Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '






Glenn Hughes + Southborn – New Demodè (Modugno BA) - 12/11/2011

Ho iniziato a depennare i giorni che mi separavano da quest’evento già da un mese prima, un’occasione che non potevo assolutamente perdermi!
Avevo appena 20 anni quando, mettendo su la mia cover band anni ’70 da buon piccolo fan dei Deep Purple Mark II, un mio carissimo amico di infanzia e compagno di tante avventure musicali mi disse:”Ti devo far sentire una cosa..”; aveva una cassetta, sopravvissuta a registrazioni su registrazioni, dei Deep Purple, “Burn”, per l’esattezza! Da quel momento la mia vita canora cambiò perché mi innamorai perdutamente di David Coverdale e di Glenn Hughes! Di lì a poco, grazie ai miei studi e all’avvicinamento alla musica soul e nera, Glenn Hughes divenne il mio cantante preferito e punto di riferimento. Quindi un fan come me non poteva mancare!

Io e il mio reporter arriviamo al Demodé, ottima location situata nei pressi di Bari-Modugno, intorno alle 20:30. Ci imbattiamo subito in una piccola fila di persone che fa presagire una scarsa affluenza, almeno inizialmente, ma la cosa più entusiasmante che ho subito notato e che ha dato conferma a quel che mi aspettavo, è stata la presenza di tre generazioni differenti, gente di tutte le età lì ad aspettare lui, “The Voice Of Rock”!
Entriamo e lentamente la folla comincia ad aumentare. Intorno alle 21:30, minuto più minuto meno, la gente comincia a scalpitare, finché finalmente gli uomini della sicurezza ci danno l’autorizzazione a entrare nella sala grande del locale. Tutti davanti alle transenne e già c’è qualcuno con i vinili e i cd in mano sperando di poterli fare autografare, pezzi di storia, delle vere e proprie pietre miliari per chi il rock lo segue dagli albori, sin dal suo boom anni ‘70, periodo in cui quest’uomo, questo mister inglese, a soli 17 anni iniziò la sua magnifica ed eccezionale carriera, piena di alti e bassi come ogni rock star che si rispetti, ma alla fine sempre sulla cresta dell’onda!
Ad aprire la serata ci sono i Southborn, band pugliese che inizia a scaldare l’ambiente con un buon nu-rock di stampo quasi southern, con venature anni ’70, riff massicci velatamente sabbathiani che si vanno a mescolare con un bel hard’n’blues…sinceramente noiosi e fuori luogo, vista la presenza di gente di una certa età e troppo pesanti per un evento che avrebbe meritato un bel gruppo hard rock vecchio stampo!

Ad ogni modo subito dopo la loro esibizione lo stage sul palco cambia; un quarto d’ora di attesa circa ed ecco entrare la band che accompagna l’ex Purple. Come per tutte le date nel nostro Bel Paese ad accompagnare Hughes c’è Matt Filippini, chitarrista italiano rinomato per il suo bellissimo progetto Moonstone Project, in cui si è avvalso della partecipazione di giganti del rock mondiale come Carmine Appice, lo stesso Hughes e altri eccezionali nomi. Finalmente arriva lui, lo straordinario cantante-bassista; saluta il pubblico da vera rock star, un “one, two, three” e inizia il putiferio! Si parte subito in quarta con l’eccezionale “Stormbringer”! La gente è esaltata in un Demodè ormai stracolmo e comincia a saltare e a cantare su ogni singola nota emessa dall’eccezionale cantante, che è in una forma a dir poco incredibile, come incredibile è la sua ugola che non ha sofferto per nulla dell’età, a differenza di alcuni suoi colleghi ormai cotti.
Un’eccezionale scaletta fatta di pietre miliari, tutta Burn, Stormbringer e Come Taste The Band e, per gli amanti dell’epoca, anche di alcuni brani dei Trapeze, band che ha portato Hughes al successo. Non risparmia nessuna hit, Mistreated, Sail Away e Might Just in primis! La gente vuole urlare e cantare e il mitico Hughes, con la sua prorompente voce e il suo basso, non esita ad accontentarli senza mai risparmiarsi, fino ad arrivare al primo tributo al compianto Mel Galley, suo amico e, come dire, “scopritore”, riprendendo la mitica “Black Cloud” prima canzone del disco dei Trapeze Medusa!

