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XV Agglutination Metal Festival -  Sant'Arcangelo (PZ) – 10/08/2009

Anche quest’anno con l’avvento del caldo agosto, è tempo di godersi l’unico grande festival metal che ospita la Basilicata. Ovviamente sto parlando dell’Agglutination Metal Festival che anche quest’anno ha presentato grandi nomi della scena mondiale come U.D.O. e Vader, ma preferirei descrivere la giornata dal principio …
Il sole batte forte sul campo sportivo di Sant’Arcangelo, di certo non è momento di dedicarsi ad una bella pogata ma a suonare sono i partenopei Symbolyc ed è un’impresa impossibile poter ascoltare i loro brani (tratti dal gran bel cd “Engraved Flesh”) restando fermi. Purtroppo il loro show si è delineato proponendo solo due brani, sicuramente validi ma troppo pochi per poter farmi sbilanciare in commenti positivi o negativi nei confronti della band. Spero che in futuro riesca a rivedere la band esibirsi dal vivo per una durata apprezzabile …

Anche i padroni di casa Ecnephias hanno risentito del ritardo con cui è iniziato il festival e la loro sorte è stata simili a quella del act che li ha preceduti. Un vero peccato perché ero molto curioso di poter ascoltare Mancan e soci dopo tutti gli avvenimenti di cui sono stati protagonisti nel corso di questo 2009 (cambi di line-up e cambiamento radicale del genere proposto). In fretta e furia il pubblico ha potuto ascoltare soli tre brani tratti dal buon EP “Haereticus” e poi è subito giunto il momento dei saluti. Spettacolo normale il loro, nulla di sorprendente né quantomeno di pessimo.

E dal death/black metal degli Ecnephias si passa all’allegro power degli emiliani Trick Or Treat. Presenza scenica ottima (molto gradite sono state le gag preparate dal frontman Alessandro Conti), esecuzione dei brani pressapoco perfetta, buona risposta da parte dei pochi presenti. Ma purtroppo anche per questa band, tempo a disposizione è stato esiguo, ed è bastato solo per poter presentare tre dei loro brani (due tratti dal nuovo “Tin Soldiers” ed uno tratto dal precedente lavoro). Ma ciò che ho potuto ascoltare e vedere non posso dire che non sia stato di mio gradimento, conserverò quindi un bel ricordo di questi ragazzi.

E passata mezz’ora (mai è stato più inutile attendere tanto per una band) da quando i Trick Or Treat hanno lasciato lo stage quando Fratello Metallo da inizio alla sua omelia. Se per le precedenti band il tempo a disposizione è stato esiguo per padre Cesare è stato abbondantemente troppo. Sarà che io non regga la proposta musicale di questo personaggio (che sia chiaro, io non ho nulla contro per il fatto che sia un uomo di fede) e quindi per me anche solo dieci minuti di spettacolo da parte della sua band sono decisamente troppi ma ovviamente durante il suo show mi sono annoiato a morte. E per chi non lo sapesse, esiste una scena christian metal musicisti con vere qualità (qualche esempio di band lo sono: Stryper, Becoming The Archetype e Trouble) i cui vocalist anziché parlare (o meglio predicare), cantano sul serio. Provare per credere!

E finalmente passa il tempo a sua disposizione e, dopo la fin troppo lunga benedizione del prete è ora di ritornare all’inferno guidati per mano dai lombardi Forgotten Tomb (una delle curiosità maggiori del festival per il sottoscritto). Di tutt’altro spessore la loro esibizione messa in piedi dai brani del loro ultimo album “Negative Megalomania” con qualche passo indietro come “Solitude Ways”, che comunque per il genere ( doom/black metal) risultano essere anche energici. La band sul palco ci sa fare, l’unica cosa che le si potrebbe rimproverare è di essere stata fredda con i presenti, ma malgrado ciò una grossa fetta di pubblico, a mia sorpresa (non essendoci una base estrema per quanto riguarda le band partecipanti a questa edizione del fest), ha apprezzato la loro proposta musicale.

Ed è il turno del Fabio Lione Solo Project, in cui l’arcinota voce del power metal italiano ha presentato una serie di cover scelte tra i classici del hard rock/heavy metal mondiale. I presenti conoscono molto bene brani come: “Wasted Years” e “Fear Of The Dark” (quest’ultima utilizzata per la conclusione della performance) degli Iron Maiden, “Between The Hammer And The Anvil” naturalmente dei Judas Priest, “Send Me An Angel” come tributo ai suoi Vision Divine, “You Give Love a Bad Name” di Bon Jovi. Quindi la partecipazione del pubblico c’è stata. Buona la riproduzione di tutti i brani sia per quanto riguarda la prova strumentale che per quella vocale ma da un personaggio del genere ci si aspetta decisamente di più della solita, buona, cover band che potrebbe formare chiunque … Spero che questo personaggio torni presto sulla scena con i suoi Rhapsody Of Fire.

Ed è giunta l’ora di movimentare la platea con un fottuto massacro collettivo messo in piedi dagli Extrema. Mi sembra alquanto inutile dover spendere parole sulla qualità dello show della band dato che ormai (seppur non sia mai riuscita ad espandere la sua fama in tutto il mondo) si tratta di una band storica del panorama nazionale e soprattutto l’esperienza live non gli manca. E allora si parte immediatamente con i brani del neonato “Pound For Pound” che non risparmiano nulla in campo di violenza e velocità. È stato proposto anche qualche classico brano del passato come “This Toy”, “Wanna Be”, “Money Talks” e la saltellante “All Around”. GL è un domatore di bestie, sa come trascinare la platea mentre Tommy Massara non sbaglia una nota e i presenti (purtroppo non tanti quanto le ultime passate edizioni del fest) apprezzano il loro sudore e ricambiano partecipando attivamente al loro spettacolo. Conclusione dal chaos più totale con una veloce ed efficace cover di “Ace Of Spades” (ovviamente dei Motorhead).

Con la giusta carica nell’aria e con abbondante ritardo (che purtroppo la band sconterà lasciando il palco dopo soli quaranta minuti di show effettuati) i Vader danno inizio ad una guerra sanguinosa! La parola d’ordine del loro show è “distruggere” e di certo i fan della band non se lo fanno ripetere due volte dando tutto il loro sudore nel mosh pit. E sicuramente con brani come “Sothis”, “Silent Empire”, “Back To The Blind” e “Wings” non è difficile riuscire a creare un pogo devastante. Da segnalare l’anticipazione del brano “Rise Of The Undead” tratto dal loro prossimo album, “Necropolis”, in uscita a settembre. La nuova formazione è formata da perfette macchine da guerra, precisissime e letali. Per la conclusione, la band, dopo aver già abbandonato lo stage (come vi ho già scritto prima, per problemi di tempo), ritorna per regalare l’immancabile “This Is The War!”, ciliegina sulla torta della prestazione indubbiamente migliore di questa edizione del festival.

Sul campo sportivo di Sant’Arcangelo cala il buio più pesto, lo stage è ancora vuoto quando nelle casse risuona l’intro sinistro di “Metal Heart”, simbolo che quello degli U.D.O. non sarà il semplice concerto ma un evento speciale. Ed infatti è stato proprio così, pochissimi nuovi brani proposti e tanta storia tratta dai maggiori successi degli Accept, tra cui: “Holy”, “Balls To The Wall”, “Midnight Mover”, “Living For Tonight” e “Princess Of The Dawn”. Perfetta la prova degli strumentisti (d’altronde, avendo già visto la band in azione ad Ottobre del 2007, sapevo bene a cosa andavo incontro) che sanno bene come muoversi sul palco per trascinare il pubblico. Momento migliore del loro spettacolo? Sicuramente la conclusione con l’immancabile e distruttiva “Fast As A Shark”. Pur se la band non ha tutto il seguito che si meriterebbe, nulla si può criticare a Udo Dirkschneider, un pezzo di storia intoccabile dell’heavy metal che seppur non sia più giovane come un tempo, ha ancora la giusta carica per poter condurre uno spettacolo degno della sua esperienza!

Si cala il sipario ed è giunta l’ora di tornare a casa, sperando che l’anno prossimo si abbia l’opportunità di assistere ad una nuova, grande edizione di questo festival...

Pax (Antonluigi Pecchia)

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