Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Slayer + Anthrax - Bologna - Estragon - 16/06/2014

Inizio dicendo che con questo concerto io, novello collezionista di figurine Panini del metal, ho messo a segno il mio personale Big Four, pur non essendo riuscito a presenziare a quello “vero”, che si tenne in Lombardia nell’anno di grazia 2011. Il conto è presto fatto: Metallica nel 2003 (in occasione di un tour di supporto al polpettone “St. Anger” che però permise ai quattro di rispolverare tutti i grandi classici), Megadeth nel 2013 (ancora nel pieno delle celebrazioni per il ventennale di “Countdown To Extinction”, iniziate l’anno prima e ora riproposte di supporto ai “padrini” Iron Maiden), e ora, con un colpo di gran fortuna, i restanti due. Sul valore intrinseco di ognuna delle band che compongono il citato quadrilatero si è scritto tanto, e non sta a me aggiungere alcunché; darò solo voce al tuo commento malamente represso, caro lettore, che guardi compassionevole al fatto che io abbia atteso tutto questo tempo per vedere dal vivo due gruppi chiave del metal. Non ho certo bisogno di giustificarmi con te, ma dirò che l’occasione di vedere entrambe le band si era presentata (in momenti diversi) circa dieci anni fa, e aggiungerò che è stato un peccato soprattutto per aver perso l’occasione di vedere John Bush dietro il microfono, il cui valore in un periodo ben preciso della storia degli Anthrax resta indiscusso.
Ma torniamo ai nostri giorni: per la cronaca, giungo con lieve ritardo ad un Estragon gremitissimo (non sta a me fare stime sulle cifre, ma c’era davvero tanta gente, com’è giusto che sia), mentre gli Anthrax hanno già iniziato il loro set da almeno una decina di minuti. Probabilmente non saprò mai se mi sono perso un epico incipit a suon di “A.I.R.”, ma in compenso l’impressione piacevolmente confermata è quella di una band che non ha perso un grammo di smalto, pur nelle peripezie dovute (anche) al passare degli anni. I cinque si presentano con un abito di scena “all black” reminiscente dei primissimi vagiti nella scena thrash metal newyorkese, immediatamente prima di assumere i panni degli skaters anti-immagine che li hanno resi celebri, in bilico tra il periodo di “Among The Living” e le più svariate incursioni nel crossover. È pur vero che il nero era anche il colore prevalente di “Persistence Of Time” (tra i capitoli più “seri” e strutturati della discografia degli Anthrax), qui degnamente rappresentato dalla cover di “Got The Time”. Comunque sia, l’infortunato Benante è stato temporaneamente sostituito da un impeccabile Jon Dette (che aggiunge anche gli Anthrax al suo invidiabile CV!), mentre a contendersi la scena restano Donais, Frank Bello, Scott Ian e Joey Belladonna, perfettamente a suo agio nei panni del frontman, con in più una vena goliardica che non si era mai manifestata in precedenza (vedi la citazione priestiana all’inizio di “Madhouse” e quella del sempre omaggiato Ronnie James Dio all’attacco dell’intermezzo di cambio palco “Long Live Rock’n’Roll”).
Il pubblico mostra di gradire, niente affatto intimorito dai tanti estratti da “Worship Music” e pronto al coro da grandi occasioni su “I Am The Law” e soprattutto sulla conclusiva “Antisocial”; piccola tiratina di orecchie va alla scelta di un pezzo storico come “Deathrider” in cui Belladonna non riesce ad esprimersi al meglio – qui Bush aveva fatto scuola, reinterpretando in maniera personale la linea originale di Neil Turbin – tanto che questo resta l’unico neo di una prestazione più che buona. Comunque sia, i bootleg degli anni ‘80 mostrano chiaramente come il buon Joey non temesse il confronto su tanti altri classiconi del primo album (uno su tutti “Metal Thrashing Mad”) e tuttavia non posso negare di aver gradito la scelta del pezzo, per via di un indiscutibile legame affettivo (e quando si parla degli Anthrax, si parla quasi sempre di “legame affettivo”, per quanto mi riguarda!).

