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Entombed + Buffalo Grillz + Midian + Vinterblot - Demodè Club - Bari - 04/02/2012

Avete presente il Conte Max, il nobile decaduto coprotagonista del film di Sordi del1957? L'Italia ormai è una nazione che si atteggia a potenza mondiale, senza averne diritto. Un po' come faceva il personaggio interpretato da un magistrale Vittorio De Sica, che si dipingeva ancora ricco possidente innanzi al povero giornalaio.
Se la capitale si blocca per una nevicata, siamo ridotti alla frutta.
Non permettere a chi fa il proprio lavoro, la Rockcult, di tenere fede ai propri impegni è delittuoso. Così come lo è non garantire a chi s'è fatto il mazzo per comprare un biglietto la possibilità di godersi un concerto.
Senza contare la figuraccia con gli Entombed, gente che in patria vede la neve vera. Magari loro si saranno fatti anche una risata, tornando a casa racconteranno di quando l'Italia si è bloccata per una nevicata, rafforzando lo stereotipo del Bel Paese tutto sole, pizza e mandolino (guarda caso immagine che è nata proprio nel periodo in cui il Conte Max compiva le proprie gesta).

Fortunatamente, noi italiani siamo ancora i campioni dell'arte di arrangiarci (secondi solo a MacGyver), e così una data saltata a Roma, in poche ore, si tramuta in un concerto pescarese. Miracolo frutto della determinazione della Rockcult! Finito il pippone, passiamo alla fredda (ci sta) cronaca della data barese del minitour degli Entombed nella nostra penisola.
Di neve a Bari se n'è vista poca, solo gelo e pioggia. Ma si sa quanto il metallaro pugliese sia attaccato alle proprie borchie, basta un po' di pioggia a far scattare l'allerta: meglio restare a casa all'asciutto, così non ci sono rischi che le preziose guarnizioni metalliche possano arrugginirsi.
I tenaci che si sono presentati al Demodé, invece sono stati ripagati con un concerto grandioso! Inoltre la strutta del locale permette di stare all'aperto senza beccarsi una goccia, soluzione ideale per chi tra un'esibizione e l'altra ama farsi una sigaretta! (mi sa che mi è sfuggito un secondo pippone…).

Che i vichinghi si siano spinti sino alle coste meridionali del nostro paese, è un dato storico certo. Eredi ideali di quegli intrepidi navigatori sono i pugliesi Vinterblot, fautori di un death svedese di seconda generazione, quello di scuola Amon Amarth. Pur essendo un nostalgico delle prime band provenienti dal quel paese (Entombed, Dismember, e Unleashed), solitamente poco attratto dagli autori di The Avenger, non posso non indicare come questi ragazzi della provincia di Bari abbiano una marcia in più, sia a livello di songwriting che di presenza scenica. Il loro death melodico ed epico ha entusiasmo il pubblico. Credo di non sbagliare se affermo che il loro concerto è stato quello più seguito tra quelli dei gruppi di spalla. I brani proposti ("Council of Trees Beholder", "Howling Shadow", "Whispers to the Headless", "Upon a Reign of Ashes" e "As Sleipnir Rides") provengono tutti dall'album Nether Collapse, lavoro pubblicato da qualche giorno dalla Rising Records. Non è mancata la cover, un'interessante rilettura di "Paranoid". Che il guercio Odino sia con voi, ragazzi.

Breve cambio di palco, ed ecco i casertani Midian. Il genere proposto da questi campani è un death-thrash quasi metal-core. Capeggiati dalla brava singer Miriam Granatello, e con un nuovo bassista di zecca Silvio Assaiante (già nei Daemonia di Claudio Simonetti), i casertani hanno regalato una buona mezzoretta di musica, Peccato che il pubblico di casa sia stato un po' distratto durante la loro esibizione. I pezzi, tutti tratti da Screaming Demon, proposti sono stati: "Living Madness", "Eternal Ways Of Sorrow", "Divine Deletion", "Buried Alive", "Laid To Rest" (Cover dei Lamb Of God) e "Time To Die". Buona prova anche per loro.
Ammetto che aspettavo con curiosità la prova dei Buffalo Grillz, il loro approccio ironico ha sempre avuto un grande ascendente su di me. Le aspettative non sono state tradite! Il concerto è stato un puro concentrato di pazzia-demenzialità. Pura adrenalina! Quartetto con alle spalle esperienze varie maturate in gruppi come Undertakers, Ciaff, Tsubo, Orange Man Theory, quindi non proprio formato da dei novizi. Il singer, Enrico Giannone, si sbatte come pochi sul palco, al limite dell'isteria. Il gioco è semplice, musica tritasassi, testi inesistenti e grandi titoli per i brani: "The Truffer", "Cous Cous Clan", "Elisr", "Boss Anavova", "Gux E Gabbana", "Bufalismo", "Grindasia", "New World Disagium", "Forrest Grind", "Linkin Pork", "Grind Canyon" e "Grind Raccordo Anulare". Anche per loro una cover: "La Canzone del Sale", rilettura del classico di Battisti in salsa agre… Non ci resta che aspettare marzo per poter avere tra le mani il nuovo album!

Poche volte mi è capitato di vedere in sede live una band capace di trasmettere al pubblico la gioia e la voglia di stare sul palco così come hanno fatto gli Entombed. Fosse stato per loro, ora sarebbero ancora lì a suonare! Formazione con doppia chitarra Alex Hellid e Nico Elgstrand, Olle Dahlstedt e Victor Brandt, rispettivamente batteria e basso, e Mr L-G Petrov alla voce. Proprio quest'ultimo è una delle sorprese della serata, un po' imbolsito dagli anni, il singer svedese sembra uno dei galli di Asterix, con il viso simpatico e furbo. Altro che freddezza norrena! Per tutta l'esibizione ha arringato la folla, trasmettendo allegria ed entusiasmo. Più defilato il padre padrone della band, Alex Hellid. L'inizio è da paura con "Living Dead", "Singer Blese Play", "Serpente Saint", "Crawl Play", "Wheel in Sodom" e "In the Bloom". La sensazione è che dal vivo la matrice rock, che ha contraddistinto i lavori che vanno da Wolverine Blues (album che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione copernicana in ambito death) in poi, sia ancora più preponderante. I pezzi vengono diluiti allo spasimo, rendendo più "calda" l'esibizione. "Eyemaster", "To Ride, Shoot Straight and Speak the Truth", "Left Hand Path" (l'apice del concerto per il sottoscritto) alcuni degli altri pezzi eseguiti. Non sono mancate "Wolverine Blues", "Out Of Hand" e "Chief Rebel Angel". La chiusura è toccata al terzetto composto da "Damn Deal Done", "Revel In Flesh", "Like This With the Devil".
Una grande nottata a stretto contatto con la storia del death, quello vero! Diffidate delle imitazioni!

g.f.cassatella

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