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Apulia Metal Fest – Death SS. L'Impero Delle Ombre… - Bari, Demodé Club - 04/12/2014

Un buon inizio d'anno per i metallari pugliesi e, perché no, del mezzogiorno quello vissuto il quattro gennaio al Demodé Club di Bari. La nuova edizione dell'Apulia Metal Fest, infatti, conteneva un piccolo dono post-natalizio, i Death SS, oltre che un nugolo agguerrito di band pugliesi. Il tutto a un prezzo popolare, 15 al botteghino, 10 in prevendita! La vera peculiarità di questa serata è stata la presenza di due palchi distribuiti in due sale differenti, la piccola ha ospitato il vero e proprio festival, la grande ha visto l'esibizione di Steve Sylvester e soci.
Ma andiamo con ordine, ad aprire le danze sono stai i baresi Daegonian, fautori di un power metal dalle influenze sinfoniche e non solo, infatti non mancano momenti ben più pesanti. Particolarità che contraddistingue la band è la presenza della doppia voce maschile e femminile. Come lascia presagire il monicker, il gruppo non è immune da influenze lovercraftiane.
Rapidissimo cambio, ed ecco apparire sul palco gli Evillive. Non solo avvicendamento di provincia ma anche di genere, dal power sinfonico si è passati a un death metal melodico con influenze gotiche. La varietà stilistica (in pratica ogni gruppo ha proposto un genere differente) è stata una delle carte vincenti giocate dalla Rockcult di Antonello Maggi – in collaborazione con i ragazzi di Metal Symposium - per rendere più interessante la serata. Anche i tarantini hanno sfruttato al meglio la fetta di tempo a propria disposizione, riscaldando al meglio il pubblico sempre più numeroso.

Il cartellone della serata prevedeva in scaletta i Kronium, ma da qualche giorno l'organizzazione aveva reso noto che questi sarebbero stati sostituiti dai baresi Hexentomb. Mi sono così apprestato ad ascoltare una band che non conoscevo. Sono rimasto piacevolmente colpito dal black metal proposto da questi ragazzi, secondo me tra i migliori della serata.
Dai suoni oscuri ed estremi si è passati repentinamente a quelli più classici e melodici dei salentini Essenza. Il power trio ha proposto una carrellata di song in bilico tra hard rock e heavy metal classico. Melodia e grinta, oltre che un'ottima attitudine sul palco, hanno reso l'Esibizione degli Essenza una delle più convincenti della serata.
Probabilmente il numero più alto di presenze in sala piccola lo si raggiunge durante l'esibizione dei Twilight Gate. La band, che propone un power\progressive, ha saputo calamitare le attenzioni dei metallari anche più estremi. Gran parte del merito va all'indiscussa capacità tecnica di questi ragazzi e alla presenza di un personaggio come Jimmi Troccoli che con i suoi Shining Blade (omaggiati con "Winged Snake") a metà anni ottanta ha scritto una delle pagine più entusiasmanti del metallo tricolore.

Ammetto che il gruppo del cartellone che stuzzicava maggiormente le mie fantasie erano L'Impero Delle Ombre, avendo già avuto occasione di assistere in svariate occasioni a dei concerti dei Death SS. Invece, nonostante la band dei fratelli Cardellino sia tra i miei ascolti preferiti, non avevo mai avuto occasione di vederli dal vivo. A dispetto del poco tempo a disposizione il gruppo m'ha convinto, certo il desiderio di poter assistere a un loro show completo non è diminuito, anzi è sicuramente cresciuto! I brani proposti sono stati: "Diogene", "Rituale", la uova "Corvi Neri", "Il Giardino dei Morti" e "Sogni di Dominio". Un ottimo antipasto horro, a base di catene, maschere e libri maledetti, in attesa degli headliner!

Cambio di sala, da quella piccola alla grande. Il palco è già pronto con tre corci\microfono che fanno bella mostra di se. Calano le luci, sale la nebbia. I primi membri della band escono alla spicciolata, finché da una bara non compare lui, Steve Sylvester. Ed è subito il solito grand guignol che accompagna i Death SS da sempre. Devo confessare che non ho gradito l'ultima fatica discografica della band (a quanto pare, dai giudizi raccolti in giro, sono uno dei pochi), però mi sono approcciato allo show con una giusta dose di entusiasmo. Fortunatamente sono stato ripagato con gli interessi dal Vampiro e compagni: una scaletta che riperccore in pieno la storia del combo (con esclusione di Humanomalies e The 7th Seal), in cui i classici fanno bella mostra di se. Si parte subito forte con "Peace Of Mind", eseguita subito la canonica intro "Ave Satani". Come di consueto Sylvester, immedesimato nel personaggio che interpreta, interagisce poco o per nulla col pubblico (ricordo solo un "grazie Bari" verso la fine), quindi i brani si susseguono senza soluzione di continuità: "Horribile Eyes" precede il primo brano estratto da Ressurrection, "The Crimson Shrine" (gli altri saranno "The Darkest Night" e "Dionysus"). Ancora un brano tratto da Heavy Demons, "Where Have You Gone?", introduce uno Steve nelle vesti del Baron Samedi per l'interpretazione del brano omonimo. Anche la successiva "Scarlet Woman" è un estratto da Do What Thou Whilt. Un salto indietro di quasi 40 anni per la successiva "Terror", mentre Heavy Demons si conferma uno degli album più "saccheggiati" con "Baphomet". L'inno "Let the Sabbath Begin!" è stato cantato a squarciagola da tutti, così come la successiva "Cursed Mama". "Hi-Tech Jesus" ha anticipato il classicone "the Vampire", esecuzione arricchita dalla ormai tradizionale pantomima che vede il vampiro alle prese con la (s)fortunata suora. Pochi minuti di pausa, ed ecco il bis con "Panic" ed "Heavy Demons".

Come dicevo prima la band pur avendo intrapreso una strada artistica che mi è poco congeniale, riesce dal vivo a scatenare quelle fantasie che sin da ragazzo mi portarono a innalzare i Death SS tra i miei ascolti preferiti (per anni sono stato un loro collezionista). L'unico rammarico è per i costumi sempre meno rappresentativi, si fa veramente fatica ad individuare il Vampiro, la Morte, la Mummia e lo Zombie!
Nonostante l'ora tarda il numeroso pubblico è apparso quanto mai soddisfatto dallo spettacolo offerto, giusta ricompensa per chi ha percorso centinaia di chilometri per raggiungere Bari dalla Sicilia o dalla Calabria.

A noi non resta che attendere il prossimo evento marchiato Rockcult, che vedrà sul palco del Demodé la leggenda tedesca Sodom e gli Asphyx, per il sottoscritto una delle migliori compagini death metal di sempre.

g.f.cassatella

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