Total Metal Festival 2008
In una nuova location, il New Demodè, e con una cornice di pubblico finalmente all’altezza dell’evento, si è svolto anche quest’anno quello che, con l’Agglutination, è il festival metal più importante del sud Italia. Probabilmente più extreme oriented rispetto agli anni scorsi, la macchina organizzativa della Vivo Management è riuscita ancora una volta nell’impresa di miscelare nuove leve e big della scena metallica. Nonostante i tentativi di boicottaggio il festival è stato perfetto dal punto di vista organizzativo (questo a detta degli stessi gruppi) e lascia ben sperare per le prossime edizioni.
Lo show d’apertura spettava ai salentini
Shank, che a causa di alcuni problemi “stradali” hanno accumulato un ritardo tale che non ha permesso loro di suonare i pezzi che fanno parte del nuovo lavoro intitolato Create/Devour. Peccato sarà per la prossima volta.
L’incombenza di aprire il festival, quindi, è passata sulle spalle dei
Memories Of Pain. Il gruppo barese ha proposto tre pezzi: “It Starts From Chaos”, “Full Apathy” e la cover degli Agathodaimon “Cellos For The Insatiable”. Buon black metal sinfonico il loro.
Scaletta ridotta (sono arrivati in ritardo, poiché il giorno prima avevano suonato a Torino) per gli incredibili
Clinicamente Morti . Non è la prima volta che vedo un concerto della band salentini e ancora una volta non posso che sottolineare l’ottima tenuta del palco. I pezzi proposti sono stati: “Schiavo D’avidità”, “Colpevole D’Indolenza e “Il Giorno Dell’Ira”.
Dopo i
Plaster Casters (band che propone sonorità glam punk), è toccato ai
Reality Grey . Ancora una volta una band estrema, ancora una volta una prestazione di buon livello. Forse meno pesanti dei CM, ma anche loro convincenti. “Day Zero”, “Never Again”, “Reality Grey”, “Praise The Lord”, “Erase” e “Slavery” i pezzi proposti.
Probabilmente fuori contesto, visto e considerato la pesantezza degli altri gruppi, i
Rosae Crucis hanno dimostrato che quando la musica è di qualità l’audience la si conquista sempre e comunque. Da sottolineare come la band offra uno show bello anche visivamente, grazie ai costumi di scena. I brani proposti sono stati: “Rosa Croce”, “La Chiesa”, “Fede Potere Vendetta”, “Il Re del Mondo” e la cover di Branduardi “Ballo in Fa Minore”. Tutti brani estratti da Il Re Del Mondo e Fede Potere Vendetta, vecchi demo del ‘92 (il primo ristampato da poco dalla Jolly Roger).
Avevo assistito in occasione della discesa in Puglia degli Exodus a una esibizione dei
Neurasthenia . Sapevo, quindi, cosa aspettarmi dalla band: thrash old school. Ancora una volta aspetto scenico e musica hanno dimostrato come questi ragazzi siano tra i migliori interpreti del genere in Italia.
Con due uscite alle spalle e una prevista per il tardo 2008, i
Methedras hanno incendiato con una prestazione convincente le assi del palco barese. Che i milanesi siano degli ottimi live performers è dimostrato dal secondo posto al Wacken Metal Battle del 2004, e se dal vivo non ci sai fare certi traguardi non li raggiungi. Il pasto a base di thrash\death offerto ai presenti prevedeva queste portate: “Civil War”, “Flag Of Lie”, “Vermination”, Davidian (cover dei Machine Head), “Free To Hate”, “By Yourself” e “Flash Over”.
Il termine leggenda quando si parla degli
Schizo non è esagerato. La band siciliana ha scritto pagine memorabili di metal, e non solo nel nostro paese (basti pensare alla miriade di band più o meno famose che li citano tra le proprie influenze). Lo show dei quattro siciliani è stato terremotante e probabilmente il migliore della serata, e dire che il gruppo non si esibisce molto spesso dal vivo. Un vero peccato. L’assalto all’arma bianca che ha inizio con l’incappucciato singer Nicola Accurso subito pronto a sbraitare la propria rabbia è una carrellata su tutta la produzione della band (“Main Frame Collapse”, “Delayed Death”, “Necroschizophrenia”, “Demise:destre”, “M.G.1942”, “Make Her Bleed Slowly”, “Electric Shock”, “Violence At The Morgue” e “Removal”) più un’escursione nel repertorio dei MondoCane (“Mario, Please Don’t Cry”).
Purtroppo l’intervista agli Schizo non mi ha permesso di vedere interamente gli show degli
Slowmotion Apocalypse e degli
Hatesphere. Gli italiani per quel poco che ho visto e sentito dal vivo spaccano, mentre i danesi hanno tanto mestiere…
Ed infine arrivò il diavolo. Temuto al tal punto da far saltare sulle sedie i perbenisti pugliesi, Glen Benton si è dimostrato un professionista della musica (lontano dagli isterismi che gli vengono attribuiti). I
Deicide sono la storia della musica estrema, e per chi come me li segue dal periodo a cavallo tra i loro primi due album (che restano i migliori, a mio avviso) assistere a uno show a due passi da casa mia è qualcosa che più di quindici anni fa non avrei mai potuto immaginare. Dicevo come il buon vecchio Glen sia un professionista e se non sprizza entusiasmo a mille, sa come tenere in pugno il pubblico che lo ama. Alla fine i Deicide sono lui (con buona pace del grandissimo batterista Steve Asheim, compositore di gran parte del materiale recente. Probabilmente, se il gruppo oggi è ancora in piedi il merito è suo). Il muro sonoro prodotto dalla band è qualcosa di mostruoso. Non rimanere scacciati dalla sontuosità della loro musica è cosa ardua. I compagni d’avventura dei due membri storici sono Jack Owen (Cannibal Corpse) e Kevin Quirion (Order of Ennead, il nuovo gruppo di Steve). Inutile rimarcare le capacità tecniche del gruppo e la voce incredibile di Benton. Così tra una “They Are the Children of the Underworld” e una “When Satan Rules His World”, passando per “Bastard of Christ”, “When Heaven Burns”, “Homage for Satan”, e gli estratti dall’ultimo dignotoso Till Death Do Us Part, il pubblico ha vissuto momenti di puro entusiasmo.
Se i Deicide sono stati la ciliegina sulla torta di questa edizione, non si può non evidenziare come la qualità media dei gruppi presenti sia stata elevata. La nota veramente positiva, comunque, è stata l’affluenza di pubblico. Che si stia muovendo qualcosa? Per ora non ci resta che attendere l’edizione del 2009…
g.f.cassatella
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