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Bud Spencer Blues Explosion and guest - Bari - Demodé Club - 24/04/2014

Serata non proprio ortodossa per noi di rawandwild.com (non ci paga nessuno quindi facciamo quello che più ci piace) quella trascorsa il 24 aprile al Demodé di Bari in compagnia dei Bud Spencer Blues Explosion. Il duo romano dedito a sonorità punk-blues-alternative capita spesso da queste parti e per il sottoscritto è sempre un piacere assistere a un loro concerto. Giusto per contraddirmi devo ammettere che, assente giustificato, ho perso la loro precedente esibizione, sempre al Demodé, di un paio di anni fa. Anche in quell’occasione a organizzare la serata fu la Rock Cult di Antonello Maggi che intende la musica come piace a noi: senza barriere e pregiudizi. A dire il vero, pur ritrovandomi circondato da facce nuove (è impressionante vedere come cambi l’abbigliamento a seconda del genere ascoltato), per lo più appartenenti a ragazzotti dalla barba lunga e dal capo pelato, ho riconosciuto in incognito molti metallari in libera uscita, probabilmente attratti non solo dai BSBE, ma anche dai due gruppi posti in apertura: Dragon' S Tongue on the Rocks e Madre De Dios.

Nonostante l’evidente e rapida escalation dei BSBE all’interno della scena italiana, i ragazzi hanno dimostrato di avere ancora ben saldi i piedi per terra, rilasciando autografi e facendo foto con i fan, anche nei momenti più inopportuni (durante la loro cena, per esempio).
I Dragon' S Tongue on the Rocks di Pippo Simone hanno proposto una manciata di brani di robusto hard rock con influenze blues e psichedeliche: un ottimo antipasto per tutti gli avventori della saletta del club. Nonostante siano miei concittadini, non avevo mai avuto l’occasione di ascoltarli, per fortuna ho colmato questa lacuna.
Più corposo è stato lo show degli hard stoner Madre de Dios, compagine che vede impegnati alcuni personaggi noti della scena metal barese, come Natron, Motherly Sin e Stainer, capaci di far muovere il già numeroso pubblico sotto tonnellate di riff hard, southern e stoner, con una sana attitudine punk del singer Frank Bizzarre.

Dopo il consueto cambio di palco ecco apparire i BSBE. Adriano Viterbini (chitarra, voce) e Cesare Petulicchio (batteria, cori e synth), nonostante siano solo in due, ciò che impressiona da subito è la capacità della band di occupare lo spazio (in verità si tratta del palco piccolo del Demodé, scelta quanto mai azzeccata), soprattutto con il chitarrista che si muove in continuazione. Nonostante il capello corto e la faccia da bravo ragazzo è un indemoniato con le se cinque chitarre; mentre più posato e concentrato appare il batterista. Il sound dei laziali - è giusto dirlo - è meglio dal vivo di quanto non sia in studio. Forte è la componente di improvvisazione e la deriva psych-blues che le canzoni acquistano dal vivo, tanto da sembrare dei pezzi nuovi ogni volta che vengono eseguiti. Perché se in sala di incisione si pongono dei limiti, questi ragazzi sul palco li distruggono con una facilità disarmante! Non a caso l’ascesa della band è iniziata con l’esibizione a un vecchio concerto del primo maggio, in cui hanno riletto alla loro maniera “Hey Boy Hey Girl” dei Chemical Brothers.

L’inizio è stato dedicato all’album omonimo del 2009 “Mi Sento Come Se...”, “Esci Piano” (Alex Britti cover). Poi in successione, “Croce”, “Mama”, “Giocattoli”, “Pop”, “Duel” (nuovo singolo, accompagnato da video, che anticipa l’uscita del nuovo album), “Hey Man”, “Dio Odia I Tristi”. Il tutto eseguito senza respiro, quasi fosse un unico solo brano, vibrante e ricco di pathos. Poche parti cantate, ma nessuno sembra accorgersene. Più evidenti le smorfie di piacere dei due sul palco e delle centinaia di persone nella sala.

Scesi dallo stage, sono ritornati dopo pochi minuti per il bis, ovviamente l’immancabile “Hey Boy Hey Girl” e “Soul”.
Una serata di buona musica che ha ricaricato le pile dei presenti, una boccata d’aria per chi non ama soffermarsi sempre sulle solite sonorità.

g.f.cassatella

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