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Metal Circus Summer – Destruction, Master, Cadaveria & more – Stornara (FG) 28/06/2014

Uno dei topos narrativi che di sovente torna in certa letteratura musicale, è quello della tranquilla cittadina che viene sconvolta dal rock and roll. Che siano dei balli proibiti o l’arrivo di una colorata carovana di fricchettoni poco importa, la vita di quella sonnolenta comunità non sarà più la stessa da quel momento in poi.
Tutto ciò a Stornra, provincia di Foggia, non è avvenuto. Il rock and roll, rappresentato dalla sua forma più pesante, è passato senza colpo ferire. Nessuno in capitanata ricorderà come uno spartiacque epocale quel concerto con quei tipi lungucriniti e pieniei di tatuaggi.
E dire che gli ingredienti per il successo della manifestazione c’erano tutti, un buon parterre, un ottimo palco, un service con i controcazzi, una location, se pur polverosa, in grado di raccogliere un buon numero di persone. Ecco, quest’ultime sono mancate. Non so quale siano state le cifre ufficiali, ma ad occhio il pubblico era veramente risicato!

Colpa di? Colpa di cosa? Non facile trovare le cause che hanno portato a queste numero così scarno di spettatori. Si potrebbe pensare allo scarso appeal dei Destruction, che qui al sud ci passano volentieri. Al caldo che invogliava più ad andare al mare (ma da quando i metallari ci vanno?) che in uno sperduto campo di calcio della provincia foggiana. Si potrebbe puntare il dito contro il prezzo forse eccessivo (25 euro al botteghino, 20 in prevendita). Si può pensare a tutte ste cose, ma sia che lo si faccia prendendo questi fattori singolarmente, sia che se li consideri tutti insieme, il mistero resta irrisolto.
Fortunatamente il dio del calcio ha fatto si che l’Italia uscisse, meritatamente, con largo anticipo dai mondiali, altrimenti il concerto si sarebbe tenuto in contemporanea con la partita degli azzurri, e a quel punto…

Comunque noi c’eravamo, sin dalle tre del pomeriggio. Uno show più che altro per addetti ai lavori quello dei Narcosynth, la canicola estiva comunque non ha scoraggiato i ragazzi sul palco, autori di un buon thrash, scesi dal vicino Molise per testare il polso al pubblico dauno. Purtroppo per loro, mi sa che dovranno tornare in situazioni ambientali più favorevoli per poter godere appieno dei frutti della propria fatica. Giocavano invece in casa i Nexxt, autori di una delle migliori prove della giornata. Forti di un’esperienza ventennale, propongono un sano e robusto metal che affonda le proprie radici negli anni 90. Anche loro degli eroi ,capaci di sfidare il sole alto nel cielo, in particolare il cantante Cristian Tricarico, che si è sbattuto come un ossesso sul palco.

Tra i gruppi d’apertura provenienti da più lontano, ci sono stati i romani Nerodia. Un black molto particolare e non banale il loro, ricco di sfumature che ne rendono interessante la resa finale. Non a caso la band ha dei natali nobili, potendo contare al proprio interno membri di Doomraser, Stormlord e VII Arcano. Una piacevole sorpresa per me che sono un amante di lungo corso degli autori di Mountains Of Madnes.

Con Tales Of Deliria e Cruntus si torna dalle mie parti. Per i più giovani, ma già rodati da un decennio ormai di esperienza in giro per l’Italia, Tales Of Deliria, questa data poteva rappresentare l’occasione giusta per esportare anche nel foggiano il proprio thrash sempre convincente ed avvincente. In barba al nessuno è profeta in patria, il poco pubblico sotto le transenne viene proprio dal capoluogo pugliese. Un occasione persa di metalhead foggiani per conoscere una delle migliori realtà nostrane. Diversa la storia dei Cruentus, tra le più longeve band estreme dello Stivale. Ancora una volta dimostrano di non aver perso l’antico smalto, non soddisfatti dei chilometri già macinati in questi anni, non si sono arresi neanche sotto il sole rovente di un sabato pomeriggio di giugno. L’ottima resa sonora ha reso giustizia alle capacità tecniche di questi ragazzi. Ancora una volta mi domando quando si decideranno a tirar fuori un nuovo album!

