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Rockcult Extreme Festival, Obituary, Sinister + guests - Demodé Club - Bari - 03/06/2012

Festival di metal estremo con i controfiocchi (di lana d'acciaio) quello messo su dalla Rockcult di Antonello Maggi in quel di Bari. Il caldo di giugno non ha spaventato il popolo metallico, distratto solo nelle prime ore dalle lusinghe dei bagni estivi. Il cartellone messo su era ghiotto e bene equilibrato: se a suscitare il maggiore interesse erano i due gruppi in cima, Obituary e Sinister, non si può negare come subito a ridosso di queste formazioni ci fossero due capisaldi della storia del metallo underground tricolore del calibro di Forgotten Tomb e Glory Blister. Come se non bastassero questi quattro nomi a far rizzare le antenne degli aficionado meridionali, un'altra mezza dozzina di compagini agguerrite arricchivano l'offerta.

A ospitare l'evento un Demodé club per l'occasione ricco come non mai di punti vendita di gadget e cd, quasi impossibile non metter mano al portafogli!
Attratto dalla riduzione di prezzo praticata per i primi cento acquirenti al botteghino e da un buono sconto del 20% presso il musicstore Wanted Record, un manipolo di temerari ha sfidato la canicola per assistere al primo show, quello dei Raging Age. Death-black melodico per questi ragazzi baresi, che a suo modo mi ha ricordato i Dissection per l'alternarsi di partiture melodiche ed estreme, con una certa predisposizione per le soluzioni più atmosferiche. "Martyr", "Revenge", "Graveyard of Skulls", "Exhaling the End" e "Noch Ein Mal" i brani proposti.

Veloce cambio palco per recuperare un po'di ritardo accumulato, ed ecco salire gli stacanovisti Vinterblot. Da buoni vichinghi questi ragazzi non disdegnano i viaggi, così freschi reduci da una capatina in Sicilia, per il Sicily Metal Camp, hanno omaggiato i propri concittadini con la solita maiuscola prestazione. Ottimo viking death metal, ma ormai è quasi superfluo sottolinearlo. I brani proposti sono stati: "Council of Trees Beholder", "Howling Shadow", "Whispers to the Headless" e Those Once Loyal (cover dei Bolt Thrower). Per motivi di tempo è saltata la prevista "Upon A Reign Of Ashes" Nome storico del metallo pugliese, gli Ingraved si sono presentati con una formazione in parte rinnovata, ma già ben affiata per merito di una serie di date tenute negli ultimi mesi. Le sonorità si discostano alquanto da quelle, ben più tradizionali, sin qui proposte, poiché evidenziano una maggiore carica e attitudine hard core. Una prestazione molto fisica a contorno dell'esecuzione di "Bad Karma", "Showtime for My Apocalypse", "Onryu", "Not Yet" e "Your Thruth".

A dimostrazione che si fa presto a dire metal estremo, ma che, alla fine, queste etichette significa poco o nulla, ecco salire sul palco il quarto gruppo con il quarto sottogenere di metal differente! Gli Onicectomy, pugliesi anche loro, sin dal monicker lasciano pochi dubbi sul genere proposto: brutal-grindcore. Sicuramente la band più estrema tra quelle che si sono esibite sino a quel momento. I brani proposti sono stati: "Human Flesh Dressing", "Brain Pressure Breaking Skull", "Dawn Of Necrophilia", "Virgin Women Cannibalistic Ritual" e "Catatonia" dei Suffocation.

