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The Unholy Alliance - Part III - Palasharp - Milano - 14/11/2008

Siamo giunti alla terza edizione dello spettacolo impartito dagli storici Slayer, uno dei tour metal (o volendo potremmo anche chiamarlo festival metal) attualmente di maggiore spessore. Come sempre la data italiana dell’evento si è tenuta a Milano ed io lo scorso 14 novembre ho assistito all’evento per voi...

Al mio arrivo i vincitori del contest “Win 15 minutes of fame”, i Death Army, hanno già iniziato a suonare, così ho potuto ascoltare soltanto due brani e direi, decisamente poco per poter giudicare lo spettacolo dei fortunati.
Quindi passiamo subito a parlare degli Amon Amarth. Brutti, cattivi e selvaggi sono sicuramente i tre aggettivi più azzeccati per poter definirli. La band ha condotto uno spettacolo violento, sempre carico di energia e che non ha perso colpi con il passar del tempo. I brani del loro ultimo album, che nella setlist sono stati alternati da cavalli di battaglia quali “Death In Fire” e “ The Pursuit Of Vikings”, rendono bene in sede live e i presenti li conoscono già per poterli cantare assieme e per iniziare a pogare. Forse il loro è stato uno show breve (rispetto alla validità dei vichinghi) e quindi presto hanno dovuto lasciare il palco alla prossima band.

Lo show dei Mastodon invece non è stato niente di impressionante, eppure con tutti i fans che la band ha in Italia (e ho notato che non sono affatto pochi!) mi aspettavo qualcosa di più. Sì, divertenti, simpatici e anche tecnicamente bravi ma non mi hanno colpito particolarmente e oltretutto dopo passata la prima mezz’ora del tempo a loro disposizione, la loro musica ha iniziato ad essere stancante, sarà stata la monotonia dei loro brani o altro non so, l’unica cosa che so del loro show è che mi è sembrato interminabile…

I Trivium invece sono stati una piacevolissima sorpresa di questa serata. Ricordavo (per esperienza personale) che la band dal vivo fosse fiacca (e non vi sto parlando di venti anni fa ma solo di due…), invece in questa serata ho capito come bastano un po’ di sforzi per poter cambiare nettamente la resa live. Veramente un’esibizione degna d’essere di una band co-headliner del tour,  in cui tutta la gente nel Palasharp ha apprezzato la band e ha partecipato attivamente. Le canzoni presentate dall’act sono state soprattutto estratte dal loro ultimo lavoro “Shogun” in cui le sonorità metal-core hanno lasciato posto ad un thrash metal potente e coinvolgente in sede live. Ma non sono mancati momenti per poter tornare indietro nel tempo e proporre brani che hanno reso famosa la band in passato come: “Pull Harder On The Strings Of Your Martyr” (che i nostri hanno usato come chiusura). Distruttivi ma dolci e melodici quanto basta, i nostri ci sanno veramente fare, credo che nella massa del genere questa è sicuramente una delle band più promettenti (e perché no, anche dallo stampo personale) e sicuramente ben presto avremo modo di vederla nelle vesti di headliner.

Eh si ragazzi, la fredda macchina da guerra è tornata e, anche se per i suoi componenti gli anni passano (e ormai non sono più dei giovincelli), oggi si presenta al pubblico più in forma che mai e con una voglia distruttrice pazzesca. Performance priva di chiacchiere con il pubblico, in cui i brani della band si sono susseguiti come pallottole sparate dritte in faccia al pubblico. Violenti e cattivi come mai, Tom Araya e soci hanno dato vita ad uno spettacolo in cui si è andato contro (cosa visibile attraverso le immagini apparse su uno schermo che costituivano l’unica scenografia presentata per conto della band) a tutto: la religione, la pace e l’America del 11 Settembre 2001.

C’è stato anche lo spazio per poter presentare un brano nuovo, “Psychopaty Red” che per averlo ascoltato solo una volta lo definirei nello stile Slayer di quelli più martellanti e con tempi veloci (“Angel Of Death” e “Cult” docet). Per quanto riguarda la loro setlist oltre questo brano nuovo è stato proposto (come preannunciato) per intero “Reign In Blood”, capolavoro indiscusso della band. Insomma, un concerto che mi rimarrà impresso nella mente per molti anni, assolutamente niente a che vedere con l’esibizione fiacca che i nostri hanno fatto al Gods Of Metal 2008! C’è poco da dire, i tempi cambiano ma i miti rimangono, (questa frase la dedico a tutti gli amanti del metal-core che credo, come tutte le americanate, presto sparirà dalla circolazione!) un dato concreto è che come sempre riescono a riempire di gente i locali in cui suonano.

Pax (Antonluigi Pecchia)

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