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Doomraiser + Cruentus + Dewfall + Motherly Sin - Bari - Nordwind - 09/05/2013

Mancavo dal Nordwind di Bari da qualche anno, occasione giusta per tornarci è stato l'evento nato dalla collaborazione di due attivissime realtà del territorio pugliese: Rockcult e Metal Symposium.
In linea con l'obbiettivo comune ad entrambe di dare visibilità alle compagini più meritevoli del panorama metallico nazionale, sulle assi del palco barese sono saliti quattro gruppi dalle sonorità differenti.
Ad aprire le danze sono stati i Motherly Sin, formazione con ormai una dozzina d'anni di esperienza alle spalle, con il loro death metal coriaceo dalle sfumature black. I pezzi proposti sono stati "Biomechanical Flesh", "Kill For Blood", "Holocaust Of The Undead", "Putridity Of Blood", "The Cell" e "Alienation". La band, nella mezzoretta a propria disposizione, ha dimostrato un'ottima professionalità, sbattendosi innanzi a una ancora sparuta audience (il pubblico barese ha un'indole notturna).

Rapido cambio di palco ed ecco i rinnovati DewFall. Avevo avuto occasione di vedere la band all'opera nel periodo immediatamente successivo al ritorno sulle scene (circa un anno fa), dopo una lunga pausa, e all'inserimento dei nuovi membri - in quell'occasione avevo notato una certa ruggine derivante dall'inattività. Oggi posso affermare che questa è completamente sparita: la band ha assorbito al meglio i nuovi componenti. La miscela di death e black melodico funziona al meglio e il palco conferma la validità dei nuovi brani inseriti nel recente Ep Painful Death Lake, la cui titletrack è stata utilizzata per la realizzazione di un ottimo video. Oltre al citato brano, sono stati eseguiti "The Course to Malkuth", "Spheres of Abyss", "Moon Dagger" e ""Apostasy of Hopes", più la cover di "Night's Blood", classico dei Dissection.

Prima degli headliner della serata, tocca a una delle band più longeve del panorama estremo nostrano: i Cruentus. Pochi secondi e il massacro a base di death ultratecnico ha inizio: il gruppo è una garanzia dal vivo e il pogo sotto il palco lo dimostra. Il pubblico, fresco reduce dalla festa del santo patrono, non si è lasciato sfuggire l'occasione per potare in spalla un altro Nicola, meno santo, ma comunque anche lui pieno di "spirito", il singer della band Bavaro. Precisione chirurgica e un ottimo affiatamento, frutto di anni di coesistenza. I brani eseguiti dal gruppo sono stati "Blindness Means Watching", "Spoil the Flash", "Passin' Over", "Everspace", "The Strain", "Funambulism", "Circles", Never Forget", "Shadows". Ancora una volta, al temine dell'esibizioni dei baresi, è forte il rimpianto di non aver ancora potuto ascoltare il successore del fantastico album di debutto, In Myself, datato 1996. Seguo da anni i Doomraiser, avendone recensito l'intera discografia, ho potuto valutare il percorso evolutivo dei romani. Sfortuna ha voluto che in occasione della prima data barese dei capitolini, poco più di un anno fa, per motivi personali non ho potuto presenziare al concerto. Ma il "destino" è stato galantuomo con me, ed ecco arrivare una seconda occasione.

Nonostante fossi favorevolmente predisposto, non potevo immaginare cosa avrei visto e ascoltato, i Doomraiser dal vivo sono anche meglio! I suoni vengono diluiti allo spasimo, il tutto diventa un magma ipnotico, lisergico e alienante. Una vera liturgia, con cinque officianti e un centinaio di fedeli pronti a prostrarsi innanzi al suono grasso e allucinante dei nostri. Un po' più di un'ora d'esibizione per una mezza manciata di brani. Il brano scelto per l'apertura è stato "Vampires Of The Sun", ed è subito chiaro come sarà l'andamento della serata: riff pesanti prodotti dalla coppia d'asce (Drugo\Willer) fanno da base alla voce vellutata di Nicola "Cynar" Rossi (con tanto di maglia esplicativa del suo amore per Danzig). Ed è proprio il cantante, con il bassista Andrea "BJ" Caminiti, il protagonista della serata, diviso tra microfono e sintetizzatore. Una mazzata dopo l'altra, "Another Black Day Under The Dead Sun", "The Raven", "Mountains of Madness" e la splendida "Rotten River", il momento più alto della serata! Poi solo le frequenze del synth a salutare la band che va via, con noi tutti ancora "intontiti" da tutto quel ben di dio.

Una serata perfettamente riuscita, all'interno della quale è stato possibile ascoltare finalmente sonorità doom, che non sempre qui da noi hanno la ribalta che meritano. Viva le audio diversità. Viva Rockcult. Viva Metal Symposium!

g. f. cassatella

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