscire da poco uno split con il one-man project Downfall Of Nur e tornano a suonare a Bari dopo la partecipazione al San Metallo X e al release party dei locals Vinterblot; con queste esibizioni la band ha guadagnato una folta schiera di fans del territorio e non può che essere così, visto che si parla di una delle band più valide dell’underground metal italiano.
Il gruppo si conferma in ambito live con un’esibizione di alto profilo, con suoni curatissimi e una presenza scenica possente.
E’ dunque il momento di quelli che sono i co-headliner della serata: i Negura Bunget tornano a calcare il palco del Demodè dopo due anni e lo fanno presentando il nuovo album ZI, seconda parte di una trilogia sulla Transilvania che ha avuto come primo capitolo TAU. Come poteva aspettarcisi, si è trattato di uno show eccezionalmente intenso, nonostante la mancanza di uno dei componenti abbia limitato la varietà di suoni alla quale questa band ci ha abituato. Tra brani dei citati ultimi due lavori e brani dei capolavori OM e Vîrstele P?mîntului, la performance scorre portando il pubblico in un viaggio tra le lande della terra di origine del combo, grazie anche all’uso di strumenti caratteristici del loro folklore (vette altissime durante l’esecuzione del brano Norilor).
Dopo essere stati trasportati dalle atmosfere dei Negura, la degna conclusione di questo bellissimo concerto è affidata ai Kampfar.
Il loro Black Metal è intriso di bellissime melodie ma allo stesso tempo non si può parlare di musica atmosferica come per la band precedente; infatti, dal primo riff dei norvegesi, il pubblico è trascinato in un delirio forsennato di pogo ed headbanging.
L’esecuzione è eccezionale (un plauso specialmente al batterista) così come il sound è probabilmente il migliore della serata.
Tutto ciò, unito ad una insolita presenza scenica molto più “spigliata” e quasi “rockettara” del combo norvegese, produce un live che diverte il pubblico e lo manda a casa con qualche livido in più.
Questo evento ha rappresentato l’ennesima conferma di come il Metal Symposium lavora per massacrare i nostri timpani e non si può far altro che augurarsi che ci siano tante altre serate così, con la speranza di veder ancora più gente popolare queste manifestazioni.

https://www.facebook.com/MetalSymposium/

Francesco Bizzoca

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