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Negura Bunget + Damned Spirits’ Dance + Guests - Club 71 – Milano - 10-04-2010

Sicuramente questo 2010 è iniziato nel migliore dei modi per i rumeni Negura Bunget, tornati alla ribalta con l’uscita di due nuovi album a distanza di un mese uno dall’altro, si tratta di “Maiestrit” e “Vorstele Pamontului”. Dopodiché la band non è stata con le mani in mano e quindi è subito partita in tour per l’Europa per la promozione di questi due lavori. La tappa di Milano mi sembrava alquanto “appetitosa” e quella sera i “locali per fighetti” di Milano non mi hanno trattenuto dal partecipare a questo evento …

Inizio di serata affidato agli esordienti The Way Of Purity. Con attitudine da terroristi molto Brujeria, un sound prettamente deathcore con tappeti musicali sinistri e un frontman donna che non ha nulla a che invidiare ai suoi colleghi maschi donando anche effetto ipnotico per gli occhi dei pochi presenti maschi. La band propone una serie di brani tratti dal loro debut album “Crosscore” piuttosto convincenti anche se l’originalità è ancora distante dalla loro concezione di musica.

Il concerto è iniziato in ritardo rispetto al programma e quindi il cambio palco è piuttosto veloce, i bergamaschi Imago Mortiis si affrettano a prendere palco sullo stage. Assolutamente una prova godibile la loro anche i se i brani di lunga durata non riescono a farsi ascoltare d’un fiato in sede live a causa del loro black metal di stampo classico con monotonia che giunge a tratti, cosa che però su disco non accade affatto. Quindi tra una pausa sigaretta e l’altra la band riesce a rubare l’attenzione del pubblico facendo così scorrere il tempo a loro disposizione, bastato a proporre solo una manciata di loro canzoni …

E si sale nel programma di serata ed è la volta degli ungheresi Damned Spirits’ Dance, la mia più grande attesa della serata. Seppur la band con centri molto con la serata ma tenta comunque di mettercela tutta sin dal primo momento, con un pubblico esiguo formato da soli estimatori, ma ben presto la zona platea viene riempita da tutti i presenti (sicuramente meno di cento). Il loro sound spazia tra sonorità tipicamente avant-garde molto vicine agli Arcturus a momenti di ibm mescolati con maestria e proposti con più che precisione durante tutto lo show. Al frontman Sinox l’esperienza non manca e sa bene come far partecipare il pubblico, facendolo ballare nei momenti che lo permettono e regalando alcune serie di trascinante headbanging. Peccato che sia stata breve la loro performance, quindi spero di poterli rivedere ben presto calcare il suolo italico! Posso capire che non sono affatto una band alla portata di tutti come genere ma non posso omettere da questa mia (breve) recensione che tutti gli amanti del metal sperimentale dovrebbero dare un ascolto ai loro lavori e magari anche vederli dal vivo se dovesse capitargli … Fidatevi!

Il palco mostra un’esigua scenografia boschiva e qualcosa mi dice che è giunto già il momento di ascoltare le poesie tetre racchiuse nel black metal con accenni folk dei Negura Bunget. E si inizia così la litania notturna della band e con dei suoni non dei migliori, che dopo i primi brani si aggiusteranno, ma questo non è affatto un problema perché risulta comunque affascinante il sound della band romena. La setlist della serata si incentra sugli ultimi due lavori (i succitati “Maiestrit” e “Vorstele Pamontului”) e la band riesce a condurre uno show impeccabile con un’esecuzione dei brani perfetta grazie anche alla strumentazione adatta per poter riprodurre precisamente i brani studio (soprattutto quelli del nuovo periodo della band, decisamente più elaborati) come: il flauto di pan, uno xilofono e tamburi vari. La formazione del tutto rinnovata sembra anche essere giunta ad una buona compattezza, del tutto convincenti i nuovi strumentisti anche se da criticare è il nuovo chitarrista/cantante Corb che ha volte sembra sforzarsi nell’indossare le vesti dell’onirico messaggero oscuro rendendo i suoi testi poco espressivi. Ma tutto sommato non è assolutamente facile riuscire a rendere dal vivo un sound deprimente e freddo come il loro in una musica del tutto attraente, lontana da attimi da sbadiglio e invece i Negura Bunget ci riusciti perfettamente per una buona ora di show. Peccato solo che la band sia stata penalizzata per il ritardo ottenuto dal concerto dovendo tagliare fuori un paio di brani dal set. Dopo tutte queste belle parole spero che l’act possa acquistare sempre più fama e coprire così un ruolo più importante nella scena black metal mondiale perché lo meriterebbero realmente!

Pax (Antonluigi Pecchia)

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