Il secondo tributo della serata è per Tommy Bolin, mitico chitarrista compagno di Hughes nella mark IV dei Deep Purple. Il legame che c’era fra i due è noto, specie per quanto riguarda il gusto musicale e anche le malefatte che hanno poi portato alla morte di Bolin e anche a degli alti e bassi dello stesso Hughes. Ma il cantante vuole ricordare il suo amico fraterno con “Gettin’ Higher”, stupendo brano dalle venature funky presente nell’eccezionale Come Taste Band!
La gente è gasata, anche per l’eccezionale scelta della scaletta eseguita con gran maestria dalla band di Filippini, che cerca nel migliori nei modi e con grandi risultati di rendere ottima l’esecuzione senza stravolgerla, tutto questo mentre Hughes macina tanta melodia, sforna gorgheggi da far paura a qualsiasi cantante soul e lancia i possenti acuti a noi così cari, costantemente accompagnato dal suo Fender Precisium. L’interazione col pubblico è meravigliosa, da vero professionista, simpatico e socievole e grande ballerino sul palco, confermando la sua eccezionalità da front e senza mai farsi pesare quel basso che quasi sembra faccia parte del suo corpo!

Finita la scaletta la gente urla, fischia, non è ancora sazia di questa sana dose di rock’n’roll! Ma niente paura, ecco la band rientrare per accontentarli con un bis stratosferico! Dapprima una magnifica “Soul Mover”, eccezionale brano che si trova ,appunto, nel cd Soul Mover, per poi chiudere in bellezza con una magnifica e straordinaria “Burn” !

Terminato il concerto inizia la calca della gente che vuole incontrare l’artista, farsi autografare i dischi e magari riuscire anche a strappare qualche foto. Qui però c’è un tantino di delusione, perché dopo un’enorme fila per raggiungere Hughes, a circa una decina di persone di distanza, inaspettatamente la sicurezza comunica che l’artista è stanco e il suo management non vuole più permettere l’ingresso nel backstage. La gente è arrabbiata, me compreso, che sono una delle dieci persone rimaste e per un bel quarto d’ora la delusione e la stizza regnano in me e nei miei compagni di sventura! Ma dietro le nuvole si nasconde sempre il sole e magicamente la situazione si sblocca e riusciamo ad entrare anche noi poveri superstiti. Posso dunque abbracciare il mio idolo che mi regala anche qualche autografo…come si suol dire, tutto è bene quel che finisce e bene.
In conclusione che dire…serata indimenticabile in cui una volta ancora ha trionfato il rock di classe, quello storico che straccia le modernità, regalando sensazioni che oggi tanta gente non riesce a dare, pietre miliari che hanno avvicinato tre generazioni! Era spettacolare vedere gente con i capelli bianchi mescolarsi a ragazzini con le magliette dei Deep Purple! E che dire di lui, Glenn Hughes..una rockstar, punto! E’ in assoluto il miglior cantante rock esistente sul pianeta, perfetto vocalmente e perfetto nel tenere il palco! Unica nota dolente della serata è stata l’audio, pressoché scarso e quasi confusionario, ma grazie all’ugola d’oro del vocalist l’ascolto era piacevole e travolgente lo stesso! LONG LIVE ROCK’N’ROLL!!!!!!!

Antonio Abate

Foto: https://www.facebook.com

A seguito di alcune mail giunte in redazione, ci tengo ad aggiungere alcune precisazioni a quanto scritto sopra.
L'evento tenutosi la serata del 12 novembre 2011 presso il Demodè di Bari è stato organizzato in maniera encomiabile dallo staff della Rockcult
Ritengo quest'ultima una realtà meritevole di lode, basti pensare ai grandi nomi della scena rock e metal che ha portato in Puglia e a quelli che porterà in futuro (Napalm Death, Coroner, Entombed, Obituary e Misfits).
Mi preme sottolineare come io ritenga la struttura del Demodé un'ottima location dove poter ascoltare musica dal vivo (cosa non da poco qui al sud).
Infine, trovo che i Southbourn siano una delle band più interessanti (e professionali) del panorama rock-metal pugliese, anche se propongono un genere lontano dai miei gusti personali.
Mi spiace che alcuni passaggi del mio resoconto siano stati fraintesi.
Antonio Abate

<<< indietro


   
Venom Inc.
"Avé"
Raging Fate
"Gods of Terror"
Grimgotts
"Lions of the Sea"
Detest
"The End of All Ends"
Vessel of Light
"Vessel of Light"
The Kinn-ocks
"The Kinn-ocks"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2017
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild