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Ocularis Infernum Festival II - Musicdrome (MI) - 28/04/2009

Dopo l'invasione di concerti metal che Milano ha subito nel mese di Febbraio, di eventi del genere ce ne sono stati ben pochi. Quindi la seconda edizione dell'Ocularis Infernum Festival è caduta in un periodo felice (almeno per chi organizza dato che i metallers milanesi erano in crisi d'astinenza da concerti). Ma purtroppo, forse a causa di un bill troppo estremo e underground oppure per una scarsa pubblicità data, il festival non ha avuto una risposta adeguata da parte del pubblico. Quindi ho assistito ad un evento per "pochi eletti" ma non per questo evitabile...

Con un ora di ritardo si aprono le porte del Musicdrome e l'onore di aprire le danze è toccato ai nostrani Confusion Gods. La loro musica non mi ha colpito particolarmente, non si tratta di nulla di originale, un semplice death/black metal dalle liriche sataniche che a volte cadono nel ridicolo (non vi fa ridere un brano dal titolo "God And Satan"?!?). Ma i pochi spettatori (non più di venti) pare che abbiano apprezzato lo show di questi ragazzi. Il tempo passa in fretta ed è già giunto il momento di proseguire con il bill del festival.

Breve cambio palco e dopo l'introduzione alla serata messa in piedi dai ragazzi italiani è arrivata l'ora che si esibiscano le band appartenenti al tour europeo dei Vital Remains di supporto al loro ultimo "Icons Of Evil" (risalente al 2007). E' la volta degli svedesi Tribulation. Età media dei ragazzi on stage: 17 anni ma ciò non toglie che la band non sia valida anzi, govanissimi ma ferocissimi. Il loro death/ thrash metal tratto dal loro incazzatissimo e soprattutto old school debut album “The Horror” ha iniziato ad infondere la giusta carica che serve per dar vita ad un concerto di metal estremo. Sporchi, cattivi e soprattutto inarrestabili, una virtù che difficilmente si vede nelle giovani band dei nostri tempi. Se un giorno la band riscuoterà una fama sarà anche per questa ragione. Il loro repertorio si è limitato a solo cinque brani che purtroppo sono arrivati presto alla conclusione, peccato. Spero di rivederli in futuro con un ruolo di maggior rilievo.

Ed è arrivata anche l'ora in cui si esibiscono progetti secondari dei capisaldi dell'estremo mondiale, si inizia con gli Sludge progetto capitanato da Makro, chitarrista dei Samael.
Per chi non ne sapesse nulla, la loro musica potrebbe essere descritta come un incrocio tra doom e death metal (vicino agli Entombed). Sicuramente si è trattato della nota più stonata della serata e quindi sono stati veramente pochi coloro che hanno apprezzato il loro show (maggiormente incentrato sui brani del loro ultimo “Lava” uscito lo scorso anno), che io non ho apprezzato per nulla. Di certo non privo di imperfezioni (il vocalist Odin ubriaco che spesso è caduto a terra), di una noia mortale musicalmente, non nego però aver notato degli buoni spunti ma mai approfonditi. La mezz'ora a loro disposizione sembrava non passasse più e nel frattempo ho avuto più di un colpo di sonno.

Di tutt'altro spessore è stato invece lo spettacolo messo in piedi dagli Order Of Ennead, side project di Steve Asheim (batterista dei Deicide) a cui ero già prevenuto avendo già visto in precedenza la band in tour con i già citati Deicide. Questa giovane band possiede una musicalità personale: immaginatevi i supercitati Deicide (d'altronde il frontman di questa band è proprio il loro batterista) di "The Stench Of Redemption" (un capolavoro secondo il sottoscritto) con soli di chitarra più "barocchi". Lo spettacolo dei ragazzi si è delineato suonando interamente il loro debut album dal titolo omonimo concludendo in violenza (solitamente si dice in bellezza...) con la cover di "Homage For Satan", impeccabile strumentalmente (il chitarrista John Li ha riprodotto perfettamente il solo di chitarra che invece Ralph Santolla sbagliò interamente lo scorso 18 Dicembre al Rolling Stone) mentre alla voce si è sentita la mancanza di Glen Benton. A conti fatti devo ammettere che i Ritual Of Ennead sono a tutti gli effetti gli eredi dei Deicide.

Sul palco sventola una bandiera (unico cenno di scenografia di tutto il concerto), ed ecco giungere alla fine di questa violenta serata con la ciliegina sulla torta: i Vital Remains! Band che per chi non lo sapesse dal vivo (apparte il chitarrista/fondatore Tony Lazzaro) si avvale sempre e solo di tournisti (Glen Benton registra soltanto!) ma che tournisti ragazzi! Danno vita ad uno show impeccabile su tutti i punti di vista, i sette brani scelti per la loro setlist sono stati pescati dell'intera loro discografia. L'unica pecca può essere accreditata alla breve durata del loro spettacolo ma che sicuramente è stato intenso e ha dato il colpo di grazia ai presenti (sempre pochi) giunti alla fine già distrutti con le esibizioni dei gruppi spalla. Sono le 23.30, si cala il sipario ed io ho una metropolitana che mi porterà a casa perché con tutto il "rumore" che le mie orecchie hanno avuto modo di udire nel corso di questa serata, dovranno avere il loro meritato riposo. Ma per concludere invito a tutti coloro che hanno boicottato questo piacevole concerto di andarsi a sentire i Tokio Hotel perché essere metallaro non significa ascoltare solo Iron Maiden e Children Of Bodom.

Pax (Antonluigi Pecchia)

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