Il groove delle note che mi raggiungono nello spazio all'aperto del club non lascia dubbi, sul palco sono saliti i Cancrena. Ormai prossimi al ritorno discografico, il combo barlettano ha regalato ai presenti una buona mezz'oretta di metallo con pochi fronzoli e tanta sostanza. La formazione ormai consolidata da anni ormai è una garanzia e dal vivo sbaglia poco. Tra brani nuovi e vecchi, la setlist dei nostri è stata: "Under The Law", "The Pessimist", "Dark Torment", "Hidden Depravity", "Pervert Priest" e "Serpent Skin". Si ritorna su sonorità brutal con l'esibizione dei Vulvectomy. Il trio, caratterizzato dalla presenza della drum machine, ha annichilito il sempre più numeroso e meno accaldato pubblico. Buona tecnica, titoli ributtanti ("Blunt Rectal Impalement", "Gangrenous Testicular Deformity", "Pusfull Hymen Liquified", "Azoospermic Infertility", "Split Tickened Vulvar Skin", "Charred Scrotal Fragments" e "Festering Detached Genitals") e vocione di rito, sono gli ingredienti che caratterizzano la band. In attesa del terzo album previsto tra un annetto, non mi resta che fare loro i miei complimenti. I Glory Blister, per il sottoscritto, sono uno dei migliori gruppi death dello Stivale.
Il REF è stata per me una ghiotta occasione per entrare in un solo colpo in possesso dell'intera discografia del combo apulo-lombardo e gustarmi e per la prima volta (colpa mia in questo caso) un loro show. Accanto ai due nomi storici, Joe (batteria) e Raff (chitarra), sul palco compaiono John St. John (voce) e Christian (basso). Con un nuovo album appena uscito da presentare, Earth-Sick, la band non lascia spazio ai fronzoli, ma si dedica alla sostanza. E che sostanza! Tecnica e brutalità, con un giusto gusto per la melodia. Una prestazione con i controfiocchi, una lezione un po' per tutti sul cosa significhi il termine death metal!

Un nome storico tira l'altro, sul palco è il turno dei Forgotten Tomb di Herr Morbid. Probabilmente la compagine con sonorità più lontane da quelle presentate dalla decina di band che si sono avvicendate sul palco, ma questo non è dispiaciuto a nessuno, anzi… Anche per i romani una quarantina di minuti scarsi per inondare di malinconia e rabbia quanti hanno avuto il buongusto di raggiungere il Demodé. Anche in questo caso, non avevo mai assistito a uno show della band, devo dire che lo show mi ha convinto a pieno (sono un po' scettico dell'efficacia live di alcuni generi). I FT sono cambiati dagli esordi a oggi, ma l'essenza non è mutata.

I Sinister in Puglia dovevano venirci qualche anno fa, poi qualcosa andò storto. Poco male, perché gli olandesi hanno saputo farsi perdonare alla grande. Della formazione storica è rimasto il solo Aad Kloosterwaard, una volta batterista e oggi cantante (in tempi di crisi il sapersi reinventare è l'unica ancora di salvezza, come ha detto qualcuno ben più tecnico di me), il resto dei membri provengono da altri gruppi più o meno noti. Ciò che contraddistingue la carriera dei tulipani è un continuo e progressivo imbastardimento del suono. Dal vivo la brutalità dei brani aumenta a dismisura, così come il sudore prodotto. Speriamo che la carneficina non finisca, così come paventato nel titolo del nuovo album dei nostri. Lunga vita ai Sinister!

I Morbid Angel sono il death metal, subito dopo di loro ci sono Obituary e Deicide. Lo studio di queste tre band è necessario per chi s approccia al genere, poi si può passare alle alte forme in cui il sound si è evoluto, raggiungendo altri picchi di eccellenza. Non è la prima volta che vedo la band dei fratelli Tardy dal vivo, ma nelle precedenti occasioni si è tratto di esibizioni all'interno di grandi e dispersive kermesse, sicuramente l'atmosfera più raccolta del club barese è quella più congeniale alla band. "Cause of Death" è stato il primo album death metal che abbia mai ascoltato e la voce di John mi tormenta da un ventennio e passa, quindi il ritrovarmi a una spanna da loro mentre rifacevano grandi classici come "Chopped in Half", "Dying" e "Turned Inside Out" è stata una grande emozione. Certo il vocalist appare sempre più imbolsito, ma la voce alla cartavetrata è ancora quella di una volta. Che fine abbia fatto Santolla è quello che ci siamo chiesti un po' tutti, quando sono apparsi solo quattro loschi figuri sullo stage, ma nonostante la formazione ridotta il muro del sound degli americani non ha mostrato crepe sino alla conclusiva, e tanto attesa, "Slowly We Rot", data in pasto al pubblico al termine del bis.

Il REF ha messo fine alla stagione concertistica targata Rockcult, una serie di venti che hanno portato in Puglia nomi del calibro di Glen Hughes, Entombed, Napalm Death e Coroner: non poca roba. Il coraggio di Antonello Maggi è stato premiato solo in parte dal pubblico sempre più dormiente, ormai più a suo agio a cliccare un "mi piace" sotto un brano live che a vederselo in prima persona. Sono certo, però, che questa situazione non scoraggerà i tipacci della Rockcult, e tra qualche mese ci ritroveremo un nuovo cartellone di eventi di grande rilievo. Una ragione in più per desiderare il ritorno del freddo.

g.f.cassatella

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