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Sodom, Asphyx and more live @RocKcult Extreme Fest 2014 - Demodè Club - Modugno (BA) - 15/03/2014

Alla larga gli euroscettici, la Puglia è ormai a tutti gli effetti un'appendice della Germania! Sul suolo apulo in questi anni sono calati i mostri sacri della triade thrash teutonica, i primi furono i Destruction, seguiti a qualche anno di distanza dai Kreator. All'appello mancavano loro, i Sodom! Ma non è tutto, siccome a ogni fine corrisponde un principio, ecco che la discesa in terra di Bari di Tom e compagni rappresenta anche il la per un trittico di impegni che nel giro di pochi mesi rivedrà qui in Puglia nuovamente gli altri due compari, i Kreator al Total Metal Festival e i Destruction in quel di Stornarella (FG).
In occasione dei festival il termine più abusato è quello di maratona, nel mio caso la data organizzata dall'impeccabile RockCult è stata più una gara di triathlon vista la durata (dalle 17:00 alle 2:00), ma se la natura mi ha fornito di questo corpo perfetto, è anche per superare codeste prove!

Arrivato al Demodé, dopo aver scansato i 18.000 tifosi che avevano appena terminato di seguire il Bari nel vicino Stadio Sani Nicola, trovo i soliti coraggiosi, per lo più giunti da fuori regione (Sicilia, Calabria, Basilicata e qualcuno anche da zone più a nord). Giusto il tempo dell'attesa necessaria all'organizzazione per sistemare gli ultimi ritocchi, ed eccomi alle prese con le solite brutte facce che di usualmente allietano i miei concerti, ormai vere e proprie occasioni per incontrare amici dispersi per lo Stivale.

L'ingrato compito di dare il via alla maratona (l'avevo detto che è un termine abusato, no?) è toccata Human Devastation, band che avevo avuto già modo di osservare in passato. Ancora una volta il gruppo ha dovuto scontrarsi con la scarsa odience iniziale, però quei pochi che c'erano sono rimasti soddisfatti dell'ottima miscela death\thrash dei ragazzi, Un ottimo inizio per un festival estremo. I brani eseguiti sono stati: "Mass Illusion", "Rejected For Supremacy", "Abortions From The Sky", "Scarabs Infestation", "Revenge Is Near" e "Human Devastation".

Puntuali sul palco salgono i Motherly Sin, band che calca ormai da anni gli stage dei festival pugliesi. Ancora una volta quindi mi ritrovo al cospetto di una vecchia e gradita conoscenza. Nuovamente è il death metal a farla da padrona, anche se il sound ha delle sfaccettature meno tharsh e più black rispetto al gruppo precedente. Alla faccia di chi dice che le band estreme sono tutte uguali!

Senza respiro, veloce cambio palco ed ecco spuntare i primi "stranieri" del lotto: i Symbolyc. Il gruppo partenopeo è l'ennesima variazione del tema death, questa volta il sound si fa più tecnico e melodico, senza però che questo vada a influire sulla malvagità delle composizioni. Un combo che meritava una posizione più alta nel cartellone.

Se sino a quel momento si erano esibite band che ho incrociato più volte sul mio cammino di scribacchino, la quarta band a esibirsi, i Neka, fa parte della famiglia rawandwild.com, vantando nelle proprie fila il padre padrone della zine, Francesco Rinaldi, e un collaboratore di vecchia data, Antonio De Rosa. Come spesso accade, con i parenti si è più severi, in passato avevo notato alcuni difetti, che ormai sembrano superati. Death metal brutale e tecnico, una vera mazzata in testa per il pubblico sempre più numeroso. "Insalobrious", "The Diamond", "Astonishment", "Mudruas Gesture", "A Dead Flesh", "Architect" a "Azee Aman", i macigni scaraventati sul pubblico! Bene così, ragazzi.

Pausa panino e birra, e subito nel front-stage per gli Housebreaking. Seconda realtà di fuori regione. Probabilmente i ragazzi di Cassino sono stati tra gli interpreti più originali del suono estremo della serata, non solo dal punto di vista stremante musicale ma anche da quello dell'immagine. Una buona prima volta per me al loro cospetto.

Si ritorna in terra di Bari con i brutalissimi Onicectomy che, complice un numero superore di pubblico in sala, hanno dato vita ad una delle esibizioni più convincenti ed esplosive della serata, nonostante la proposta non proprio accessibilissima. I brani in scaletta: "Merciless Carnal Redemption", "Severe Post Traumatic Stress Disorder", "From Human Body To Abstract Sculpture", "Senil Brain Gourmandise", "Virgin Women Cannibalistic Ritual", "The Ubron Gulash Contest" e "Brain Pressure Breaking Skull".

Non ci si sposta di molto da Bari con i Tales Of Deliria, pronti a sfoggiare un nuovo look (logo fresco fresco di stampa) e una quasi del tutto inedita line-up: Nico Lassandro (chitarra), Saverio Fiore ( basso) e Antonio Grassi (batteria) hanno raggiunto i membri storici Vittorio Bilanzuolo (voce) e Nicolò Cantatore (chitarra). Per il momento questa mini rivoluzione non sembra che abbia comportato grossi sconquassi alle capacità del gruppo dal vivo, sicuramente tra i migliori interpreti da anni del genere. Il sound è il solito thrash con influenze death compatto e furioso, che da ormai un decennio sfracella ossa qui e là per la Penisola. Vedremo, però, in futuro cosa cambierà, se cambierà, in fase compositiva. Per il momento, non possiamo che essere soddisfatti di aver ascoltato in sede live pezzi quali "Towards North", "The Anguish Fixer", "Formalin", "Under This Shroud", ed "Ethereal Warrior I e II".

A pochi chilometri più a nord di Bari c'è Barletta, città in cui sono cresciuto, quindi per me è sempre un piacere ascoltare i miei amici Cancrena. E' evidente sin da subito che non sono l'unico a pensarla in questo modo, se si escludono le t-shirt su cui campeggiano i monicker dei gruppi di testa, è la maglia dei Cancrena la più indossata dal pubblico. Siamo ormai a un orario decente, il Demodé è pieno sino alla fatidica linea immaginaria che sancisce il successo di una serata. I quattro ci hanno dato dentro, regalando le fustigate tratte dal proprio repertorio("The Pessimist", "Hidden Depravaty", "Stressed Out", "Cancrena" e "Serpent Skin"). Non solo musica però, ad attirare le attenzioni dell'odience anche l'enorme bottiglia di birra gonfiabile presente sul palco, ovviamente marchiata Cancrena. Una realtà ormai, altro che promesse!

Faccio pubblica ammissione: ero al Demodé soprattutto per gli Asphyx, che ho sempre considerato una delle migliori compagini a livello mondiale. Il loro sound death\doom mi ha sempre fatto impazzire, sin dai primi giorni del mio cammino nel mondo metal nei primi anni 90. Certo che se m'avessero detto che la mia prima volta sarebbe capitata a pochi chilometri da casa mia, avrei tacciato di pazzia il mio sfortunato interlocutore. Quindi un grazie sincero ad Antonello Maggi per aver realizzato questo mio sogno. Chiusa la parentesi Libro Cuore, passiamo alla fredda cronaca, che poi tanto fredda non è! Alla faccia degli stereotipi sul calore delle popolazioni mediterranee e sull'algidità dei nostri cugini al di là delle Alpi, devo evidenziare prima di tutto la vena allegra e goliardica dei quattro olandesi sul palco. A fronte di una ritrovata unità, prima, durante e dopo e l'esibizione, ho visto questi ragazzi scambiarsi pacche, abbracci e incoraggiamenti, come raramente mi è capitato. Il gigantesco singer, Martin van Drunen, ha saputo subito accattivarsi le simpatie del pubblico inneggiando più volte a uno dei simboli della baresità: la birra Peroni! Per quanto concerne la setlist, gran parte dei pezzi provengono dai primi due lavori: "Vermin" (brano di apertura), "Wasteland of Terror", "The Rack" ( è stato lo stesso cantante a dire che non può esserci concerto degli Asphyx senza questo brano, e chi sono io per contraddirlo?), "M.S. Bismarck" e "Last One on Earth" (brano di chiusura). Poi le song dagli altri album, con gli estratti dall'ultima fatica Deathammer, "We Doom You to Death"e la track omonima, "Scorbutics", "Death The Brutal Way" e "Forgotten War". Immensi nelle parti violente, ma il loro meglio lo danno nelle partiture lente! Tanto è stato l'entusiasmo, che nonostante i tempi rigidi dettati dall'organizzazione, ai quattro è stato concesso un bis! Una parola sola per definire gli Asphyx: grandiosi!

A mezzanotte inoltrata è stato il turno dei Sodom, con un sempre più lemmyzzato Tom (che indossava anche una t-shirt dei mitici Tank, la band più Motorhead della storia, Moterhaed esclusi!) a guidare il terzetto composto da Bernemann (alla chitarra dal 1996) e Makk (batterista dal 2010). Uno show senza soste per i teutonici, con l'eccezione dei pochi minuti che hanno diviso la fine dello show con il bis. Con album uscito ormai da un anno il combo si è potuto dedicare ai classici, con una scaletta di quasi una trentina di pezzi! Dal tributo ai Motorhead con "Iron Fist" all'auto tributo S.O.D.O.M.. Classici quali "Blasphemer", "Agent Orange", hanno fatto impazzire il pubblico, come anche la richiestissima "Ausgebombt". Non sono mancati neanche i nuovi classici, come "M-162 o la cover ipervitaminizzata di "Mockin Bird". Comunque anche Epitome Of Torture ha vissuto il proprio momento di gloria con "My Final Bullet", la già citata "S.O.D.O.M." e "Stigmatized". Alla lunga però i crucchi hanno perso il confronto con gli Asphyx, e qui credo che non si tratti solo di una questione di gusti personali. Un palco troppo grande per un trio e un minutaggio superiore all'ora, credo che non siano l'ideale per i Sodom. In passato mi è capitato di assistere a un loro show di quarantacinque minuti, ottimale per una band che fa dell'intensità il proprio miglior pregio. Però si tratta di questioni che lasciano il tempo che trovano, comunque il repertorio è parte integrante della storia del metal, e a Bari abbiamo assistito a un ottimo mix di band giovani, meno giovani e leggende, il tutto a un prezzo ridotto (20 euro in prevendita). Ce ne fossero di più di festival del genere! Intanto io inizio a lustrare la mia indole punk in attesa del succulento show (ancora una volta la RockCult dimostra di essere attenta anche ad altri generi che non siano il metal) che vedrà tra i protagonisti i miei amati (ok, adoro un sacco di band, sono un tipo volubile e con tanto amore) Extreme Noise Terror in compagnia di GBH, Cripple Bastards, Raw Power e Natron!

g.f.cassatella

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