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Delain + Last Day Here + This Grace - Milano - Zoe Club - 26/04/2009

Ed il vincitore è…..This Grace! Sono loro che sono stati selezionati da una speciale giuria per aprire la prima ed unica data italiana del gruppo fondato dall’ex tastierista dei Within Temptation Martijn Westerholt: i Delain. Gruppo sconosciuto dal grande pubblico, ma noti dagli addetti ai lavori e dagli appassionati del genere dotati però di grande talento e destinati, a detta di molti, a diventare grandi in breve tempo. Dopo aver accompagnato i Kamelot in varie parti del mondo nel loro tour ora si presentano in Italia, allo Zoe Club di Milano per la precisione,con grandi speranze ed ambizioni in uno show che per i pochi, anche se mi aspettavo peggio, che son venuti a vederli resterà sicuramente impresso. Le band sul palco sono tre: i This Grace, band dell’interland Milanese, gli sloveni Last Day Here  ed ovviamente gli headliner Delain.

Quale giornata più ideale quella del 26 aprile per ascoltare la presentazione in Italia di “April Rain”, disco dei Delain uscito da poco infatti è una pioggia torrenziale che li attende, e noi poveri cristi, tra intervistatori e fan ad aspettare sin dalle 16.30, ma i gentilissimi proprietari del locale ci han permesso di ripararci almeno nell’atrio così da avere anche la possibilità anche solo di udire il sound check degli headliner. Ingresso previsto per le 20, anticipato di qualche minuto ci appostiamo davanti al palco. Dal nulla spuntano delle bandierine italiane( probabilmente rimaste dal giorno prima) che sinceramente poco senso avevano con la serata, ma che si rileveranno spassose e divertenti nonché sventolate anche da tutte e tre le band sul palco. Tutto è pronto per l’ingresso dei  This Grace, a cui spetta l’arduo compito di scaldare le poche persone presenti al momento dell’inizio (non più di una cinquantina di  persone). Presentano un buon mertal alternativo con un misto di suoni rock e metal molto pesanti. Sicuramente non è l’ideale lo Zoe, visto che è piuttosto piccolo e con un audio non sempre perfetto, per i gruppi spalla, infatti la voce era spesso coperta dal suono delle due chitarre. Qualche piccola imprecisione, che però passa inosservata, non ferma di certo il quintetto italiano che da sfogo alla propria musica con tanta grinta e buona volontà. I Last Day Here sanno anche loro intrattenere e tener caldo il pubblico con un metal simile a quello che esprimevano i grandi Creed, forte e potente. Anche loro, come in precedenza i This Grace hanno interagito molto con il pubblico, scherzandoci spesso e volentieri.

Dopo i loro quarantacinque minuti un attimo di pausa per smontare gli strumenti e montare la scenografia che farà da sfondo ai Delain. Mi incuriosiscono molto due schermi di circa due metri di altezza sistemati ai lati del palco infatti al calar delle luci due proiettori sistemati dietro questi ultimi si accendono ed al cominciare dell’intro sugli schermi appaiono l’immagine di una tv in stand by(tanto per capirci le famose strisce orizzontali colorate) che poi si spergono per poi apparire l’immagine di migliaia di pixel in bianco e nero, quando finisce l’intro e cominciano ad echeggiare i suoni degli strumenti che intonano “Invidia”il pubblico che sarà arrivato all’incirca sui cento elementi si infiamma all’ingresso della bella Charlotte, che con la sua “maglietta” (se così si può chiamare) a rete fa crollare le coronarie di molti dei maschi presenti. L’impatto è subito devastante, il fumo invade tutta la sala ed il logo dei Delain risplende sugli schermi, le note di “Stay Forever” suonano e le nostre voci la intonano quasi per intero.

Subito dimostrano di saperci fare, soprattutto con il pubblico lasciato quasi interamente lasciato in balia di Charlotte che con gran sorpresa sfoggia un italiano abbozzato, ma sicuramente apprezzabile almeno per lo sforzo. Molto scenografici,con sfondi di svariati generi e con varie telecamere piazzate un po’ in giro, tra cui una sulla chitarra ed una sul microfono del chitarrista, rendono il tutto ancora più bello ed apprezzabile. I passaggi in growl ed i pezzi cantati in studio da Marko Hietala sono stati cantati  un po’ da Ronald Landa ed un po’ da Charlotte stessa. Di canzone in canzone i Delain emozionano sempre di più, da “Seven” a “The Gathering”, da “A Day For A Ghost” a “Frozen” le emozioni crescono, con Charlotte sempre più padrona della scena.  I pezzi son presi un po’ da “April Rain” ed un po’ da”Lucidity”, e con mio grande stupore la maggior parte dei presenti conoscevano gran parte delle canzoni, segno che i Delain hanno davvero fatto breccia nel cuore degli appassionati del genere.

Christian

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