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Furor Gallico, Essenza, Clamor Silvae, Social Epitaph – Demodè Disco Club (Bari) – 19/12/2014

Le cose in Puglia si stanno muovendo, finalmente. Riuscire ad avere tre show della portata di quelli organizzati dal Metal Symposium nel giro di pochi mesi, forse nel barese è veramente cosa nuova. Questa volta l’evento ha avuto un carattere orientato più sul Folk, facendo risuonare all’interno del Demodè Disco Club flauti, arpe, fisarmoniche e mandolini.
La band che ha calcato per prima il palco era all’esordio live e non ha fatto per niente un brutto lavoro, dimostrando di avere già una bella amalgama, nonostante sia appena nata. I Social Epitaph hanno espresso un buon Death/Thrash Metal, con chiara ispirazione nord europea, eseguendo cinque brani: “Surtur (Burning Soil)”; “Flag of Lies”; “Blood Eagle (Amon Amarth Cover)”; “Bringers of Apocalypse”; “Towards the Darkest Desolation”. Nonostante il talento, si nota l’ inesperienza on stage di questi ragazzi (soprattutto il frontman non appare sempre a proprio agio), inoltre non è ancora chiara quale direzione stilistica siano perseguendo, risultando talvolta imprecisi nell’esecuzione. Sufficiente prova comunque per i Social Epitaph, che, ora che son stati svezzati, sicuramente vedremo sempre più spesso in giro a esibirsi.

Secondi in scaletta i formidabili Clamor Silvae, con i quali ha iniziato a diffondersi nell’aria quel profumo folk metal che ha caratterizzato l’evento. Questa è una band molto coinvolgente che sa far divertire il pubblico con le sue sonorità e che esprime davvero bene il proprio genere musicale. Con loro si viene trasportati in paesaggi nordici e immersi in eroiche leggende. Hanno eseguito sette ottimi brani: “Mel Daemoniosus” (singolo in uscita); “Il Canto del Vento”; “Sergente Romano”; “Leggenda Infame”; “Eroi Dimenticati”; “The Jager Song”; “Aeternum Liberum”. La band ha saputo lavorare bene anche sulla resa complessiva, poichè i suoni non si impastavano ed erano chiari all’ascolto tutti gli strumenti. Grande il coinvolgimento del pubblico di casa, nonostante il gruppo, a mio parere, dovrebbe muoversi molto di più sul palco, soprattutto in considerazione del genere proposto. Al di là di questo, la loro è stata un’esibizione impeccabile e hanno reso onore alla qualità delle band underground baresi.

Come penultimi sono montati sul palco gli Essenza, ventennale band del leccese, che ha trasportato tutti nel passato di almeno trent’anni con il proprio inconfondibile sound in bilico tra heavy-metal e hard rock. Vedendola suonare si coglie facilmente l’esperienza on stage di questa compagine, che risulta precisa nell’esecuzione dei brani, coinvolgente e attenta all’aspetto visivo (con le due sirene lampeggianti ai lati). Hanno eseguito otto brani: “Devil's Breath”; “Rock 'n' Roll Blood”; “Bloody Spring”; “Edge of Collapsed World”; “The Song Inside”; “Universe in a Box”; “The Fury of the Ancient Witch”, “Dance of Liars”; concedendo anche il bis del brano di apertura “Devil’s Breath”.

Infine, attesissimi in Puglia a quattro anni dall’uscita del loro album omonimo, sono comparsi i Furor Gallico. La folk metal band di Monza, apprezzatissima in tutta la penisola (e non solo), ha dato vita a uno show spettacolare, dal momento in cui è salita sul palco sino ai saluti finali. Bellissima e inconfondibile l’immagine di questi ragazzi: a torso nudo con il kilt e il bodypainting alla “Bravehearth”, e strumenti tradizionali come arpa celtica, violino, flauti, bouzouki (una sorta di mandolino) e cornamusa. Sul palco sono perfetti: hanno un gran bel sound, anche se all’inizio del loro spettacolo sono emerse alcune imperfezioni nei suoni prontamente sistemate durante l’esecuzione. E’ stata sicuramente un’ora di ottima musica e sfrenato divertimento al ritmo del loro folcloristico sound. Sono certamente una tra le più valide realtà in tutta Italia ed è stata davvero una fortuna riuscire ad averli qui nella nostra terra, che da qualche anno a questa parte, sta ospitando davvero tanti grandi artisti della scena metal nazionale ed internazionale. Anche questa volta pollice in su per il Metal Symposium!

Antonio Paolillo

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