I “nostri” Neka (vi ci suona il supermegadirettore della zine) sono stati, non ce ne vogliano le altre band, gli eroi della serata. Nonostante la defezione all’ultimo minuto del chitarrista, i deathers foggiani hanno deciso di suonare lo stesso. Un’atmosfera irreale certo, però il triangolo voce-basso-batteria alla fine ha retto, nonostante le oggettive difficoltà della situazione. Una dimostrazione di coraggio e serietà professionale.

I Sawthis si sono presentati sul palco come se non ci fosse un domani. Hanno dato tutto, si sono dimenati come ossessi, nonostante il numero esiguo di persone presenti. Sudore e adrenalina, una versione terremotante di Roots per dividere con i pochi coraggiosi la polvere del terreno dello stadio dauno. Grande band, non mi stancherò mai di dirlo.

All’epoca dello scisma che portò alla nascita dei Cadaveria, io, fan della prima ora degli Opera IX, decisi di non scegliere né mamma né papà. Ammetto quindi di aver seguito poco la carriera solista della cantante, così come quella dei suoi ex compagni. Però parte di quella magia che mi aveva fatto stravedere per gli autori The Call of the Wood, l’ho ritrovata nella musica e, soprattutto, nella voce della cantante. Ma non solo, piano piano in me è maturata l’idea di recuperare parte del terreno perso in questi anni, d’altronde ormai di tempo ne è passato e lo shcok della separazione è stato superato. Nonostante la luce ancora alta e il caldo che non cessava, la band ha comunque saputo creare un’atmosfera oscura e magica con brani quali “Memento Audere Semper”, “Anagram “ e “Blood and Confusion”. Sicuramente un posto al chiuso e meno luminoso avrebbe garantito una resa maggiore, ma non possiamo certo lamentarci dell’ottimo show a cui abbiamo assistito.

I Master sono una band che bazzica volentieri tra le desolate lande della penisola italiana, per questo possono contare su un’audience affezionata. Dopo un pomeriggio passato sotto il solleone che batteva sul banchetto del merchandising, Mr. Paul Speckmann ha trovato le forze per regalare un’oretta di show aggressivo e motorhediano nell’indole. Il terzetto ormai ben saldo in Europa, ben due membri provengono dall’est del nostro continente, nell’o slot a propria disposizione, tra un’arringa al pubblico e un sorso di Jack Daniel’s, ha eseguito alcuni dei pezzi classici del proprio repertorio, che trovano nei primi due album il proprio apice creativo, come “Judgement of Will”, “Master” e “Funeral Bitch”. Una band inossidabile!

Dopo una lunga attesa, dovuta al settaggio della batteria, finalmente, col fresco, sono saliti sul palco i Destruction. Il pubblico è salito numericamente, ma sempre una ben misera cosa, non a caso il gigantesco leader della band, tra un ringraziamento e l’altro all’organizzazione, non ha mancato di sottolineare la delusione per l’ampia defezione e la sua stima per i presenti. Abbiamo detto del ritardo, comunque lo show una volta partito è scivolato liscio come l’olio, il terzetto (Schmier, Mike, Vaaver) è ben rodato da anni e si è concentrato particolarmente sulla produzione più datata: “Thrash Till Death” , “Spiritual Genocide”, “Nailed to the Cross”, “Mad Butcher”. E ancora “Total Desaster”, “Curse the Gods” e “The Butcher Strikes Back”. Uno Schmier particolarmente loquace (è la terza volta che vedo dal vivo i crucchi, ma non l’avevo mai sentito parlare così tanto tra un pezzo e l’altro), tocca il proprio apice oratorio quando si lancia in un perfetto “chi t’è murt e stramurt!” (credo che il testo sia comprensibile anche ai non pugliesi) dedicato agli assenti!.

Una buona giornata di metallo, forse un po’ troppo lunga (iniziare alle quindici è stato un errore, meglio optare per un numero inferiore di band e partire alle 18), in cui l’organizzazione ha pagato alcuni sbagli (per esempio potevano essere garantite dalle navette in partenza dalla stazione di Foggia), ma che comunque non giustifica un tale disinteresse. Da parte mia spero che sia solo un episodio isolato e non un segnale di disinteresse per il metal, perché mi spiacerebbe tornare indietro di 10/a5 anni, quando il concerto più vicino era nelle migliore delle ipotesi a Roma. Perché con l’indifferenza si distrugge la tanto decantata, tra un “mi piace” e l’altro, scena!

g.f.cassatella

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