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Pugliapocalypse - Summer Cafè - Barletta (BT) - 14/09/2014

Piccola avvertenza: questo, per chi non lo sapesse, è il mio primo live report in assoluto, poiché non sono il “tipo” da appunti su foglietti di carta e foto, ma piuttosto, sono più affine a quella schiera di gentaglia che fa baldoria e quant’altro durante un concerto. Non che questa volta abbia fatto diversamente, tuttavia quando prendo un impegno è mio sacro vincolo rispettarlo, quindi mi ritrovo qui a scrivere sperando che qualcuno alla fine legga i miei lasciti. Se dovessi descrivere con una sola parola questa prima edizione del "Pugliapocalypse”, tenutasi nella mia città domenica scorsa, userei l’aggettivo “anomalo”. Partendo dal principio, dopo un Agosto abbastanza caldo e mite, ci ritroviamo un mese di Settembre abbastanza "anomalo” per gli standard del meridione, che con le sue forti e improvvise precipitazioni, aveva messo in forse l'intera kermesse, sino al giorno precedente all'evento.
"Anomala" direi anche la location: il Lido Pascià, dove per la prima volta, e per di più in chiusura di stagione, si riesce a organizzare una serata in ambito "metal", dopo un’estate piena di eventi non proprio graditi a chi segue questo tipo di scena. Abbastanza "anomalo" anche il fatto che una delle principali organizzatrici della serata fosse una ragazza, in barba alla forte presenza maschile sul palco, che oltre ad individuare il suddetto lido, ha affrontato un’impresa titanica: la ricerca di vari sponsor (Fumetteria Area 51, Sportissimo, Blackink Tattoo, Iltech e ultima ma non ultima la Pizzeria Nazareth), che sono stati ovviamente “osannati” sino a chiusura serata. "Anomalo" il ritardo di circa un'ora sulla tabella di marcia, "anomalo" il cambio di scaletta tra le ultime due band, e forse infine, anche un po’ "anomalo" il recensore qui presente, che ascolta metal da circa dieci anni, e ora si ritrova a lavorare in un negozio d'alta moda, mentre cerca di trovare ore preziose da dedicare alla webzine Raw And Wild.

"Anomalie" a parte, la serata si apre proprio con una band del posto, spuntata dal nulla circa un mese prima dell'evento, per proporre varie cover dei famosissimi Deftones. Prendendo proprio il nome da una canzone di questi ultimi: Hexagram. Legati dalla passione per il nu-metal, eseguono i vari pezzi alla perfezione (sbavature e growl a parte) riuscendo ad ottenere ottimi riscontri dai molti presenti, me incluso, nonostante la mia quasi totale avversione a questo tipo di genere. Non riesco neanche a prendere la via per i sanitari, che sul palco sale già la seconda band del giorno: Deus Of Machine, che a distanza di un anno dalla loro nascita, riescono finalmente a suonare col nuovo cantante nella loro città. Intro a parte, la band mostra la sua vera natura, scatenando Thrash/Death metal con radici progressive, lasciando al frontman, non solo le splendide parti vocali ma anche l’obbligo “morale” di fomentare il pogo. Bei riff, breakdown e blast beat conditi con un sound molto moderno fanno si che i presenti mostrino il pollice in alto per la splendida e movimentata performance.

Con i terzi venuti si cambia città e soprattutto genere, difatti da Molfetta arrivano i Ginkgo Dawn Shock, che ci propongono invece, una sorta di progressive-rock fuso a prog-metal (una sorta di Tool pugliesi se mi è concesso il paragone). Molti dei presenti (ed io con loro), sono rimasti sbalorditi dalla tecnica mostrata nell'esecuzione dei vari pezzi, soprattutto poi tenendo conto della giovane età dei membri (in particolare quella del batterista, non ancora maggiorenne). Dai vari complimenti che la band ha ricevuto, e dai vari ep acquistati a fine esibizione, si è potuto capire quanto sia stato ben accolto questo quartetto.
La calma prima della tempesta poiché sullo stage si presenta un'altra band barlettana (anche se con cantante bitontino), che si sta facendo le ossa nella scena da qualche mese a questa parte, i Sic Transit Gloria Mund". E ancora una volta anziché rimanere in disparte per prendere appunti, cado nel “tunnel oscuro”, aizzando spintoni e quant’altro (proprio come già successo durante il’esibizione dei Deus Of Machine), lasciando nel dimenticatoio taccuino e penna. Fortunatamente la mia buona memoria ha potuto farmi ricordare il giorno dopo, per filo e per segno, il grande show proposto dal quintetto.

Dalla Puglia poi, ci spostiamo in Campania, da Caserta vengono gli One Shall Stand, che stravolgono la serata proponendo, diversamente dalle altre band, una sorta di hardcore/punk/deathcore/rap, insomma un genere difficile da definire su carta, ma che colpisce come un pugno in pieno petto. Nonostante i molti chilometri percorsi e le molte ore passate, i giovani ragazzi per nulla stanchi ci trasmettono la loro carica ed energia, ricordando a tratti band come Madball e Biohazard. La serata si chiude con il cambio di scaletta già annunciato in precedenza, con i Whattafuck!? da headliner al posto degli One Shall Stand. Pratiche d'ufficio a parte, i pugliesi fanno del nu-metal alla Limp Bizkit il loro cavallo di battaglia, accostando parti vocali velocissime a vari scratch, regalati dal generoso dj. Inediti a parte, salta fuori "BOOM", famosa e consolidata cover dei P.O.D., a togliere le ultime energie a suon di headbanging, ai valorosi rimasti.

Risvegliatomi il giorno dopo, giusto in tempo per far colazione o per meglio dire pranzo, il mio corpo parla per me: contusioni, torcicollo e voce roca (aggiungo inoltre un cellulare che non risponde più come dovrebbe ai comandi, a colpa dei continui urti ricevuti durante l’intero festival) fanno da pegno alla splendida serata che sicuramente, merita un voto massimo per la passione e il sacrificio messi in gioco da tutti i ragazzi per questo "Pugliapocalypse". Sicuramente la buona risposta data dagli spettatori, mi fa sperare in una seconda edizione l’anno prossimo e, magari, una terza l'anno prossimo ancora, e così via discorrendo.

Fedele Straniere

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