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The Funeral Nation Tour - Soundtrack - Arcene (BG) - 22/10/2009

La data bergamasca del The Funeral Nation Tour cade proprio a fagiolo in una serata tipicamente svedese per le condizioni atmosferiche. Al mio arrivo al Soundtrack non trovo un’affluenza enorme di gente (circa 50 teste) e pare sia già giunta l’ora di aprire il sipario. Ad aprire sono i brasiliani The Ordher, il loro death metal ferocissimo, seppur non stupisce in originalità riesce a convincere i pochi presenti (me compreso). Ottima prova del batterista Cassio Canto, ultraveloce e pulitissimo in tutto. Purtroppo il tempo è tiranno, quindi dopo aver presentato una manciata di pezzi tratti dal loro ultimo “Kill The Betrayers” pare che per i nostri sia già giunta l’ora di dover lasciare il palco e lo fanno con grande stile! Chiamando in causa Vogg (chitarrista dei Decapitated) decidono di regalare la cover di “Trops Of Doom” (ovviamente Sepultura) durante la quale I pochi presenti hanno iniziato a partecipare attivamente al concerto. Bravi!

È la volta dei capitolini Fleshgod Apocalypse. La band fresca della release del ottimo debut album “Oracles”, seppur il genere proposto si tratti di brutal tecnico, si presenta in modo fresco evitando eccessi di ira ridicoli ed i presenti apprezzano la loro scelta. Seppur giovani e non navigati, i ragazzi godono di una buona presenza scenica e danno vita ottima performance sul piano tecnico. I loro brani riescono a soddisfare a pieno i presenti, soprattutto il violentissimo “Fall Of The Tyrants”. Anche il loro breve show viene concluso da una cover, in questo caso si tratta di “Blinded By Fear”, durante la quale i presenti (nettamente aumentati) ascoltando il classico degli svedesi At The Gates hanno mostrato maggiormente segni di apprezzamento. Uno show senza dubbio memorabile, complimenti ragazzi!

E pare sia giunto il momento di assistere alla guerra messa in piedi dai Vader. La band con più di due decenni e mezzo sulle spalle dal vivo è una sicurezza, non sbaglia assolutamente nulla! E questa non è stata un’eccezione alla regola. Gli estratti dall’ultimo “Necropolis” (ovvero:  E “Rise Of The Undead”) dal vivo sono ancora più devastanti che su disco! Non ci sono attimi di tregua, l’act prosegue ferocemente il massacro ultraviolento facendo stupire tutti i presenti per le qualità tecniche di ognuno dei componenti. Una setlist formata da solo dodici brani è bastata a radere al suolo l’intero locale. Ovviamente i classici “Wings”, “Carnal”, “This Is The War” e “Lead Us!!!” hanno contribuito maggiormente affinché ciò avvenisse. Peccato solo che il tempo a loro disposizione è stato esiguo ma comunque …  il sangue venne sparso ad Arcene!

E si cambia genere ma il massacro (solo uditivo dato che il pubblico, stranamente, non ha riservato questa sera una dimostrazione di moshpit devastante degno di noi italiani) pare che non voglia cessare, infatti tocca agli svedesi Marduk il compito di concludere questa serata! Inizia immediatamente la violenza, blast beat infernali e riffs ultraveloci dimostrano l’odio più puro. La setlist riservata a questa serata comprende i classici devastanti brani della band come “Baptism By Fire” e gli estratti (scelti tra i più violenti) dal loro neonato “Wormwood”. Potremmo rimproverare la band d’essere un po’ fredda con il pubblico ma è riesce a dar vita ad una buona performance sul versante tecnico e a far divertire il pubblico (giunto con il tempo ad un buon numero) per tutto il tempo esaltatissimo (addirittura c’è stato qualcuno che ha buttato giù una transenna!). Dopo un’ora circa di show, la band decide di abbandonare il palco ma è risaputo che sia troppo presto per concludere così la serata e infatti (come da copione) sono bastati un po’ di fischi per far tornare i “panda” sul palco per il bis, ovviamente scelti tra i loro classici. E si chiude con la violentissima “Panzer Division Marduk” uno show iniziato tirato e concluso ancora di più! Le luci del locale si accendono, mi appresto all’uscita del locale e il freddo che mi attende è la conferma di essere appena uscito dall’inferno!

Pax (Antonluigi Pecchia)

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