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Aldo Tagliapietra feat. David Jackson – Fasano Jazz - 12/06/2013

E sono 16! Tra i più longevi festival dello Stivale, il Fasano Jazz continua ogni anno a regalare emozioni non solo agli amanti del genere che ne caratterizza il nome, ma anche agli appassionati di progressive.
Dopo aver ospitato grandi nomi del panorama internazionale (Gong, Steve Hackett, Richard Sinclair, Heatfield And The North) e nostrani (Osanna e Area), la prestigiosa serata conclusiva di quest'anno è stata ad appannaggio di Aldo Tagliapietra, ormai ex Le Orme e sempre più proiettato in un'interessante e proficua carriera solista.
A fare da preambolo all'esibizione di Aldo, nei giorni precedenti, oltre ad alcuni prestigiosi concerti jazz (Rea e Fresu, solo per citarne un paio), tutta una serie di eventi più in linea con le sonorità recensite su queste pagine. In particolare nella serata del 7 giugno Ezio Guaitamacchi ha presentato il suo nuovo libro Rock Files, operazione ripetuta il giorno 11 da Paolo Carnelli, autore della biografia italiana dei Van Der Graaf Generator.

Ed è proprio la band di Peter Hammill la protagonista ridondante di questo festival, oltre all'evento di cui sopra, gli autori di Pawn Hearts sono stati oggetto di un concerto tributo che ha visto protagonisti la Alex Carpani Band e colui che dei VDGG è stato per decenni il sassofonista, David Jackson (già esibitosi a Fasano qualche anno fa con gli Osanna).
Ad introdurre l'esibizione finale di Tagliapietra, sono intervenuti i critici musicali Donato Zoppo e Mario Giammetti, che hanno sapientemente illustrato i contenuti della serata, anticipando quella che sarebbe la prima sorpresa dell'artista veneto: l'esecuzione, per la prima volta in assoluto dal vivo, del nuovo album, L'Angelo Rinchiuso (uscita prevista per il 3 settembre).
Piacevolmente colpiti dalla cosa, ci lasciamo trasportare dalle note della lunga suite. Accompagnato dai Former Life (Andrea De Nardi – organo hammond e tastiere, Matteo Ballarin – chitarra e Manuel Smaniotto - batteria, oltre che dal tastierista Sergio De Nardi), il sound di Aldo sembra più vicino a quanto fatto in passato rispetto al suo primo lavoro da solista, Nella Pietra E Nel Vento. Pur se caratterizzata dai particolari vocalizzi che da sempre hanno contraddistinto Le Orme, quanto proposto nei quaranta minuti della prima parte del concerto, è molto più moderno e robusto. Un giusto compromesso tra passato e presente, la dimostrazione che la vena artistica del nostro è tutt'altro che inaridita. Un piccolo fuoriprogramma a conclusione del L'Angelo Riunchiuso, un tributo a un compagno del cantante che non c'è più: "Amico Di Ieri".

Terminata la prima parte, tornano sul palco Zoppo e Giammetti, questa volta accompagnati dal vandergraafgeneratorologo Paolo Carnelli. Come ho avuto modo di dire, questa edizione è fortemente caratterizzata dalla musica di Hammill e compagni, a questa peculiarità non poteva non essere presente nella serata finale: a quarant'anni dalla "non incisione" Tagliapietra e David Jackson hanno proposto la versione del capolavoro de Le Orme, Felona e Sorona, così come sarebbe dovuta essere nell'edizione inglese pubblicata dalla Charisma. Sono proprio i tre esperti a rievocare gli avvenimenti di quel lontano 1973: Hammill, da poco uscito dai VDGG accompagna Le Orme nel loro tour italiano, qui sente i tre membri parlare di un ambizioso progetto di concept album incentrato su due oscuri pianeti. Il britannico entusiasta della cosa si propone come paroliere di un'eventuale edizione inglese dell'album. Il destino ha voluto che Ferona e Sorona rientrasse nei piani dell'etichetta Charisma Records e che quindi l'opera di Peter diventasse necessaria. Al momento delle registrazioni delle nuove linee vocali, l'ormai ex VDGG si presenta in studio con il suo compagno di mille avventure, David Jackson. Jaxon registrerà delle parti di sax, che in un secondo momento non verranno inserite nella definitiva edizione inglese, poiché ritenute poco omogenee con quanto già registrato in Italia dal trio (in realtà le tracce sonore utilizzate per l'album internazionale erano le stesse di quelle della versione italica). Per porre rimedio, anche se parziale (per stessa ammissione di David quelli arrangiamenti sono andati completamente dimenticati), a questa situazione sono state previste una serie di esibizioni, iniziate a Verona il giorno 11 maggio, incentrate sull'esecuzione dell'intero concept arricchito dai fiati. Inutile dire come man mano che i minuti passavano, nel sottoscritto e nei presenti maturava un rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Se l'edizione originale di Felona e Sorona è un capolavoro, quella ascoltata in questa serata di metà giugno appare ancora più inquietante e barocca, ricca com'è di quell'isterismo tipico dei VDGG.

Aldo si dimostra in piena forma, ma deve cedere il posto d'onore nelle attenzioni del pubblico al britannico, vero istrione, oltre che grande artista.
Una nota di merito va anche ai tre Former Life capaci di rinfrescare il sound di FES senza snaturarlo. Magari un giorno verrà pubblicato un album live contenente questa nuova "vecchia" versione, ci sentiremmo tutti un po' meno orfani.
L'immancabile bis è un omaggio a due dei pezzi più celebri de Le Orme: "Cemento Armato" e "Sguardo Verso Il Cielo".

A fine serata Tagliapietra e Jackson, nonostante un'intensa e faticosa performance, si sono concessi ai fan per autografi e foto (una tradizione consolidata del Fasano Jazz quella di celebrare una sorta di "terzo tempo" che vede uniti pubblico e artisti). Ancora una volta l'organizzazione messa in piedi da Domenico Demola è riuscita nell'impresa di donare al popolo pugliese (e non solo, ho intercettato anche persone provenienti dalla Campania) una mezza dozzina di serate di grande musica. Il difficile viene ora, come potremo aspettare un intero anno prima di poter assistere alla diciassettesima edizione?

g.f.cassatella

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