È già l’ora degli Slayer: un cambio palco ponderato innalza il mitico logo della band, e l’attesa si fa impazienza, fino alle prime battute dell’intro di “Hell Awaits” che vede la band irrompere con tutta la sua potenza. È proprio così: gli Slayer non si discutono e nonostante la perdita di Hanneman e la defezione di Lombardo sono ancora qui a tener banco in maniera egregia e con una scaletta da brividi. Tanto per cominciare, alla terremotante opener ha fatto seguito “The Antichrist”, proprio come su “Decade Of Aggression”… non c’è niente di meglio per mettermi di buon umore, anzi sì: il terzo estratto è stata la chicca “Necrophiliac”, che insieme ad “At Dawn They Sleep” fa pendere decisamente la bilancia verso il mefitico secondo album della band.
E poi, se persino il sornione Tom Araya si è sciolto nel corso del live, concedendo qualche battuta nello scorrere senza soluzione di continuità dei capolavori della band, possiamo dedicare attenzione all’ascolto della schizzatissima “Implode”, brano nuovo di zecca, e scuotere la capoccetta insieme al tatuatissimo Kerry King, la sempiterna anima “noisy” del chitarrismo slayeriano. Comunque sia, l’emozione di veder finalmente eseguiti dal vivo brani come “Captor Of Sin”, “War Ensemble”, “Die By The Sword” e soprattutto “Seasons In The Abyss” (uno dei picchi compositivi degli Slayer e del metal in generale) fa il paio con l’ottima performance del nuovo innesto Gary Holt, trovatosi suo malgrado a passare dai panni da turnista a quelli di membro ufficiale a causa della prematura scomparsa di Jeff Hanneman.
Dicevo di Gary Holt: il suo stile chitarristico sicuro e tagliente aggiunge sicuramente un tocco personale alla classica accoppiata Hanneman/King, riuscendo a non snaturare le magnetiche melodie dei solos originali senza per questo apparire come fedele copista e nulla più. Una potenzialità che i fans sfegatati degli Exodus ovviamente conoscono a menadito, e che potrebbe rivelarsi decisiva nel caso in cui i quattro californiani decidessero di tornare in studio. E così, tra l’inossidabile coppia di veterani Araya e King e il drumming fantascientifico di Paul Bostaph, la band torna sul palco per una serie di encore da antologia, quali “Dead Skin Mask”, “Raining Blood”, “Black Magic”, “South Of Heaven” e “Angel Of Death” (tributo al compianto chitarrista, ritratto nel logo della sua marca di birra preferita…). Volendo essere pignoli, appare quanto meno strana l’esclusione dalla scaletta di qualsiasi estratto da “Divine Intervention”, considerando che proprio quest’anno corre il ventennale dalla sua uscita (e considerando che lo stesso fosse ampiamente rappresentato nel merchandising retrospettivo presente nel banchetto della band); è evidente che gli Slayer non sono tipi da lasciarsi intenerire da simili storiche ricorrenze (fatta eccezione per il tour di “Still reigning” di qualche anno fa), e va bene anche così. “Storiche”, poi, soprattutto per chi scrive, dato che nel 1994 quel disco (che vide per la prima volta l’ingresso di Bostaph in formazione) è stato il primo album degli Slayer di cui io abbia “atteso” l’uscita da ascoltatore. Poco male: ho provveduto ieri in macchina, mettendo su a manetta due canzoncine leggere leggere come “Dittohead” e “Divine Intervention”. Aaah, l’adolescenza …

Francesco Faniello

<<< indietro


   
Le Jardin Des Bruits
"Assoluzione"
Fragore
"Asylum"
Dark Ages
"A Closer Look"
Ananda Mida
"Anodnatius"
Ars Divina
"Atto Primo"
Time Lurker
"Time Lurker"
Anno Senza Estate
"MMXVII"
Face Down Hero
"False Evidence Appearing Real"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild