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Total Metal Festival 2012 – Testament, Dark Funeral, Sadist & more – Toritto (BA) - 31/07/2012

Per il proprio decimo compleanno, dopo un paio di edizioni al coperto, il Total Metal Festival torna "Open Air". La location scelta dalla Vivo Management è suggestiva, il Parco Medievale di Toritto, Sin dall'arrivo sul posto s'è intuito che non sarebbe stato il solito festival: tende, capanne, cimitero, oltre che tutta una serie di figuranti in costume, hanno catapultato gli spettatori indietro nel tempo di alcune centinaia d'anni. Non sono mancate le attività a tema come il tiro con l'arco medievale (per i meno tradizionalisti c'era l'alternativa del fucile ad aria compressa) o i consueti stand in cui era possibile acquistare non solo cibo e bevande, ma anche cd, magliette e ogni tipo di gadget.

Se la cornice è stata suggestiva, il vero motivo che ha spinto una massa enorme di metallari da ogni dove sin nella piccola Toritto è stata la musica. Per ragioni lavorative non ho potuto seguire le prime quattro band del cartellone, a loro porgo le mie scuse e un sincero in bocca al lupo per il prosieguo della propria attività musicale.

Al mio arrivo trovo i barlettani Subliminal Fear, freschi autori di One More Breath e con alle spalle un album datato 2007 (Uncoloured World Dying), impegnati in una rovente esibizione (non solo per colpa del caldo). I brani proposti ("Prayers of The Innocent", "Insane Archetype", "Raving Of The Moment", "Leave Your Eyes in This Burning Skyes" e "One More Breath") sono un ottimo esempio di death metal tecnico con un occhio alla melodia e spunti modernisti. Buona prova la loro, peccato per lo scarso pubblico pomeridiano.

I Reapter da Roma, giovanissimi, hanno proposto un thrash metal abbastanza classico con brani tratti da Mind album del 2011.
Più o meno sulle stesse coordinate stilistiche si sono mossi giovanissimi Fake Mors, anche se nel loro caso non sono mancati spunti di matrice più tipicamente death. I Golem hanno giocato in casa, basti pensare al pubblico che si è radunato sotto il palco in occasione della loro esibizione: band vera e rodata, dalla buona presenza scenica. Ormai il pubblico barese conosce a menadito i brani tratti dall'ultimo One Bullet Left. I Kenos hanno una buona esperienza alle spalle e una nutrita discografia, dopo una breve intro tratta dalla colonna sonora dei Pirati dei Caraibi, è partita una buona esibizione a base di death metal muscolare e tecnico: un ottimo banco di prova per i brani tratti dal nuovo Nightmare To Samara, uscito per la My Kingdome Records.

Non hanno bisogno di presentazioni i Subliminal Crusher, band tra le più incazzate dello Stivale. Se E(nd)volution è il passato, noi restiamo in attesa del nuovo imminente album. "Armageddon", "Just All I Want", "Bored", "Later", "Unfocused" e "Useless People", alcuni dei pezzi proposti.

I Methedras ormai sono di casa qui in terra di Bari, la loro ultima esibizione risale a circa un mesetto e mezzo prima. Ancora una volta il pubblico barese ha potuto gustarsi in anteprima alcuni brani che finiranno sul nuovo lavoro. Gli Scream Baby Scream con il loro horror rock, una via di mezzo fra Death SS di Humanomalies e Misfits, hanno rappresentato il lato meno estremo del metal. Buona presenza scenica, trucco ricercato, sono stati gli ingredienti utilizzati dai milanesi per attirare le attenzioni del pubblico.

Con il buio ecco salire sul palco i genovesi Sadist, veri stakanovisti del metallo tricolore. Seguo le sorti della band di Tommy Talamanca sin dagli esordi e, nonostante abbia assistito più volte ai loro show, non riesco mai a trattenere un moto di gioia quando incrocio gli autori di Above the Light. Lo show è stato essenziale e pulito, l'imponente Trevor sa come tenete in pugno una platea, Tommy è sempre spettacolare nel suo barcamenarsi tra tastiere e chitarra. Poi ci sono i pezzi, quelli che hanno portato i Sadist in cima alla lista delle mie preferenze musicali. "Aput", "Season in Silence", "One Thousand Memories", "Tribe", "Tearing Away", e "Sometimes They Come Back" hanno rappresentato un giusto mix tra brani vecchi e più recenti. Una garanzia!

L'oscurità quasi totale ha accolto i Dark Funeral, complice un guasto all'impianto elettrico. La solerzia degli organizzatori è riuscita a porre rimedio all'inconveniente, garantendo così l'esibizione dei due gruppi stranieri. Certo gli svedesi hanno dovuto tagliare parzialmente la propria scaletta, ma in pochi se ne sono accorti, tanta è stata la veemenza de gruppo sul palco. Impeccabili sin dall'approccio visivo, per la loro seconda esibizione al Total Metal gli scandinavi hanno scaraventato sui presenti dosi massicce di black metal, con la solita ridondanza di satan nei propri titoli. Ottima la prova di Nachtgarm, non ha fatto rimpiangere l'ex Emperor Magus Caligula.

Inutile dire come la maggior parte del pubblico sia giunto a Toritto esclusivamente per assistere alla prestazione di Chuck Billy e compagni. I Testament sono un pezzo di storia del metallo, e la formazione attuale è quella classica (Chuck Billy – voce, Eric Peterson – chitarra, Alex Skolnick – chitarra, Greg Christian – basso) con l'aggiunta di un certo Geen Hoglan alla batteria. Sin dalle prime ore del pomeriggio gli americani sono stati disponibili e gentilissimi con il proprio pubblico, sembra quasi impossibile la trasformazione che questi cinque loschi figuri subiscono sul palco: delle vere macchine da combattimento. Se il pubblico non ha risparmiato il proprio entusiasmo, la band non è stata avara di regali, basti pensare alla prima assoluta in sede live di "Black Roots Of The Earth" (è stato lo stesso Alex ha sottolineare questa cosa). Altri brani tratti dall'ultimo sono stati "Native Blood" e "True American Hate". Lo show è iniziato con "Rise Up" (sempre dal nuovo album), per passare poi a "The New Orde" e "The Preacherà". "Into The Pit", "More than Meets the Eye" e "Practice What You Preach", hanno anticipato le conclusive "Over The Wall". Il canonico bis ha visto la band eseguire "D.N.R. (Do Not Resuscitate)" e "3 Days in Darkness", perle tratte dal grandissimo The Gathering.

L'impressione generale è stata quella di una band piena di entusiasmo, lo stesso Skolnick, tornato al metal più per necessità che per voglia, non ha lesinato energie. Hoglan è la solita macchina di precisione, Billy un grande frontman! E poi non capita spesso di ascoltare quattro brani nuovi dal vivo, questo è un chiaro segnale che i Testament credono nella propria ultima fatica.

Difficile non tornare a casa soddisfatti dopo un concerto così, ancora più complicato immaginare cosa possa offrirci di meglio la prossima edizione del Total Metal, ma alla Vivo Management gli assi nella manica non mancano…

 

g.f.cassatella

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