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Rotting Christ,  Disguise, Ingraved – Nordwind, Bari, 13/03/2008

Pan non ama la musica e suona il flauto solo per baciare Siringa. Pan ama il caos e quando c’è la possibilità di creare un po’ di scompiglio tra i mortali non tira indietro lo zoccolo. Sakis e i Rotting Christ queste cose le sanno, ne sono i cantori da più di vent’anni. Quindi non c’è da sorprendersi per quello che è accaduto durante la data pugliese del tour del gruppo ellenico. Cosa è successo? Ogni cosa  a suo tempo…

Ad aprire le danze macabre sono stati i salentini Ingraved, ormai di casa a Bari. Non c’è più nulla da dire su questo gruppo che non sia stato gia detto. Dal vivo spaccano con la loro miscela di thrash e hardcore. I brani proposti sono stati una decina ad iniziare da  “Showtime For My Apocalypse” per passare poi a “Rules Of Game”, sino a “Just My Life”. Sudore, adrenalina e rabbia. “Bad Karma”, “Blinded By Fear”, “Tsuna-me”, “Cold Black Fingers”, Final Place” e “Speedlimit666”, sono le restanti canzoni proposte. Una certezza!

Subito dopo gli Ingraved è toccato ai barlettani Disguise intrattenere il pubblico. La band ormai è ben rodata dal vivo in virtù delle numerose date in giro per l’Europa. Il black metal sinfonico del gruppo è ben accolto dal pubblico presente, sin dalle prime note dell’iniziale “Involved”.  Vastator Mentis si è dimostrato ancora una volta un ottimo frontman ricco di espressività oltre che un  gran intrattenitore (molti cantati oggi giorno tendono a nascondersi sul palco…). “Decreasing Plasure” ha anticipato la cover di “Mother North” dei Satirycon, accolta con entusiasmo da tutti i presenti. “Dead For Brought Death” ha preceduto la conclusiva “Late”. Un concerto basato sulla sostanza quello dei Disguise che hanno puntato tutto sulla musica nei pochi minuti a propria disposizione, anche se magari il pubblico s’aspettava l’ostentazione del “tradizionale” cuore sanguinante. Ma si sa con l’euro il costo della carne è salito alle stelle… Soddisfatti dell’esibizione, restiamo in attesa del successore dell’ottimo Late.

Quando son saliti sul palco i Rotting Christ la febbre dei presenti era ben alta.  Scenografia scarna e attitudine rock per il gruppo di Sakis. Pochi fronzoli e parola subito alla musica, chi ha inventato un genere non ha bisogno di escamotage per intrattenere il pubblico. Il pogo è subito serrato e le teste si agitano non poco sotto il palco. Gli autori di Theogonia osservano la carneficina e ringraziano a modo loro con tonnellate di riff malefici. Ma dopo una manciata di pezzi, ecco il dio Pan entrare in scena con la suo bagaglio di confusione.  Durante l’esecuzione di “The Sign Of Prime Creation” sul Nordwind calano le tenebre. Corrente elettrica saltata e tutti sbigottiti. Gli addetti ai lavori dopo una febbricitante attività riescono a ripristinare la situazione e il gruppo torna a proporre “The Sign Of Prime Creation”, ma la corrente va nuovamente via. Quando torna, forse scaramanticamente, il gruppo opta per l’esecuzione di  “The Sign Of Evil Existence”, ma l’impianto elettrico non ne vuole sapere: nuovo e definitivo blackout. Concerto finito. Prometeo dopo aver donato il fuoco agli uomini è stato condannato a una tortura tremenda: gli dei inviarono un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato L’organo gli ricresceva durante la notte, e l’aquila il giorno dopo ripeteva il macabro banchetto, perpetuando così la sua sofferenza. Evidentemente, al Nordwind gli dei si sono ripresi il “fuoco” lasciando tutti senza luce… certo i presenti si saranno sentiti rodere  ben altro rispetto al fegato. Ma quando le tre Parche decidono di recidere i fili, per i mortali c’è poco da fare. Anche se si tratta di semplici fili dell’alta tensione...


g.f.cassatella

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