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King’s X – Zoe Club - Milano - 27/01/2009

Unica data italiana per i King’s X, e si tiene a Milano. L’attesa per il gruppo statunitense, oramai sulla scena da quasi trent’anni, non è proprio straziante anzi, fuori dal locale siamo in pochi ad aspettare l’apertura delle porte. Intanto c’è già una sorpresa all’ingresso: non c’è nessun gruppo spalla, suoneranno solo loro.
Beh cosa un po’ inusuale visto che fino al giorno prima era segnalato un gruppo spalla o uno special guest. Intanto le voci che arrivano sono di una prevendita di 120 biglietti (che per un posto che contiene 500 persone non è male); alla fine saremo almeno il doppio.
L’inizio è ottimo, l’ingresso in scena di Jerry Gaskill alla sua (semplice) batteria è accolto da un boato, che cresce ancor più all’ingresso di Ty Tabor e Doug Pinnik. Partono forte con “Groove”, pezzo energetico giusto per scaldare la serata. L’energia che carica il pubblico è incredibile, Doug oltre ad essere un ottimo bassista è anche uno showman davvero notevole, beh non per nulla sono in giro da quasi trent’anni. Sa intrattenere il pubblico, interagisce molto con loro e li fa divertire.

Ty il solito mostro di bravura. I suoi riff sono impareggiabili, gli assoli vanno a scalare: un inizio semplice per poi complicarsi sempre d più man mano che prosegue, tutto sempre rigorosamente suonato con passione e maestria nascondendo il viso dai suoi lunghi capelli, per farlo notare al pubblico solo quando canta o quando è preso totalmente dal pezzo. Invece la sorpresa arriva da Jerry: pazzesco!! Uno che riesce a suonare con gli occhi chiusi per tutto il tempo,scandendo le battute con le labbra e con alcuni movimenti della testa è da fuoriclasse. Non credo di aver mai visto nessuno suonare il proprio strumento con tanta passione, sembra quasi che lui stesso faccia parte della batteria: un tutt’uno. Il concerto prosegue tra pezzi storici tra cui “Dogman”, “Allright” e “Germany” e pezzi nuovi come “Pray” e “Go Tell Somebody”.
Le richieste si susseguivano dal pubblico, la più reclamata probabilmente è stata “Cigarettes”…quasi riuscita la richiesta,ma invece i King’s han preferito continuare seguendo la scaletta con “Dogman”. L’apoteosi del concerto arriva con “Over my Head”, capolavoro dei primi anni, per poi continuare con “It’s Love”, “Born to be Loved” ed in fine da “Visions”. La gente che è venuta a vederli da ogni parte d’Italia (gente da Gallipoli ho trovato) è stata ripagata in pieno dalla prestazione ottima di questi straordinari musicisti. Tutto finisce nel caos totale, quando i tre si impoltronano nell’area del merchandising a fare foto e firmare autografi. Gesto apprezzato da tutti, che li rende ancor più amati!

Tracklist:

GROOVE
ALRIGHT
PLEADES
MOVE
WHAT IS THIS
GERMANY
BLACK FLAG
PRAY
DOGMAN
GO TELL SOMEBODY
JULIE
LOOKING FOR LOVE
SUMMERLAND
OVER MY HEAD
ITS LOVE
BORN TO BE LOVED
VISIONS

Christian

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